Premier League, il punto della giornata

Il tributo del Chelsea a Gerrard, il City che scavalca l'Arsenal, lo UTD che torna in Champions, l'Europa League che Southampton e Tottenham vogliono evitare ma sopratutto il marasma per la salvezza: QPR e Burnley matematicamente in Championship. Chi la terza condannata fra Hull, A.Villa, Leicester, Newcastle e Sunderland?

Premier League, il punto della giornata
Premier League, il punto della giornata

Ci apprestiamo a vivere le ultime due giornate di Premier League: anche la 36° è passata alla storia. Dopo aver visto il Chelsea essere incoronato campione in seguito all'11° vittoria con un gol di scarto in 35 partite, settimana scorsa, contro il Palace, i Blues affrontavano il Liverpool in quel di Stamford Bridge senza apparenti motivi, nel piatto forte (almeno sulla carta) del week-end di Premier League.

Lotta per la Champions League:

Chelsea - Liverpool 1-1
(Terry; Gerrard)

Il remake di una delle gare con cui il Liverpool ha gettato alle ortiche la possibilità di tornare Campione l'anno scorso è finito 1-1. Ad impattare la contesa due bandiere quali John Terry e Steven Gerrard. Così come gli scroscianti applausi di Stamford Bridge al momento della sostituzione, e così come il tributo di José Mourinho in conferenza stampa, anche il gol di JT sembra un saluto d'onore ad un veterano di battaglia con cui ha condiviso anni di sfide, sia da avversario sia da compagno di Nazionale. La contesa di Stamford Bridge è stata una buona occasione per vedere all'opera l'astro nascente dei Blues Loftus-Cheek.

Il centrocampista centrale (10 presenze e 6 gol nell'U19 inglese) ha impressionato per come è riuscito a tenere a bada due tipetti come Sterling e Coutinho (100% di tackle riusciti), contribuendo anche alla melina Blues (100% di passaggi riusciti). Il centrocampista fa parte della nidiata di promesse del Chelsea, così come l'ala sinistra Izzy Brown (7 gol ed 8 assist quest'anno), il centravanti Solanke, che col Chelsea ha già debuttato (25 gol e 6 assist in 25 partite quest'anno), il trequartista Musonda, il mediano Colkett ed il centrale di difesa Christensen (anche lui visto già qualche volta con i grandi). Non per niente il Chelsea U19 ha trionfato in Youth League mentre quello U21 aspira a vincere il campionato di categoria.

Se per il Chelsea il punto ottenuto domenica significa che la somma totale di 90 punti (chiesta da Mou) è ancora alla portata, ben diverso è il significato che assume per il Liverpool: i Reds, infatti, chiuderanno la quinta stagione delle ultime sei fuori dalla top-4 e quindi fuori dalla Champions League. 

Manchester United - Crystal Palace 2-1
(Mata; Puncheon; Fellaini)

A due giornate dalla fine sono infatti 6 i punti di vantaggio rispetto al Manchester United (a pari punti conta la differenza reti e lo UTD è in vantaggio di 14) visto che i Red Devils sono riusciti a porre fine alla striscia di tre sconfitte consecutive in cui erano incappati fra metà Aprile ed inizio Maggio. La vittoria con il Crystal Palace per 2-1 ha garantito l'accesso alla Champions ai Red Devils di van Gaal (almeno dai preliminari. Per accedere ai gironi lo United deve superare Arsenal - a +2 con una partita in meno - o City - a +5). Una squadra che ha sicuramente bisogno di migliorare (col tempo) e di essere migliorata (con qualche ritocco alla rosa). Ciò di cui i Diavoli Rossi paiono non aver bisogno è sicuramente un'ala sinistra: contro le Eagles altra prestazione di spessore per uno dei giocatori più rivitalizzati da van Gaal, Ashley Young.

La prestazione del 29enne esterno, contrapposta a quella di Zaha (22enne che lo UTD ha ceduto al Palace dopo tre prestiti) fa ancora più scalpore. A scrivere il 2-1 sono stati Mata (incaricato del penalty iniziale nonostante avesse una percentuale realizzativa del 25% dal dischetto), Puncheon (grosso errore di Blind che sulla punizione del centrocampista offensivo non salta con la barriera, preferendo rimanere ancorato al terreno) ed infine da Fellaini, match-winner. L'ex Everton ha trasformato in rete il solito ottimo cross di Young, in coda ad una battaglia lunga 90 minuti contro Jedinak in mezzo al campo. Nota stonata l'ennesimo infortunio occorso a Luke Shaw, il quarto della stagione (anche se non dovrebbe tenerlo fuori per molto). Continua, infine, il perenne alto-basso delle squadre di Pardew, che non sanno cosa significhi pareggiare: un pareggio in 16 gare per il Palace dal suo avvento. Insomma, una volta arrivata la salvezza la squadra sembra aver mollato: sono 4 le L consecutive. 

Un tifoso irrompe ed esulta con Fellaini ed Ashley Young, gli uomini della svolta dello United

Manchester City - QPR 6-0
(Aguero, Kolarov, Aguero, Aguero, Milner, David Silva)

Dall'altra parte di Manchester ha ripreso a volare l'aereo dell'Etihad chiamato Manchester City. Dalla doppia sconfitta fra Palace e United i Citizens hanno raddrizzato le antenne giusto in tempo per non perdere il treno della Champions League diretta. La squadra per adesso in mano a Pellegrini, ha ottenuto la quarta W di fila battendo con un tennistico 6-0 il derelitto QPR, condannandolo alla matematica retrocessione. In rete per tre volte Aguero (seconda tripletta stagionale ma il Kun conta anche un poker) che ha chiuso il discorso capo-cannoniere (+5 su Kane, secondo), Milner, Silva e Kolarov.

Una sconfitta di proporzioni enormi per un QPR che ha bisogno di un completo restyling per tornare competitivo: apparsi naif e senza voglia di lottare per tutte le 38 giornate i Rangers non possono meritarsi che la retrocessione, così come puntualizzato da Joey Barton in un rant improvviso su Twitter: "Sono dispiaicuto nei confronti di chiunque sia coinvolto col QPR per quanto successo oggi. E' stato imbarazzante ma le cose non vanno bene da Luglio. Si semina quanto si raccoglie. Brutto da dire ma non ci meritiamo di rimanere in Premier League. Dovremo chiudere il campionato bene con integrità e reagire - tutti insieme - a questa esperienza dolorosa. Chiedo scusa ai tifosi che hanno speso i loro soldi per tifarci per tutta l'Inghilterra". Ad impolverare ulteriormente una stanza piena zeppa di cose da sistemare al loro posto l'ammissione di Ramsay alla presenza di pecore nere nel club in conferenza stampa (Barton aveva detto: "Due o tre pecore nere ci hanno rovinato") ed una possibile multa di 58 milioni di sterline da parte della Football League per violazione di alcune regole del Fair-Play Finanziario.

Arsenal - Swansea 0-1
(Bafe Gomis)

Restando in zona Europa non riesce a mantenere il vantaggio per il secondo posto sul Manchester City l'Arsenal, che scivola per la prima volta dopo 10 gare (9 vittorie ed 1 pareggio) e dopo 10 gare da imbattuto all'Emirates (9 vittorie ed 1 pareggio). Carnefice uno Swansea che ha fatto di necessità virtù: con Gomis a metà servizio (è appena tornato da un infortunio), Nelson Oliveira infortunatosi e Emnes non in grado di reggere certi placoscenici, Garry Monk ha optato per mandare in campo un 4-3-3 con falso nove. Il finto centravanti era Sigurdsson con Dyer e Montero ai suoi lati più Cork, Ki e Shlevey in mezzo.

Un assetto che ha mandato in crisi la formazione dell'Arsenal (prima volta che Wenger ha riproposto gli stessi XI per la quinta gara di fila dal 1994) ed ha costetto i Gunners alla seconda partita all'Emirates senza gol segnati (anche se è appena la seconda volta che succede in PL quest'anno). Bene Fabianski, ex di serata. Arsenal incapace di effettuare tiri in porta (il primo all'ora di gioco) nonostante la supremazia evidente. Al 74° Monk si è giocato il quarto d'ora nelle gambe di Gomis ed il francese l'ha ripagato, svettando ed insaccando sul cross di Montero. La goal-line technology ha chiarito la validità della rete. Adesso l'Arsenal occupa la terza piazza, tre punti dietro il City rispetto a cui deve giocare una partita in più. Tutto sommato soddisfatto dei suoi Wenger: "Sono le partite che vinci 19 volte su 20. Complimenti a loro per la fase difensiva ma probabilmente sono la squadra che ha fatto meno passaggi nella nostra metà campo in tutta la stagione".

Il colpo di testa decisivo di Gomis. Per il francese 4 gol nelle ultime 4 di PL

Lotta per l'Europa League:

In Europa League due squadre, tre se l'Arsenal dovesse battere l'Aston Villa in finale di FA Cup

Passiamo adesso alla zona Europa League, una competizione a cui nessuno pare più voler prendere parte. Se il Liverpool, quinto, è ormai "condannato" a lunghissimi viaggi a metà settimana per la prossima stagione, stanno cercando di scampare a questo pericolo Tottenham e Southampton, rispettivamente sesta e settima in classifica. Entrambe, nel week-end, hanno perso la loro seconda gara consecutiva. Sommando le ultime cinque partite di Saints e Spurs ne esce fuori che sono state perse ben 6 partite con appena 2 vittorie (una a testa) ed un pareggio nello scontro diretto. Il bello è che entrambe potrebbero finire nel trappolone dell'Europa League nel caso all'Aston Villa non dovesse riuscire l'impresa di battere l'Arsenal in finale di FA Cup. Nessuno che abbia giocato l'Europa League nella stessa stagione ha poi concluso fra le prime quattro in Premier League negli ultimi tre anni. L'ultima squadra a riuscirci è stata proprio il Tottenham che terminò al quarto posto nell'anno 2011-12.

Stoke City - Tottenham 3-0
(Adam, N'Zonzi, Mame Biram Diouf)

Nel week-end il Tottenham ne ha prese tre dallo Stoke City, senza obiettivi e con un solo simil-traguardo: chiudere per il secondo anno consecutivo nella top-10 di Premier League. Gol per Charlie Adam (terzo nelle ultime quattro), N'Zonzi e Mame Biram Diouf (quattro volte a segno negli ultimi cinque incontri casalinghi). Gravi colpe della sconfitta vanno ad attribuire all'atteggiamento degli Spurs ma anche alle assenze, che hanno costretto Pochettino a schierare Dier e Chiriches terzini. Ciò che si evince dalla terza partita senza reti segnate nelle ultime cinque è però che ai londinesi stanno venendo a mancare le energie. Cosa che ci può stare alla 55° partita stagionale. Kane ancora a secco: è la terza partita di campionato consecutiva, il digiuno più lungo per lui dal 14 Dicembre. Nel caso fosse EL, per il Tottenham sarebbe il quarto anno consecutivo ed il settimo degli ultimi nove in Europa.

Leicester - Southampton 2-0
(Mahrez, Mahrez)

Forse più preventivabile la sconfitta del Southampton, impegnato in casa di un rampante Leicester, sempre alla ricerca dell'ultimo tassello per completare il puzzle di una miracolosa salvezza. Con le Foxes vincitrici delle ultime cinque gare su sei (solo il Chelsea le aveva fermate) è stata partita quasi impari al King Power Stadium, lì dove il Leicester ha costruito quella che sarà molto probabilmente la prima salvezza nella storia di Premier League di una squadra che ha passato 140 giorni della stagione all'ultimo posto. 2-0 tondo tondo: mattatore Mahrez, ora numero 10 del 3-4-1-2 di Pearson (adesso ci si può permettere anche un uomo d'attacco in più rispetto al 3-5-2 che ha risollevato le sorti nella seconda metà di stagione). L'algerino va in rete due volte molto presto. Ora la squadra di Pearson conta 3 punti sulla zona rossa ma una sconfitta alla prossima contro il Sunderland nello scontro diretto potrebbe rimettere tutto in discussione.

Corsa per non retrocedere:

Cinque le squadre che lottano per non retrocedere attualmente: una sola sarà la condannata.

Hull City - Burnley 0-1
(Ings)

Ebbene sì perché oltre che per il QPR la certezza matematica della retrocessione è arrivata anche per il Burnley. I Clarets avevano bisogno di non perdere per non retrocedere. E' arrivata addirittura la vittoria ma i risultati dagli altri campi hanno condannato Dyche ed i suoi. A render vano il primo gol dopo sei partite di Premier League senza un'esultanza (a segno Ings, a sua volta a secco da 10 gare di Premier League) e quindi la vittoria sull'Hull City (la prima in sette gare) è sopratutto il pareggio del Newcastle

E' la fine dell'avventura in Premier per un gruppo di giocatori sempre capaci di mantenere vivo il sacro furore degli underdog, capaci di non mollare mai nonostante la fortuna avesse loro più volte girato le spalle, capaci di ottenere scalpi importanti con le grandi (pareggio e vittoria col City, pareggi con Chelsea, Tottenham ed anche United). L'impressione è che la rosa sia davvero poca cosa tecnicamente. Il cuore non può sempre superare l'ostacolo. Dyche, a fine partita, si dice fiducioso: "Credo davvero nella nostra reazione. Ho visto crescita nel modo in cui hanno giocato i ragazzi. Cosa ci è mancato? Ci sono mancati i gol, semplice. L'energia, la volontà, la forma, sono state buone per il resto. Di qualità ne abbiamo ma si tratta di trovarla al momento giusto. Io, la squadra, lo staff, tutti impareremo da questa esperienza". Chi potrebbe non salutare la Premier League è Danny Ings: l'attaccante si libera da ogni vincolo contrattuale a Giungo e le speculazioni stanno montando da Dicembre. Il Liverpool e lo United sembrano le più accreditate ad accaparrarsi il 22enne attaccante capace di arrivare in doppia cifra nonostante la squadra sia andata in rete appena 27 volte. 

Sconsolati tifosi del Burnley 

Esce con le ossa rotte dallo scontro diretto per non retrocedere l'Hull City, ora principale candidato a scendere in Championship se si guarda all'attuale graduatoria. Le Tigers si trovano al 18° posto e devono recuperare due punti rispetto a Newcastle e Sunderland. Il calendario non sorride alla squadra di Bruce: le prossime sfide vedranno gli arancio-neri opposti a Tottenham e United. Due partite dal tasso di difficoltà elevato, sopratutto rapportate a quelle del Newcastle (QPR e W.Ham) . Più difficile il calendario del Sunderland, seppur debba ancora recuperare una gara (Leicester, Chelsea ed Arsenal).

Serve una rimonta coi fiocchi per salvare l'Hull City. Recrimina sulla sconfitta Bruce, insoddisfatto di quanto successo in occasione del gol di Ings: nel momento della rete decisiva il suo centrale Dawson era a bordocampo a farsi curare una piccola ferita così, a respingere (in maniera non perfetta) il cross di Mee è stato Elmohamady, scalato in difesa. Sulla ribattuta si è fatto predatore Ings e Bruce è andato su tutte le furie: "Non è una scusa ma è ridicolo che Dawson sia dovuto stare fuori per un po' di sangue dal naso. Non ha senso. Forse non sarebbe cambiato il risultato ma ciò non ci ha aiutato. Dawson doveva essere lì a spazzare di testa. E' questo il riassunto del nostro pomeriggio. "


Elmohamady non è riuscito ad evitare la rete dello 0-1 di Ings mentre il suo compagno Dawson era fuori 

Aston Villa - West Ham 1-0
(Cleverley)

L'Hull City è stata di fatto l'unica squadra di quelle ancora in lotta per non retrocedere a non fare punti. Oltre che a casa-Leicester, infatti, i tre punti sono arrivati anche a Birmingham, dove l'Aston Villa si è sbarazzato per 1-0 del West Ham portandosi a +4 sull'incubo retrocessione. Un incubo con cui i Villans hanno convissuto per ben 13 giornate della loro Premier League. Fortuna che l'effetto Sherwood si è fatto sentire, dopo una partenza diesel fatta di due sconfitte iniziali e tre nelle prime sei  quattro risultati utili nelle ultime cinque (tre sono vittorie), il ritorno alla dimestichezza con il gol e tanti saluti ai brutti pensieri. Il calendario propone impegni sulla carta molto agevoli: Southampton e Burnley prima della finale di FA Cup.

Ecco, l'FA Cup: sarbebe un bel traguardo per i Villans vincerla ed approdare quindi in Europa League, dove Benteke potrebbe finalmente sfoggiare il suo enorme talento. Il belga non è andato a segno sabato dopo 10 gol nelle precedenti 8 gare. A segnare ed a decidere una sfida che lo stesso Sherwood ha definito "non bella" è stato Tom Cleverley, alla terza gara consecutiva a segno dopo un grande assolo di un altro con le luci della ribalta puntate addosso: il giovane Jack Grealish, titolare per la quinta volta consecutiva. Sherwood l'ha preferito ad Agbonlahor e Weimann e la 19enne speranza irlandese l'ha ripagato con il primo graffio in Premier League (primo assist) dopo i due in FA Cup.

Un po' di apprensione nel finale, quando un West Ham senza grinta ha riscattato i primi 45 minuti di noia facendosi vivo dalle parti di Given, visto che l'Aston Villa non era stato capace di chiudere il match con il raddoppio. Un'altra vittoria ed i Villans avranno un posto nella 23° Premier League consecutiva. Per gli Hammers - che sperano in un posto nella prossima Europa League (lo fanno davvero?) grazie all'UEFA che ha concesso un posto extra per il fairplay a Inghilterra, Irlanda ed Olanda - questa è l'11° trasferta consecutiva senza vittorie (sei sconfitte) mentre rimangono appena 4 i gol segnati fuori casa dall'inizio del 2015. E' questo ciò su cui rimungina Allardyce: "Non segniamo, non abbiamo nessuno che metta la palla dentro. Indipendentemente da quante chance creiamo. Difficilmente vinceremo un'altra partita se non segniamo".

Tom Cleverley ha attratto su di sé anche le attenzioni di qualche club tedesco

Everton - Sunderland 0-2
(Graham, Defoe)

Della sconfitta dell'Hull approfitta anche il Sunderland, capace di battere per 0-2 a Goodison Park un Everton brillante negli ultimi tempi. I Toffees non prendevano gol in casa da 7 ore, ne avevano segnato almeno uno nelle ultime otto partite e sempre in casa non perdevano da otto gare. A condannare, almeno per il momento, l'Hull City proprio un suo vecchio uomo: Danny Graham, al primo gol dal dicembre 2013 (segnò contro lo Swansea che - per capirci - schierava Michu, Pablo Hernandez, de Guzman e Ben Davies. Una vita fa) ed al primo in maglia biancorosso. Graham è stato autore dello 0-1, poi raddoppiato da Defoe al quarto gol in Premier dal suo avvento nel mercato di Gennaio: un acquisto azzeccato se si pensa al ruolo che J sta rivestendo nel tridente pesante di Advocaat, quello di ala destra dove serve qualcosa che a 32 anni forse comincia a mancare: la velocità, lo spunto, l'atletismo, il fiato. Una vittoria inaspettata per i Black Cats che fuori casa non vincevano dal derby col Newcastle a Dicembre. Vittoria forse non meritata, come ammette Advocaat stesso, ma vitale per una squadra che anche quest'anno potrebbe salvarsi per il rotto della cuffia. 

La gioia di Danny Graham: a segno dopo un anno e mezzo di astinenza

Newcastle - WBA 1-1
(Anichebe; Ayoze)

Chiudiamo il nostro punto della giornata con il ritorno a punti del disastroso Newcastle che veniva da ben otto sconfitte di fila. I Magpies hanno avuto la forza di rialzarsi a St.James' Park, dopo esser passati sotto per l'ennesima volta e di fronte ai loro tifosi. Il gol di Anichebe ha gettato nel panico Carver ed i suoi. Perdere in casa contro il salvo WBA sarebbe stato l'ennesimo smacco. Ayoze ha pareggiato la contesa per fortuna di Ashley e soci ed è terminata 1-1: nona gara consecutiva senza vittoria (una striscia più lunga solo nel 2009 - 10 - quando il Newcastle retrocesse). Rimane tutto in mano ai bianconeri.

Infine un'occhiata alla classifica del Fair-play aggiornata. Ricordiamo che alla prima classificata sarà garantito un posto in Europa League. Con il Liverpool già in Europa Lague via campionato, attualmente sarebbe il West Ham ad entrare in EL.