Liverpool, preda del catenaccio italiota

Tanto possesso palla, ma Reds poco pungenti. A Mosca regge il muro di carrera. Liverpool ancora incompiuto.

Liverpool, preda del catenaccio italiota
Fonte: Eurosport

Sempre il solito film, visto e rivisto già più di una volta in questo primo scorcio di stagione. Un film non orrendo, sia chiaro, a tratti ti prende e ti avvolge, ma il finale è quasi sempre deludente. Il Liverpool fa ritorno dalla Russia con un punticino in saccoccia, frutto dell'1-1 maturato in casa di uno Spartak Mosca tutt'altro che irresistibile. Due punti in due gare, quel girone che sulla carta doveva essere facile facile, si sta complicando. Ora, il doppio confronto contro gli sloveni del Maribor, da non fallire: obiettivo sei punti, per risistemare un pò la classifica, ed il morale.

Quella in casa di Massimo Carrera è stata la prima esibizione del Liverpool con in campo, contemporaneamente dall'inizio, i 'magnifici quattro': Salah, Manè, Coutinho e Firmino. Una batteria di attaccanti da leccarsi i baffi, ma a Mosca non hanno brillato più di tanto, ingabbiati dal catenaccio, prettamente italiota, del tecnico dello Spartak. Il solo Coutinho ha provato ad accendere la luce, di tanto in tanto, ma la serata non ispirata di tutto il resto della squadra non ha favorito neanche lui, il quale, oltre al gol del pareggio, ha combinato non tantissimo, finendo per perdersi anche lui tra i tentacoli della difesa locale.

Il Liverpool si è dimostrato ancora una volta squadra senza cinismo e senza alternative di gioco. In questo inizio di stagione cambiano gli avversari, ma il risultato non muta di una virgola. Predominanza territoriale, possesso palla fine a sè stesso, ma poca, pochissima capacità di convertire la grossa mole di gioco espressa, in gol. I Reds sono stati pugnalati alla prima occasione che hanno concesso agli avversari, complice un Karius parecchio superficiale. Sicuri che il portiere tedesco meriti questi palcoscenici? Poi, la combinazione Manè-Coutinho a mille all'ora riporta il Liverpool sul punteggio di parità, e questo sembrava il preludio di una rimonta, ma gli attacchi, poco convinti, a dire il vero, degli uomini di Klopp, si sono infranti tutti sul muro difensivo eretto da Carrera.

Qualcuno l'ha chiama giornata storta, qualcun'altro ha etichettato questa mancanza di saper reagire come un difetto strutturale della squadra. Nella ripresa, quando c'era tutto il tempo di far propria l'intera posta in palio e ritornare dalla 'Campagna di Russia'  vittoriosi, il Liverpool ha giggioneggiato sul rettangolo di gioco, rendendosi protagonista di un giro palla lento ed inutile, favorendo solo il compito dello Spartak Mosca, rinchiuso nella propria metà campo, badando solo ed esclusivamente a non prenderle. La serata, storta, si è conclusa poi con la discutibile scelta di Jurgen Klopp di togliere dal campo Manè, uno dei meno peggio in campo, per dare spazio a Sturridge, un fantasma.

Ancora una volta il Liverpool fallisce l'occasione per fare il salto di qualità, dimostrando lacune tecniche ma soprattutto caratteriali. Ancora una volta si è dimostrata un'incompiuta. Ora sotto con il Maribor, il doppio confronto con gli sloveni diventa uno snodo cruciale da non fallire se si vuol continuare l'avventura europea, nella massima competizione continentale.