L'Inghilterra ha un nuovo re: Harry Kane

Il 22enne centravanti inglese si é riconfermato in campionato in seguito all'exploit del 2014/15 e dopo un periodo di naftalina iniziale ha segnato ben 21 gol in 31 presenze. Nel frattempo sogna di vincere la Premier con Pochettino e, chissà, l'Europeo con Hodgson.

L'Inghilterra ha un nuovo re: Harry Kane
Hurrikane esulta davanti ai propri tifosi: con 14 gol in 18 stracittadine é il re dei derby di Londra.

"He's one of our own, 
He's one of our own, 
Harry Kane, 
He's one of our own ... "

Questo é il coro dei tifosi del Tottenham nei confronti di Harry Kane, giovane homegrown della squadra nordlondinese ed uno dei più forti attaccanti della Premier League nonché uno dei migliori under23 in circolazione, alla pari di fenomeni come Pogba, Dybala e Alli. Una storia particolare la sua: nato a Chingford, Londra, il 28 luglio 1993, dopo vari prestiti in League 1 e Championship (Leyton Orient, Milwall, Norwich, Leicester) fa definitivamente ritorno alla casa base nell'estate del 2013, per lui 10 presenze e 3 gol in Premier League. Nella stagione successiva arriva Mauricio Pochettino, brillante allenatore reduce dall'ottima esperienza a Southampton, e al tempo il suo exploit. Kane sposa immediatamente il suo progetto tecnico: tanto spazio e libertà ai giovani talenti, possibilmente inglesi, come lui, del vivaio Spurs e non (vedasi Eric Dier e Dele Alli, con il primo prelevato dallo Sporting Lisbona e il secondo dal MK Dons militante in League 1), rivalorizzazione di ottimi giocatori che si erano persi in panchina (Dembelé e Lamela su tutti), pressing asfissiante ed un gioco dinamico, fluido e votato alla solidità e concentrazione ma soprattutto a non mollare mai (non a caso gli Spurs hanno realizzato più punti di tutti in Premier partendo da situazioni di svantaggio inziale). Dopo il mini exploit iniziale in Europa League (7 centri in 9 presenze, un hattrick contro l'Asteras Tripoli) viene gettato nella mischia in campionato dal tecnico argentino a seguito dello scarso rendimento di Adebayor e del costoso Soldado e ripaga alla grande la fiducia del suo manager, con il gol partita al 90' su punizione contro l'Aston Villa il 2 novembre 2014. Il 1 gennaio 2015 arriva la consacrazione: con una doppietta e due assist (uno dei quali rigore procurato) é il mattatore assoluto della pazzesca vittoria dei suoi contro la capolista Chelsea.

La sua sontuosa prestazione fa eco su tutti i giornali e al termine del mese di gennaio, molto positivo per lui, viene eletto "Giocatore del mese della Premier League". Il 2 febbraio arriva il rinnovo col club fino al giugno del 2020, quale miglior modo per festeggiare il prolungamento contrattuale ed entrare definitivamente nel cuore dei tifosi se non con una doppietta contro gli odiatissimi cugini dell'Arsenal (da cui era stato scartato in giovanissima età) per il 2-1 finale in rimonta cinque giorni dopo?

Ancora una serie di ottime prestazioni gli valgono per la seconda volta di fila il premio di "Giocatore del mese della Premier League", come lui solo tre giocatori in precedenza nella storia della Barclays Premier League. Il 19 aprile nel vittorioso 3-1 contro il Newcastle sigla il suo 30esimo gol stagionale, il primo Lilywhite a riuscirci dopo un mostro sacro del calcio inglese come Gary Lineker nel 1991-92. Più tardi arriva l'inclusione nella "Squadra dell' anno PFA" e viene votato "Miglior giovane dell'anno PFA"; inoltre con il gol realizzato nel successo per 1-0 in trasferta a Goodison Park segna il suo 21esimo e ultimo centro in campionato al termine di 34 presenze (31 totali in 51 gare stagionali tra club e nazionale) come lui nella storia della BPL con la maglia degli Spurs solo in tre: Teddy Sheringham, Jürgen KlinsmannGareth Bale. Dopo aver suscitato l'interesse del Manchester United in estate (con una vociferata offerta di 50 milioni) Hurrikane ricomincia la sua stagione con la maglia numero 10 (prima aveva la 18) e il ruolo di vice capitano della rosa dietro a Lloris e Vertonghen. Inizialmente, complice la stanchezza, fatica ad incidere e si comincia a credere che sia il solito "one season wonder" inglese pompato dai media e destinato all'anonimato, ma non é così: dopo un digiuno di 748 minuti arriva finalmente il gol contro il Manchester City nel 4-1 casalingo di settembre. Da lì non si ferma più: in occasione della sua 100esima presenza col club londinese va a segno nello 0-2 finale col Southampton a dicembre, il suo decimo gol nelle ultime 10 di Premier. Al termine dell'anno solare 2015 ha realizzato la bellezza di 27 gol in campionato, battendo il record del club di Teddy Sheringham. Attualmente é in testa alla classifica dei cannonieri a quota 21 gol  in 31 presenze (eguagliato il suo precedente primato) e con forti possibilità di vincere la Scarpa d'Oro della Premier League. In questo momento è il leader assoluto della sua squadra che coltiva il sogno di vincere la Premier (5 i punti che la separano dal Leicester capolista a sette gare dale termine) dopo 55 lunghi anni d'attesa.

ELOGI DA OGNI PARTE- Attaccante moderno ed eclettico, è intelligente nei movimenti ed in possesso di un ottimo senso della posizione, che gli consente di essere letale nell'area di rigore avversaria, preferisce piazzare i suoi tiri nell'angolino basso con ottima potenza e velocità d'esecuzione. A ciò unisce una buonissima resistenza fisica ed un grande spirito combattivo, che lo porta a sacrificarsi spesso per la squadra. Grazie alle sue caratteristiche tecnico-tattiche è in grado di ricoprire perfettamente sia il ruolo di prima punta (come fa attualmente) che quello di seconda punta; vanta inoltre un ottimo stacco aereo (migliorato grazie a lunghi allenamenti) e una grande capacità di corsa. Per lui sono arrivati gli elogi da tanti addetti ai lavori, il leggendario Alan Shearer ha detto a suo riguardo: "Sembra avere quella dote naturale di segnare. Inoltre é giovane, fresco e il suo atteggiamento sembra molto, molto buono. Quello che mi piace di lui é che è volentieroso a cercare la profondità con inserimenti alle spalle dei difensori ma allo stesso tempo sa scendere per venire incontro al portatore di palla. Riceve opportunità e quasi sempre le sfrutta. Vuole sempre tirare il più in fretta possibile per anticipare l'avversario, il che é una cosa buona da vedere. Sembra che potrebbe avere un ottimo futuro nel gioco." Il suo vecchio allenatore della primavera Spurs Les Ferdinand ha paragonato (come molti) i movimenti in campo di Kane a quelli di Teddy Sheringham, e la potenza e precisione dei suoi tiri a quelli di Alan Shearer, non a caso due giocatori da cui Kane ha dichiarato di avere preso ispirazione da bambino. Hurrikane rappresenta dunque il centravanti inglese per eccellenza, ottimo per una squadra che crea gioco e sa unire ritmi intensi ad una manovra fluida sia in fase di possesso palla che non, il che lo favorisce in quanto fulcro dell'attacco e riferimento di ogni manovra offensiva, in più con un trio alle sue spalle come Lamela-Alli (con il quale ha un'ottima intesa in campo che fuori)-Eriksen sia Kane che Pochettino possono contare su gol a grappoli in attacco, unito alla solidissima difesa dei Lilywhites e al centrocampo multifunzionale e dinamico.

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ASPETTANDO L'EUROPEO- Roy Hodgson intanto si sfrega le mani in vista dell'europeo in Francia quest'estate che vede l'Inghilterra come una delle principali outsider del torneo. Il tecnico, come si é visto nell'amichevole di sabato contro la Germania, può contare su una solida ossatura Spurs targata Dier-Alli-Kane, quasi sicuramente titolari in estate e negli anni a venire.

Il bel lavoro fatto da Pochettino finora sta portando frutti, e combinato alle letali ripartenze del Leicester (Vardy e Drinkwater i maggiori esperti del movimento di Ranieri), chissà che non riesca a venir fuori un modello interessante che punta sui giovani stile Germania di Loew qualche anno fa per cominciare a vincere trofei che mancano da tanto, troppo tempo, per una nazionale blasonata come quella dei Tre Leoni. Per Kane sarà la prima vera manifestazione importante con la nazionale maggiore (fin qui 4 gol in 9 presenze con l' Inghilterra e 27 centri totali in 50 presenze stagionali  finora tra campionato e club nel 2015-16) e l'entusiasmo del giocatore è tanto, prima però c'è una Premier da provare a vincere, saranno 7 finali da qui alla fine con la proiezione finale di 76 punti minimi per l'eventuale campione d'Inghilterra in base a recenti statistiche. A Londra e oltremanica possono star tranquilli: l'Inghilterra ha un nuovo re, il suo nome? Harry Kane.