Champions League - Il Ludogorets si avvicina all'Europa League, Stoyanov ferma il Basilea sullo 0-0

Eroico il portiere bulgaro, protagonista in almeno 3 situazioni. Il Basilea gioca una buona partita ma pecca in concretezza. Restano avanti, anche se a pari punti, i bulgari in ottica qualificazione all'Europa League.

Champions League - Il Ludogorets si avvicina all'Europa League, Stoyanov ferma il Basilea sullo 0-0
Un duello durante il match, nel primo tempo. | Cesar Bermeo, Twitter.
Ludogorets
0 0
Basilea
Ludogorets: (4-2-3-1): Stoyanov; Cicinho, Palomino, Moti, Natanael; Dyakov, Anicet; Cafu, Wanderson (min. 90 + 4 Campanharo), Misidzhan (min. 84 Lukoki); Keseru (min. 90 + 2 Plastun).
Basilea: (4-1-4-1): Vaclik; Lang, Suchy, Balanta, Traoré; Xhaka; Bjarnason (min. 85 Calla), Delgado (min. 80 Sporar), Zuffi, Elyounoussi; Doumbia (min. 79 Janko).
ARBITRO: Martin Atkinson (ENG). Ammoniti: Balanta (min. 8), Anicet (min. 40), Xhaka (min. 63), Suchy (min. 82), Moti (min. 83), Traoré (min. 87), Cicinho (min. 90 + 1).
NOTE: 5° matchday della fase a gironi della UEFA Champions League 2016/17: in campo alla Ludogorec Arena, il Ludogorets ospita il Basilea. Si comincia alle 20:45.

Ci sono serate epiche, serate buone e serate meno buone nell'arco di una competizione come la Champions League, per qualsiasi club partecipante. Ovviamente, l'ambito europeo è più sentito per le società piccole come Ludogorets e Basilea, che però hanno virtualmente già salutato la possibilità di ottavi di finale: il loro spareggio odierno era valido solo in ottica Europa League. Il risultato? 0-0 ed una serata "epica", menzionando quanto detto prima, solo per Stoyanov, il modesto portiere dei padroni di casa protagonista, probabilmente, della miglior prestazione della sua carriera, con almeno 3 interventi decisivi a fermare le ambizioni di sorpasso degli svizzeri che adesso dovranno guardare all'ultima giornata per sperare di poter continuare il loro percorso; ottengono invece probabilmente quanto ricercato i bulgari, che fanno un passetto verso un'altra competizione continentale, magari un po' più alla portata. Di seguito il racconto del match.

L'allenatore bulgaro Georgi Dermendzhiev opta per un 4-2-3-1. In porta il prescelto è Stoyanov; davanti a lui Cicinho, Palomino, Moti e Natanael. Dyakov e Anicet in mediana; Cafu, Wanderson e Misidzhan ruotano attorno all'unica punta, ovvero Keseru. Urs Fischer risponde col solito 4-1-4-1. Vaclik fra i pali. Il comparto difensivo è inizialmente composto da Lang, Suchy, Balanta e Traoré. Xhaka in cabina di regia; più larghi ci sono Bjarnason ed Elyounoussi. Delgado e Zuffi si muovono più centralmente, vicino alla punta, vecchia conoscenza del calcio italiano, Doumbia.

In avvio la gara è spezzettata e non troviamo alcuna occasione da segnalare prima del minuto numero 16, quando la conclusione di Zuffi con l'esterno dai 25 metri trova la parata a mano aperta di Stoyanov. Lo stesso portiere bulgaro è grande protagonista anche più avanti: al 31esimo conclusione dal limite di Delgado, l'uomo più di qualità degli elvetici, risposta importante dell'estremo difensore. Il duello con lo svizzero di chiare origini italiane si ripete quando però manca davvero poco al termine della prima porzione del match: il tipo di realizzazione scelto questa volta è quello di una botta veloce e centrale, con Stoyanov di nuovo formidabile a tenere i suoi in vita all'intervallo. Poco, per il resto: i due tentativi di Elyounoussi (minuto 21, palla larghissima) e Keseru (contropiede dei padroni di casa, con la punta lanciata all'uno-contro-uno) servono solo a fare numero, le squadre rientrano negli spogliatoi con le reti ancora bianche.

Si riparte ed il discorso non cambia: il match rimane tutto sommato in mano al team in trasferta. Lo testimonia, al 54esimo, la possibilità di vantaggio che si concretizza sul piede preferito di Bjarnason, servito al limite dalla destra, con una schiacciata sulla sfera a mezza altezza che termina di poco larga. Prova la reazione Keseru intorno all'ora di gioco, con un sinistro da quasi 30 metri che tuttavia termina abbastanza largo. Ogni pallone è conteso e la costruzione di gioco diventa complessa, sia da un lato che dall'altro: prevalgono i tentativi da fuori, quello di Wanderson si spegne sul fondo intorno al 65'. 76esimo giro d'orologio: Elyouonoussi sceglie l'azione personale e dalla sinistra salta due uomini aprendosi la possibilità di conclusione col destro, tuttavia uno Stoyanov particolarmente in serata nega nuovamente la gioia all'esterno offensivo avversario. Nessun'altra chance di cui parlare: termina nervosamente, con 4 ammoniti in meno di 600 secondi, il match, sul risultato di 0-0.