Liga, Valencia k.o. a Siviglia e sempre più in zona retrocessione

Il 2-1 del Sanchez-Pizjuàn inguaia il Valencia di Prandelli, fermo a soli undici punti in classifica. Prandelli predica calma, ma l'ambiente è sull'orlo di una crisi di nervi.

Liga, Valencia k.o. a Siviglia e sempre più in zona retrocessione
Mangala e Vitolo. Fonte: LaLiga.es

Non è bastata una buona prestazione di squadra al Valencia di Cesare Prandelli per uscire indenne dal Ramòn Sanchez-Pizjuàn di Siviglia. Al termine di un match equilibrato, la vittoria in Liga è infatti andata ai padroni di casa, capaci di spuntarla per 2-1 grazie all'autogol di Ezequiel Garay e alla seconda rete consecutiva di Nico Pareja, che ha beffato Diego Alves al 74'. In mezzo il pareggio di Munir, nel finale la grande occasione di Gayà, su cui Sergio Rico si è letteralmente superato.

E così a Prandelli non resta che tenersi stretta la prestazione, nonostante la classifica parli di una squadra in zona retrocessione: "Se giocheremo sempre così, perderemo poche partite - le parole dell'ex c.t. della nazionale italiana - quella di oggi è stata una sconfitta ingiusta. La squadra ha giocato alla grande, con coraggio e personalità. Non meritavamo di perdere. Siamo anche sfortunati, oggi Sergio Rico è stato fantastico, soprattutto su Gayà all'ultimo minuto. Dobbiamo continuare così, le vittorie arriveranno. Dopo una prestazione del genere voglio sottolineare le cose positive: era un campo molto difficile, e siamo stati all'altezza della situazione. I ragazzi devono rialzare la testa, anche se abbiamo fatto degli errori, come in occasione dell'autogol. Poi abbiamo pareggiato, ma ancora una volta abbiamo preso gol da calcio d'angolo. Ora dobbiamo tornare a Valencia convinti di aver fatto una buona prestazione. I ragazzi ci sono rimasti male, hanno dato tutto, ma abbiamo subito una chance di riscatto: martedì si gioca in Copa del Rey. Il Siviglia è una grande squadra, ora qualcuno dirà che oggi ha giocato male, ma invece siamo noi ad aver giocato bene: abbiamo complicato loro la vita, pressando alto e avendo diverse occasioni da rete". Resta dunque la delusione per una partita che si poteva pareggiare, ma che ancora una volta - come contro il Barça al Mestalla - è stata persa sul filo di lana.

In occasione della trasferta di ieri, Prandelli ha rispolverato una difesa a tre mai troppo di moda in Spagna, con Mangala, Garay e Abdennour centrali, supportati sugli esterni da Joao Cancelo e Siqueira. La mossa ha ingolfato il gioco del Siviglia, basato in particolar modo sul palleggio a trequarti dei vari Franco Vazquez, Vietto, Vitolo e Sarabia, ma non è bastata ad evitare i due pasticci difensivi che hanno portato al gol degli andalusi. A centrocampo Dani Parejo, Enzo Perez e Mario Suarez hanno garantito corsa e pressing, contro il doble pivote di Sampaoli, Nzonzi e Matias Kranevitter, mentre la mossa di giocare in avanti con due ex esterni riciclati come attaccanti (Nani e Rodrigo) non ha convinto: ha infatti fatto meglio il talentino Munir, capace di pareggiare i conti con un gran colpo di esterno che ha baciato il palo prima di insaccarsi in rete.

Anche Santi Mina e Gayà hanno dato vivacità dalla panchina, ma non è bastato per superare un gigantesco Sergio Rico. Il Valencia resta dunque in zona retrocessione a quota undici punti dopo tredici giornate di Liga, a + 2 sullo Sporting Gijòn terzultimo, nella speranza che oggi Granada e soprattutto Osasuna non facciano punti nelle rispettive gare. Prossimo impegno domenica al Mestalla contro un Malaga in crescita. Meglio del Valencia anche la matricola Leganès, a tredici punti nonostante la scoppola subita ieri contro l'Espanyol, mentre il Siviglia continua a sognare, secondo a ventisette punti in attesa del match di stasera tra Real Sociedad e Barcellona.