L'invasione italiana in Premier League

Leicester, Chelsea, Swansea, Watford. Quattro panchine, quattro club guidati da allenatori italiani. La scuola di Coverciano ha conquistato il campionato più ricco del mondo.

L'invasione italiana in Premier League
L'invasione italiana in Premier League

Mai come quest’anno, nel panorama calcistico del vecchio continente, gli allenatori del Bel Paese avranno un ruolo degno di nota. Emblematico è il caso della Premier League, dove sono ben quattro i tecnici italiani: Antonio Conte al Chelsea, “The King” Claudio Ranieri alla guida del Leicester campione, Francesco Guidolin allo Swansea e Walter Mazzarri al Watford. Panchine importanti per un quartetto abituato a convivere con la pressione, dal sanguigno Conte fino al tranquillo Guidolin. Del resto negli ultimi anni la marcia in più, se si vuole provare a vincere e convincere, deve arrivare obbligatoriamente dalla panchina, e non conta quanti campioni hai in squadra se poi nessuno è in grado di far suonare in maniera perfetta l’orchestra disposta in campo. Tuttavia in terra inglese molti attendono con ansia una sfida che ha avuto già luogo in terra spagnola, e cioè quella tra Pep Guardiola e Josè Mourinho. Lo spagnolo è arrivato al Manchester City per conquistare la tanto sofferta Champions League, sebbene nell’ultima esperienza al Bayern Monaco la finale della coppa dalle grandi orecchie non sia stata raggiunta. Il portoghese dal canto suo, erede designato da Sua Maestà Sir Alex Ferguson, ha a disposizione, nonostante la non partecipazione alla Champions, un bottino immenso da spendere sul mercato, come anche Guardiola.

Partiamo dal Leicester campione in carica, squadra da battere che si appresta a vivere l’emozionante debutto in Champions League. Il diktat di società e allenatore è stato chiaro, non smantelliamo il gruppo che si intende a meraviglia, piuttosto puntelliamo la squadra con acquisti in grado di competere il più a lungo possibile sia in Champions che in Premier, senza dimenticare FA Cup e Coppa di Lega. L’addio, sofferto, di Kante per 35 milioni in direzione Chelsea non  ha certo fatto sorridere i tifosi, la paura è che una cessione possa scatenare un pericoloso effetto domino. Il mercato ha fino ad adesso portato, alla corte di Re Claudio, Ahmed Musa, attaccante ex CSKA Mosca, che andrà a far compagnia con Vardy in attacco, intervallandosi con Okazaki nel duo offensivo. A centrocampo Nampalys Mendy non dovrà far rimpiangere il già citato Kantè, infine in porta, nel ruolo di secondo alle spalle del figlio d’arte Schmeichel, ci sarà Ron-Robert Zieler, giocatore dalle ottime prospettive che è stato, dal 2012 al 2015, nel giro della nazionale tedesca uscendo poi dai radar di Loew.

Chiamato a riscattare una fallimentare stagione, Antonio Conte prende una squadra piena zeppa di talenti, mai amalgamati però dal suo predecessore, Josè Mourinho. Questa è anche la differenza sostanziale con la Juventus presa nel 2011, la tecnica nettamente superiore. Punto d’incontro delle due esperienze è il fatto che i Blues quest’anno non prenderanno parte a nessuna competizione Europea. Dunque bisogna puntare dritti alla vittoria del titolo, e se dovesse andar male anche nella prossima Premier, quantomeno alla zona Champions. Le cifre spropositate a Stamford Bridge sono ormai all’ordine del giorno, gli 80 milioni spesi per far tornare “a casa” Romelu Lukaku dimostrano la seria intenzione di fare affidamento sul bomber belga. Occhio anche a Kante, volto nuovo a metà campo. Il giovane attaccante Michy Batshuayi, arrivato per “soli” 39 milioni dal Marsiglia, dovrà rispettare le alte aspettative che il tecnico pugliese ripone in lui. Da valutare la posizione di Cuadrado, tornato dal prestito alla Juventus. Entrerà nelle grazie di Conte o per lui il ritorno a Londra sarà solo temporaneo?

Passiamo ora allo Swansea di Francesco Guidolin. Chiamato a gennaio per soccorrere una squadra in piena zona rossa, l’allenatore di Castelfranco Veneto ha dato uno scossone non indifferente ai suoi, rivoluzionando la mentalità della squadra e chiudendo il campionato al dodicesimo posto. Gli sforzi sono valsi allo stesso Guidolin la conferma fino al 2018. Il mercato ha portato, in terra gallese, Leroy Fer dal QPR e Mike van der Hoorn dall’Ajax, per una spesa complessiva di 8 milioni. Nel frattempo un altro italiano, Alberto Paloschi, arrivato a gennaio e autore di 2 reti in 10 presenze, ha abbandonato le “Swans” per accasarsi all’Atalanta. Come Paloschi anche due altri attaccanti hanno fatto le valigie, Eder (proprio lui, autore del gol vittoria del Portogallo agli Europei) è stato riscattato dal Lille, e Bafetimbi Gomis è stato spedito in prestito al Marsiglia.

Per Walter Mazzari, alla guida del Watford della famiglia Pozzo, l’obbiettivo è senza dubbio la salvezza. Le cifre spese sul mercato sono oltremodo importanti: basti pensare ai 15 milioni spesi per assicurarsi il talentuoso ventenne nigeriano Isaac Success, ala destra arrivata dal Granada, altro club satellite della famiglia italiana. Gli Hornets si sono anche assicurati, nel reparto difensivo, il centrale Christian Kabasele, ex Genk, e Brice Dja DjèDje, esubero del Marsiglia. Molte conoscenze del calcio nostrano hanno fatto le valigie in vista della nuova stagione, basti pensare a Victor Ibarbo, meteora della scorsa annata con solo 4 presenze e zero gol, lo svincolato Ekstrand, fino ad Angella, spedito nuovamente in terra friulana. Due sono stati gli addii importanti, quello di Layun, andato al Porto per sei milioni, e infine Abdi, che ha preferito andare a giocare in Championship con lo Sheffield Wednesday.