Premier League, lo United respira e attende la sfida con il Chelsea

Il largo successo contro lo Stoke City rilancia le ambizioni europee dei Red Devils, chiamati a una prova importante domenica pomeriggio a Stamford Bridge.

Premier League, lo United respira e attende la sfida con il Chelsea
Premier League, lo United respira e attende la sfida con il Chelsea

Tre gol allo Stoke City per riparare ai danni derivanti dalla sconfitta precedente contro il Southampton e per preparare la trasferta di Stamford Bridge contro il Chelsea. E' stato un Manchester United più vivo e veloce del solito quello visto ieri sera a Old Trafford contro lo Stoke di Mark Hughes, trafitto nel primo tempo dalle reti di Lingard e Martial e messo definitivamente k.o. nella ripresa dal solito Rooney.

Dopo il passaggio del turno in FA Cup sul campo del Derby County, i Red Devils sono tornati dunque al successo in campionato, ma sul loro cammino si stagliano già le maglie blu dei rivali del Chelsea, prossimi avversari in Premier nel big match di domenica pomeriggio. Proprio contro i londinesi lo United giocò una delle partite più noiose (boring, per usare un'espressione ormai in voga tra i detrattori di Louis Van Gaal) della sua stagione, anche se all'andata fu Thibaut Courtois a chiudere la porta dei Blues a un volentoroso Manchester. Con la vittoria di ieri i Red Devils si sono portati a quota 40 punti in classifica, riemergendo momentaneamente dall'anonimato con tre squilli di tromba, suonati contro un avversario che li aveva bastonati nel Boxing Day al Britannia Stadium. Eppure non è tutto oro quel che luccica per Rooney e soci, aiutati a trovare con facilità la via della rete da uno schieramento inedito e particolarmente offensivo dello Stoke, presentatosi ad Old Trafford con un 4-2-3-1 a trazione anteriore, che prevedeva Crouch di punta, supportato da Bojan Krkic come trequartista e da Walters e Arnautovic sugli esterni. Il tutto con l'olandese Afellay inserito nel duo davanti alla difesa insieme a Whelan, anche perchè l'altro orange Marco van Ginkel era stato appena spedito in prestito al PSV Eindhoven, squadra che peraltro ricorda ai Red Devils la dolorosa eliminazione dalla fase a girone della Champions League in corso.

L'atteggiamento sbarazzino dei Potters, abituati solitamente ad aspettare per poi ripartire, ha facilitato non poco le cose agli uomini di Van Gaal, finalmente liberi di trovare spazi mai visti durante tutto l'arco della stagione, in cui gente come Martial e Lingard si è trovata a meraviglia (splendida l'azione in tre passaggi che ha portato al gol del francese, da Darmian a Mata, da Rooney all'ex Monaco). Se si aggiunge la continuità ormai ritrovata dal capitano Wayne Rooney, è facile spiegare il risultato del turno infrasettimanale di Premier, ma allo stesso tempo pronosticare una partita dallo spartito tattico molto diverso contro il Chelsea domenica prossima. I Blues di Guus Hiddink, impegnati stasera con il Watford, sono ora infatti una squadra cinica e difensivamente solida, che concede poco spazio alla fantasia e allo spettacolo, affidandosi alle accelerazioni di Willian e del rientrante Hazard e alla vena realizzativa di Diego Costa. Ecco perchè quello di Londra sarà un banco di prova impegnativo per Van Gaal, che ha superato la bufera post sconfitta contro il Southampton (con dimissioni o presunte tali) e si appresta ad accogliere Pep Guardiola sull'altra sponda di Manchester ("Non vedo l'ora che arrivi, è stato il mio capitano a Barcellona", le parole al miele di LVG), con tutto ciò che ne deriverà in termini di rivalità cittadina.

Il presente però vede lo United impegnato su due fronti: in FA Cup, dove negli ottavi ci sarà la sfida non impossibile contro lo Shrewsbury, mentre in campionato l'obiettivo quarto posto passa da un risultato utile a Stamford Bridge, anche perchè i rivali più in alto in classifica, dal Leicester al Tottenham, passando per il City, stanno tenendo un ritmo sostenuto (il solo Arsenal ha accusato due battute a vuoto sul prato dell'Emirates). E proprio contro il Chelsea Van Gaal potrebbe giocarsi buona parte del suo futuro. Non avrà di fronte a sè Josè Mourinho, nella speranza di non trovarselo però come suo successore su una delle panchine più ambite al mondo.