Granada - La Cenerentola dei Pozzo

Il club andaluso è stato portato dalla famiglia friulana dalla Tercera Divisiòn alla Liga, ora però è la squadra meno seguita della holding e i risultati si vedono.

Granada - La Cenerentola dei Pozzo
Penaranda è una delle due rivelazioni dell'annata del Granada.

Gli interessi calcistici spagnoli dei Pozzo nascono nel 2009, con l'acquisizione di parte del pacchetto azionario dell'Espanyol e con Gino Pozzo che diventa terzo azionista della squadra di Barcellona (città in cui Gino vive). L'obiettivo era chiaro: diventare in pochi anni gli unici propriatari del club catalano, in modo da diversificare gli investimenti e avere un altro club in cui far girare calciatori e giovani promesse. Questa volontà si scontra però contro la ferrea intenzione dei proprietari di non cedere la maggioranza del club. Così padre e figlio decidono di cambiare strategia, nell'estate dello stesso anno cedono ciò che hanno dell'Espanyol e decidono di puntare su una squadra di bassa categoria, da riportare in alto attraverso pochi investimenti e tanti giocatori girati in prestito da Udine.

La scelta ricade sul Granada, squadra decaduta del calcio spagnolo. La politica risulta vincente, con la salita immediata in Segunda Divisiòn e l'arrivo, dopo altre due stagioni, in Liga. Vengono lanciati anche alcuni giocatori che in Friuli sembravano "pacchi" come Siqueira (i tifosi dell'Inter dovrebbero ricordarselo) e Ighalo. Nella massima divisione l'obiettivo era e resta la salvezza, anche perchè non sembra esserci l'intenzione d'investire cifre consistenti e, come l'Udinese, gli spagnoli stanno soffrendo la troppa attenzione rivolta da Gino Pozzo alle sorti del Watford. Questo ha causato in'annata molto difficile, che potrebbe segnare il ritorno in Segunda Division degli andalusi, con tanto di voci di una possibile cessione della propietà ad una cordata cinese, prontamente smentite.

Nella stagione 2014/2015 la salvezza era arrivata nelle ultime partite, con l'arrivo di Sandoval che aveva portato a tre vittorie consecutive e a quello che può essere considerato un piccolo miracolo sportivo. Il campanello d'allarme scatta e per l'estate si parla di numerosi ritocchi per la squadra, in modo da raggiungere una salvezza più tranquilla in questa stagione. Come ad Udine però il mercato risulta scadente, a causa dell'eccessiva attenzione posta sulle trattative per i giocatori del Watford. Arrivano così pochi nuovi giocatori di livello, come Khrin e Biraghi, con Doria, in prestito dall' Olympique Marsiglia come unico acuto. Inoltre Nyom, pilastro della squadra, viene spostato a Londra e Iturra, altro autore della salvezza, va ad Udine. L'immediato futuro quindi sembra essere nerissimo e le prime partite confermano la sensazione: 5 sconfitte ed una sola vittoria nelle prime 6 giornate. Il trend negativo continua per tutto il girone d'andata, con la squadra che naviga sempre nelle ultime posizioni. La squadra paga l'estrema povertà qualitativa della rosa e solo l'esplosione dei giovanissimi attaccanti Success e Penaranda (entrambi arrivati via Udine e già in orbita Watford) permette di mantenere accesa una fiammella di speranza. Non arrivano particolari rinforzi neanche dal mercato di riparazione, con il solo Doucourè in grado di apportare dei veri miglioramenti in campo. A Febbraio quindi Gino Pozzo, prima di rientrare ad Udine a causa dell'ira funesta del padre (profondamente irritato dai numerosi errori estivi compiuti), esonera Sandoval e porta in panchina Josè Gonzalez, ex di Albacete, Cordoba e Real Murcia, per provare a risalire la china. La squadra sembra recepire il messaggio e, con il passaggio al più compatto 4-4-2, ottiene 8 punti in 4 giornate, salendo così a 28 punti e al quart'ultimo posto della Liga.

Il finale di stagione si preannuncia molto duro, il nuovo modulo infatti ha portato nuovi punti, ma sembra penalizzare Penaranda (per il quale si spendono già paragoni importanti), che è fermo ancora a quota 4 reti. Inoltre Gonzalez sembra preferirgli il più esperto El Arabi, autore dei gol salvezza anche nella passata stagione. Ci sarà da sudare molto anche perchè oltre al venezuelano, al marocchino e al nigeriano Success, non sembrano esserci altri giocatori adatti a condurre la squadra verso la vittoria. Sarà quindi fondamentale che questo trio mantenga alto il livello per i prossimi due mesi, sperando anche nei risultati negativi delle altre. Delle tre è sicuramente quella più in difficoltà e meno considerata del progetto, a Giugno i Pozzo discuteranno sicuramente molto anche di questo ramo imprenditoriale, poichè la promozione del Watford sembra aver portato più danni che vantaggi.