Yannick Bolasie, da Malta all'Olimpo

Storia di una carriera vissuta nell'ombra, prima di dribblare la propria storia e scrivere un nuovo capitolo

Yannick Bolasie, da Malta all'Olimpo
Yannick Bolasie, nuovo gioiello del Crystal Palace

Il percorso non è esattamente di quelli che fanno sognare, anzi: nato a Lione, trasferitosi a Londra ad appena sette mesi e divenuto calciatore professionista a Malta, tra le fila del Floriana; poi tanta gavetta nelle serie minori inglesi con Plymouth, Rushden&Diamond, Barnet e Bristol fino all'approdo - in sordina - al Crystal Palace.

Nello spazio di appena tre anni, Yannick Bolasie ha cambiato tre maglie in quella che potrebbe sembrare una carriera senza capo nè coda: al contrario, Yala ha saputo mettere assieme esperienze importanti nonostante la giovanissima età, imparando sul campo ciò che in genere i suoi coetanei imparano allenandosi con i compagni più grandi.

Niente scuola calcio al fianco di veterani del pallone, cercando di strappare qualche segreto ad ogni allenamento prima di tornare a giocare nei campionati giovanili; Yannick Bolasie ha invece dovuto imparare in fretta per evitare che i suoi Club di Conference o Football League riuscissero ad evitare la retrocessione: i primi riconoscimenti sono arrivati durante il periodo passato in prestito al Barnet, dove ha segnato tre gol in una ventina di apparizioni, ma il vero salto di qualità è avvenuto dopo il passaggio al Crystal Palace, dov'è arrivato in seguito ad una brevissima parentsi al Bristol City. 

Nella squadra di cui sono le stelle il giovanissimo Wilfried Zaha e Glenn Murray, Yala si è pian piano ritagliato uno spazio sempre più importante a forza di dribbling ubriacanti e accelerazioni mozzafiato, mettendo in cascina tre gol ma soprattutto otto assist a fine campionato; assorbita la delusione di essere stato lasciato in panchina in occasione della finale dei play-off che sono valsi al Crystal Palace il ritorno in Premier League, per Yala la vita è cambiata radicalmente.

La recente tripletta messa a segno in appena undici minuti contro il Sunderland lo ha definitivamente lanciato nel calcio d'élite, facendo in modo che il suo nome finisse sui taccuini di tutti gli osservatori della Premier League presenti allo Stadium of Light o davanti al televisore; le difficoltà d'inizio carriera, l'incessante girovagare alla ricerca della strada giusta  hanno finito col pagare ed ecco che Yala potrebbe trovarsi presto a giocare per traguardi più allettanti che una risicata salvezza.

Alan Pardew, suo attuale manager al Crystal Palace, lo ha esortato a rimanere per non commettere l'errore di Wilfried Zaha - trasferitosi al Manchester United e finito nel dimenticatoio, prima di tornare a Selhurst Park; l'impressione è che il lungo cammino che ha portato Yala fino a qui servirà al nazionale congolese per non perdere la tramontana e continuare la sua folle, irresistibile cavalcata.

Proprio come quando decide di puntare un avversario e gli nasconde il pallone fino a farlo diventare matto.