Il Liverpool si salva nel maxi-recupero: 2-2 con il WBA ad Anfield

Gli uomini di Klopp vanno avanti con il ritrovato Henderson ma si fanno rimontare dai corner ospiti: Dawson nel primo tempo e Olsson nel secondo ribaltano tutto. Otto minuti di recupero per un infortunio (sembra grave) occorso a Lovren permettono ai Reds di acciuffare il pareggio in extremis: Origi trova la deviazione vincente e fa 2-2.

Il Liverpool si salva nel maxi-recupero: 2-2 con il WBA ad Anfield
Liverpool
2 2
West Browmich Albion
Liverpool: Liverpool (4-3-3): Mignolet; Clyne, Skrtel, Lovren (79' Origi), Moreno; Milner, Henderson, Can; Coutinho (72' Ibe), Benteke, Lallana (85' Firmino). All. Klopp
West Browmich Albion: WBA (4-1-4-1): Myhill; Dawson, Olsson, McAuley, Brunt; Evans; Gardner, Fletcher, Morrison, McClean; Rondon (90+4' Lambert). All. Pulis
SCORE: 1-0, Henderson, 21'. 1-1, Dawson, 30'. 1-2, Olsson, 73'. 2-2, Origi, 90+6'.
ARBITRO: Craig Pawson (ENG) Ammoniti: nessuno.
NOTE: Sedicesima giornata di Premier League 2015/16. Si gioca allo stadio Anfield Road di Liverpool. Spettatori: 44.147

Sedicesima giornata di Premier League: nel sunday evening match di Anfield è in scena il Liverpool, che ospita il West Browmich Albion.
Klopp e i suoi sono reduci dalla brutta sconfitta della scorsa settimana a Newcastle (2-0) e dal pareggio esterno con il Sion (0-0) in Europa League. Nelle ultime dieci tra tutte le competizioni, comunque, i Reds hanno raccolto ben sette vittorie, un pareggio e solo due sconfitte. Decimo posto a ventitrè punti per il Liverpool, che condivide la quota con Everton e Stoke City, che hanno raccolto entrambe un punto nei match di ieri.
Situazione leggermente diversa invece per il WBA, lontano solo sei punti dal Newcastle terzultimo ed incalzato dal Bournemouth autore del colpaccio interno contro lo United, ieri. Una grande vittoria (2-1 contro l'Arsenal) e due 1-1 contro West Ham e Tottenham per Pulis e i suoi, che possono vantarsi della miglior difesa (ma anche del peggior attacco) esterna, con 4 gol segnati e 5 subiti.

Jurgen Klopp ritrova finalmente Jordan Henderson, che per i guai al tallone prima ed al piede poi non era tra i titolari da agosto. In campo anche Coutinho, seppur non al meglio dopo l'infortunio. Ancora fuori invece Flanagan, Gomez, Ings, Sakho e Sturridge. Così, davanti a Mignolet c'è la solita linea a quattro: Nathaniel Clyne, Martin Skrtel, Dejan Lovren ed Alberto Moreno. Centrocampo a tre con James Milner ed Emre Can accanto al ritrovato capitan Henderson. Escluso a sorpresa Lucas Leiva. Altrettanto a sorpresa va in panchina Roberto Firmino, che lascia spazio al tridente Lallana-Benteke-Coutinho.

Liverpool (4-3-3): Mignolet; Clyne, Skrtel, Lovren (79' Origi), Moreno; Milner, Henderson, Can; Coutinho (72' Ibe), Benteke, Lallana (85' Firmino). All. Klopp

Tony Pulis deve fare a meno di Foster e Sessegnon, ma ritrova Yacob dopo la squalifica. Solito 4-1-4-1 con catenaccio da trasferta per il tecnico gallese, che ripropone la sua solita linea con centrali adattati da terzini: Dawson e Brunt presiedono quindi le fasce tra Jonas Olsson e Gary McAuley. C'è Johnny Evans come scudo davanti alla difesa: davanti a lui capitan Darren Fletcher e James Morrison. I due esterni sono Gardner e McClean, con Rondon solito unico ariete offensivo.

WBA (4-1-4-1): Myhill; Dawson, Olsson, McAuley, Brunt; Evans; Gardner, Fletcher, Morrison, McClean; Rondon (90+4' Lambert). All. Pulis

Fischietto affidato al trentaseienne Craig Pawson, della sezione di Sheffield.
I padroni di casa iniziano subito a spingere, ma Pulis come al solito imposta il suo intero organico in impegno difensivo: gli spazi si chiudono per il tridente di Klopp. Dopo venti minuti di lampi sterili, però, finalmente uno di questi si trasforma in tuono: meraviglioso tocco sotto di Coutinho dalla trequarti sinistra, sul secondo palo sponda di testa di Lallana e piattone del rientrante capitan Henderson, meravigliosamente inseritosi nel cuore dell'area di rigore. Primo gol stagionale per il britannico e uno a zero Reds.
Ma il Liverpool sembra distrarsi subito, dopo nove minuti il WBA ne approfitta. Corner dalla destra di Gardner, Mignolet esce malissimo non trovando il pallone e nel marasma dell'area piccola a spuntarla è la zampata di Dawson, che reattivamente mette dentro da pochi metri: è 1-1.
Al trentasettesimo è Benteke a provarci su suggerimento di Henderson con un'assurda mezza rovesciata di esterno destro che per poco non trova la porta. Gli uomini in rosso insistono ma Myhill si fa trovare pronto sulle conclusioni da fuori sia di Coutinho che di Lallana.
Ma proprio quando il primo tempo sembra condannato al pareggio arriva la svolta: fallo ingenuo di Emre Can su Fletcher a centrocampo, la punizione è battuta dentro dal solito Gardner. Al centro dell'area spunta Olsson che batte tutti e segna. Gli ospiti esultano, la Kop si dispera, ma dopo diversi secondi di riunione arriva il dietrofront della terna arbitrale: il gigante svedese è in fuorigioco. Rivedendo il replay la sensazione è che la situazione dipenda da pochi millimetri, con Skrtel sulla stessa linea del divensore del WBA. Inutili le proteste di Olsson e dei suoi compagni, il primo tempo termina in parità.

Secondo tempo e primo brivido dopo nove minuti: bellissima punizione di Milner da destra, Lovren sale in cielo e inzucca, ma la palla termina alta di poco. Il primo quarto d'ora continua con il Liverpool a spingere quasi in assedio ed il WBA a difendere a linee strettissime senza mai uscire palla al piede dalla propria metà campo. Eppure, i corner continuano a mettere in seria difficoltà Mignolet e i suoi, sempre disturbati dai giganti di Pulis. Al settantaduesimo arriva la sorpresa: Brunt la mette dentro tesa dalla bandierina ed è Olsson a staccare sul primo palo anticipando tutti e facendo due a uno. Stavolta tutto valido, Mignolet immobile, gelato Anfield e primo gol stagionale per il difensore svedese. Ma per i tifosi di casa, come nella vita troppo spesso succede, piove sul bagnato: scontro terribile in mezzo al campo, con Craig Gardner che colpisce il pallone in allungo ma lascia la gamba tesa colpendo Dejan Lovren, che rimane a terra contorcendosi dal dolore ed è costretto ad uscire in barella. Klopp raccoglie l'occasione e butta dentro un altro attaccante: il belga Divock Origi.
Dopo diversi minuti di pausa per l'infortunio, i Reds ripartono a mille: grandissima palla dentro di Ibe che, entrato da poco buca la difesa e libera Lallana. L'esterno però si fa ipnotizzare da Myhill che con un piede salva il risultato. Da quel momento è vero e proprio assedio ad Anfield, con Firmino che entra al posto di Lallana per alimentare il tentativo di ribaltone e l'Albion sempre più richiuso davanti al suo portiere. Paradossalmente però sono proprio gli ospiti a sfiorare il gol: Morrison imbuca per Rondon che prova il destro incrociato basso, fuori di pochi centimetri. Dall'altra parte è sempre Henderson a provarci da fuori: attento Myhill, che blocca la conclusione centrale. Arriva il sinistro anche di Origi, che termina a lato alla sinistra del portierone del WBA. Recupero record in funzione del lungo stop per i soccorsi a Lovren: sono otto i minuti addizionali ordinati da Pawson.
Proprio quando il “bus” davanti alla porta di Myhill sembra aver fiaccato la resistenza offensiva del Liverpool finalmente arriva il pareggio: servito da Henderson, Origi spunta sulla sinistra, dribbla un avversario, cade, si rialza e lascia andare il destro dalla lunga distanza. Una drammatica deviazione spiazza Myhill e infila il pallone nell'angolino alla sua sinistra.



Un 2-2 che col senno di poi sa più di due punti persi dal WBA che dal Liverpool, con gli uomini di Pulis avanti per tutto l'ultimo quarto d'ora fino al recupero thriller. Reds ancora una volta belli ma poco efficaci e troppo troppo fragili in retroguardia. Fase difensiva sui corner da inferno quest'oggi per Klopp e i suoi: di fatto, il WBA ha trovato due gol su due tiri nello specchio, quattro totali. Pareggio che muove poco la classifica delle due squadre, Reds ancora impelagati a centro classifica, al nono posto a 24 punti, mentre l'Albion si stacca dal fondo salendo a quota 20, sette di distanza dalla zona retrocessione.