Premier League 2016/17, Sunderland: quando il buon giorno non si vede dal mattino

I maestri della salvezza nel finale ripartono con Moyes in panchina e la necessità di innesti per provare a raggiungere una salvezza possibilmente, per una volta, tranquilla.

Premier League 2016/17, Sunderland: quando il buon giorno non si vede dal mattino
Premier League 2016/17, Sunderland: quando il buon giorno non si vede dal mattino

Se esistesse il campionato al contrario per le squadre che sanno salvarsi meglio di qualunque altra, il Sunderland sarebbe il vincitore a man bassa. I Black Cats si apprestano a disputare la loro decima stagione consecutiva in Premier League, riuscendo per una sola volta a concludere nella parte sinistra della classifica e sudando fino all'ultimo da quattro anni. L'aspetto divertente? Ogni annata si è conclusa con un allenatore diverso dal 2012 ad oggi. Nell'ordine: Martin O'Neill, Paolo Di Canio, Gus Poyet, Dick Advocaat, Sam Allardyce. Nessuno di questi aveva cominciato la stagione, hanno tutti preso la squadra in corsa e hanno raggiunto l'obiettivo. Venendo logicamente esonerati nella successiva.

La streak è stata interrotta dalla Football Association, che ha chiamato Big Sam alla guida della nazionale dei tre leoni, lasciando di fatto il Sunderland senza allenatore in estate (non capitava dal 2009). La caccia al sostituto è stata piuttosto breve, visto che la panchina è toccata a David Moyes, allenatore di indubbie capacità che gli han permesso di restare per ben 11 anni alla guida dell'Everton, prima di prendere il timone del Manchester United nell'immediato post-Ferguson. Una carica meritata (9 volte in top 8 con i Toffees) ma male onorata, chiusasi con l'esonero e seguita da una comparsata di poco successo alla Real Sociedad. Il ritorno in Premier è stato come una boccata d'aria fresca per un allenatore molto british

La situazione che ha ereditato è in realtà tra le più complicate, perchè i fondi stanziati per il mercato sono stati in buona parte spesi a Gennaio e di fatto al momento la squadra è identica a quella dello scorso anno, salvo alcuni prestiti giunti al termine, sia in entrata che in uscita, e diversi esuberi piazzati in giro per il mondo. La rosa necessita comunque di vari innesti, a partire da una difesa decisamente povera e che cerca un terzino destro che possa giocare eventualmente anche a sinistra, e possibilmente anche un altro centrale di difesa. Il centrocampo, supposto che Moyes abbia in testa un 4-2-3-1, sembra sufficientemente solido, guidato da quel Jack Rodwell che proprio il tecnico aveva lanciato nel suo Everton, prima che tutto il talento si disperdesse nei meandri del City of Manchester, oggi Etihad Stadium.

Anche in avanti sembra che l'idea sia quella di aggiungere qualcosa, specialmente perchè le alternative sono poche. Non sono in discussione i titolari, a partire da quel Jermain Defoe tornato da Toronto e ripresosi la Premier a suon di gol. Dietro di lui spazio all'estro di Khazri, a dir poco vitale per la salvezza dello scorso anno, alla grinta e duttilità di Borini e soprattutto il talento di Lens, chiamato a riscattare una seconda parte di stagione negativa, condizionata anche da problemi fisici. Ovviamente l'obiettivo resta fisso, una salvezza possibilimente più tranquilla, che non necessiti di un classico sprint finale ma che venga raggiunta mantenendo la costanza di rendimento nel corso della stagione. Forse, in questo senso, Moyes è stata la scelta migliore. Ora deve parlare il campo.