Difesa solida, attacco fantasia: il Manchester City passa 2-0 al Goodison Park

Il Manchester City continua la sua cavalcata vincente. Terza vittoria consecutiva e la squadra convince sempre di più. L'Everton ci prova ma non può nulla.

Difesa solida, attacco fantasia: il Manchester City passa 2-0 al Goodison Park
Difesa solida, attacco fantasia: il Manchester City passa 2-0 al Goodison Park
Everton
0 2
Manchester City
Everton: Everton (4-2-3-1): Howard; Coleman, Stones, Jagielka, Galloway; Barry, McCarthy, Kone (63' Naismith), Barkley, Cleverely (86' Cleverley); Lukaku.
Manchester City : Manchester City (4-2-3-1): Hart; Sagna, Kompany, Mangala, Kolarov; Yaya Tourè, Fernandinho, Navas, Silva (90' Delph), Sterling (75’ Nasri); Aguero (79’ Bony).
SCORE: 60' Kolarov, 88' Nasri.
NOTE: Si gioca per la terza giornata di Premier League. Scendono in campo al Goodson Park Everton e Manchester City, alle ore 17:00 italiane.

Soffre, quasi mai, attacca, con insistenza. Il Manchester City vince la sua terza partita consecutiva e in attesa del Liverpool è già in testa alla classifica. A parlare non è solamente il campo, ma anche i numeri, quelli più appariscenti: in tre gare di Premier otto gol fatti, zero subiti per la truppa di Pellegrini. L’ingegnere sembra aver trovato finalmente gli equilibri giusti. La difesa è rocciosa e ben ordinata, il centrocampo e attacco nutrono il City di una fantasia fuori dal comune. Da Yaya Tourè, ad Aguero, passando per Silva, tutti possono fare la differenza, tutti possono segnare da un momento all’altro. Ma quello che oggi appare più evidente è che il City ha finalmente imparato a fare le due fasi: appena persa palla i giocatori in celeste correvano dai blu per riprendersela, con cattiveria, con convinzione. Sembra aver operato proprio lì Pellegrini, che ora si gode il primato in classifica ed una squadra che viaggia a gonfie vele. 

L’Everton fa quel che può. Si difende compatto e cerca di ripartire quando ne ha l’occasione. Il primo tempo finisce infatti 0-0 con la squadra di Martinez brava nel disinnescare le giocate avversarie. Silva e Barkley sono gli uomini cardine, gli aghi della bilancia. Quando il City muove la palla è Silva a coordinare le giocate: viene incontro, salta l’uomo, è bravo a servire i compagni di squadra. Come quando con Navas manda al parco Galloway e favorisce Sterling che per poco non trova il pallone ad un passo dalla porta. Oltre alle giocate sullo stretto i Citizens sono bravi ad ampliare il gioco, su questo Navas è un maestro, tatticamente tiene sempre impegnato Galloway (e Browning quando lo sostituisce) essenso sempre posizionato largo quasi a contatto con la linea di gesso; mentre Sterling dall'altra parte apre i varchi per Kolarov accentrandosi con il destro. Quando l’Everton si rende pericoloso, lo fa attraverso i piedi di Barkley. L'inglese prima porta a spasso un paio di difensori del City e si guadagna una punizione pericolosa (poi tirata malamente dallo stesso numero 20), poi manda in porta Lukaku al quale viene annullato un gol su fuorigioco millimetrico (è da citare perché lo merita, il guardialinee era Harry Lenard). Dopo un altro pressing offensivo del City, sempre Lukaku su punizione allo scadere scheggia la traversa e per poco non regala un vantaggio inaspettato ai toffees

Proprio Lukaku che aveva incantato contro il Southampton si sbatte tra i muscolosi Kompany e Mangala senza trovare spazi. Riesce a dialogare solo centralmente con Barkley, mentra sulle fasce l'Everton non riesce ad essere pericoloso. Konè e Cleverley vengono annullati rispettivamente da Sagna e Kolarov. E' proprio sulle fasce, invece, che il City costruisce la vittoria ed il gol del vantaggio: dopo un dominio territoriale schiacciante nei primi dieci minuti del secondo tempo, Sterling si accentra col destro attraendo a sè i difensori dell'Everton per poi premiare la sovrapposizione di Kolarov che, quasi dalla linea di fondo, sorprende Howard sul primo palo e insacca. Subito tre minuti dopo, al 62', un pasticcio di Stones e Browning lancia in porta Navas davanti ad Howard, l'ex Siviglia tentenna per un passaggio dimostrandosi assist-man puro e senza convinzione tira sul portiere statunitense. La reazione dei padroni di casa porta a tre corner consecutivi e ad un colpo di testa di Barry salvato sulla linea da Kompany. Poi il City gestisce, Pellegrini mette in campo Bony e Nasri. Proprio quest'ultimo, scontento del suo utilizzo centellinato, chiude il match con un tocco morbido delizioso. Delizioso anche il tocco no-look che lo smarca di Yaya Tourè, sintesi di quella fantasia che tanto incanta la Manchester celeste. Mettici i zero gol subiti: il City fa già paura.