Premier League 2016/17, Crystal Palace: tra intrighi, talento e discontinuità

La scuola di Pardew cerca la svolta, una squadra dotata tecnicamente cerca di assemblarsi per puntare più in alto passando dalla costanza.

Premier League 2016/17, Crystal Palace: tra intrighi, talento e discontinuità
Premier League 2016/17, Crystal Palace: tra intrighi, talento e discontinuità

Un meraviglioso ed intrigante mix di talento ed efficacia unito purtroppo alla discontinuità. Il Crystal Palace si annuncia come una delle compagini più intriganti della nuova Premier League, ma deve fare i conti con il nemico più grande di ogni squadra, ovvero l'assenza di un rendimento costante che contraddistingue ultimamente Alan Pardew. L'anno solare 2015, inaugurato con la nuova guida tecnica, ha fruttato la bellezza di 1,8 punti per partita, una media stratosferica per una squadra con ambizioni di salvezza tranquilla. Il problema è sorto all'inizio del 2016, dove il trend si è invertito drasticamente: 12 sconfitte in 19 partite, ambizioni rovinate e una finale di FA Cup persa ai supplementari contro lo United di van Gaal.

L'obiettivo estivo della dirigenza è stato quello di aggiungere ulteriore talento al nucleo per migliorare il livello medio della squadra, puntando ad un acquisto per reparto. Al conto, stando ai rumors, manca ancora un attaccante, ma per il resto il mercato finora è stato di alto profilo. Il primo innesto è stato quello dello svincolato Mandanda, portiere di altissima caratura preso peraltro a parametro zero, in seguito sono stati aggiunti due inglesi per recuperare l'identità british che si stava parzialmente perdendo: Tomkins in difesa, in uscita dal West Ham ma di ottima affidabilità e potenziale, e Townsend sulla trequarti, che si giocherà il posto da titolare con Zaha, offrendo però un'alternativa tattica diversa.

In attesa di sfoltire il parco degli estremi difensori e chiudere l'acquisto della punta, uno da alternare a Wickham che dia più garanzie di Campbell e dello stesso talento ex Sunderland, anch'egli travolto spesso da andamenti altalenanti, Pardew può contare su un organico ben assortito e molto vario, specialmente sugli esterni: possibile la soluzione "a sorpresa" con lo spostamento di uno da trequartista, anche se Puncheon sa occupare quel ruolo con efficacia, così come McArthur, vero e proprio jolly. Il perno resta comunque Yohan Cabaye, fedelissimo che Pardew ha strappato al PSG dopo averlo già allenato con ottimi risultati al Newcastle. Occhi puntati però soprattutto su Bolasie, in calo nella scorsa stagione dopo essere stato assolutamente devastante sulla sinistra nell'annata 2014/15.

L'ambizione di partenza del Palace dovrebbe essere, come sempre, la salvezza, ma non si può negare che con una rosa così attrezzata si possa chiedere qualcosa di più. Tutto dipende dalla continuità di risultati che i londinesi conseguiranno nel corso di tutta la stagione: chiedere di viaggiare ancora alle medie del 2015 è forse esagerato, ma almeno il traguardo dei 50 punti dovrebbe essere alla portata di una squadra che potrebbe lasciarsi trasportare sulle ali dell'entusiasmo. Non sarà affatto facile, specialmente perchè è tradizione di Pardew avere un lungo periodo di relax che sporca le statistiche e la classifica, ma spiccare il volo quest'anno potrebbe essere più agevole, magari per arrivare fin lassù, dove le Eagles vogliono osare...