Premier League 2016/17, Swansea: lo stampo italiano e il talento islandese

Guidolin si appresta a cominciare la sua prima stagione completa (ci si augura) su una panchina di Premier, con un Llorente in più.

Premier League 2016/17, Swansea: lo stampo italiano e il talento islandese
Premier League 2016/17, Swansea: lo stampo italiano e il talento islandese

Il made in Italy sta prendendo sempre più piede nel calcio britannico, specialmente dopo un'estate che ha portato Mazzarri e Conte sulle rive londinesi del Tamigi, aggiungendosi ai gia presenti Ranieri, fresco campione d'Inghilterra, e Francesco Guidolin. Il tecnico ex Udinese siede infatti sulla panchina dello Swansea dal gennaio scorso e nelle sue prime 13 partite ha raccolto uno score di 19 punti, con una media di 1,46 punti per gara, ben oltre la linea che delimita la virtuale quota salvezza, usualmente intorno ai 40. In Galles il tecnico ha trovato un ambiente tranquillo nel quale lavorare con serenità e con la fiducia della dirigenza, appoggiato in panchina da Gabriele Ambrosetti ed Alan Curtis: il primo conosce il calcio inglese, avendoci giocato con il Chelsea di Vialli, mentre il secondo è ormai un guru per i Cigni.

Secondo la volontà dell'allenatore, i movimenti di mercato sarebbero dovuti essere ridotti ai minimi termini, soprattutto dopo l'ottimo rendimento della squadra nella seconda metà di stagione. Condizionale obbligato, visto che va delinandosi una cessione pesante come quella di André Ayew, indirizzato verso il West Ham per poco meno di 25 milioni di euro. Il ghanese era arrivato a parametro zero al Liberty Stadium un anno fa e l'ingente proposta economica, anche di ingaggio, si è rivelata decisiva per il buon fine dell'operazione. L'ex OM lascia un vuoto non indifferente nella rosa, anche se con gli incassi dovuti anche alle cessioni di Eder e Paloschi potrebbe essere previsto un grande colpo in entrata che copra i buchi nella metà campo offensiva.

Il reparto offensivo è attualmente quello che ha subito le maggiori variazioni, specialmente dopo le cessioni di Eder, mai convincente nella sua esperienza inglese e riscattato dal Lille, Gomis, passato a zero al Marsiglia, e soprattutto Alberto Paloschi, la cui voglia di tornare a giocare in Italia ha prevalso, trovando anche l'appoggio dell'Atalanta e della dirigenza. L'unica punta in rosa è un nuovo arrivato, Fernando Llorente, centravanti boa già conosciutissimo e che sa garantire tanto lavoro fisico a protezione della palla, oltre ai soliti gol, specialmente sfruttando i cross provenienti dalle fasce, uno dei maggiori punti di forza dello Swansea. Inutile però dire che il destino passa dai piedi di Sigurdsson, la vera stella della squadra, barometro, fantasista e regista avanzato in cerca di quella consacrazione definitiva valida probabilmente per un biglietto verso lidi prestigiosi.

Dal centrocampo in giù la rosa sembra sufficientemente ben assortita, con giocatori all'altezza della Premier League ed ottimi ricambi pronti a subentrare in caso di defezioni ed infortuni. Potrebbe suscitare qualche dubbio iniziale il centrocampo, idealmente proposto con Fer Ki, dato che potrebbe farsi sentire l'assenza di un uomo di equilibrio efisicità come Cork, anche se nell'olandese appena riscattato (5,6 milioni) e il coreano Guidolin ripone molta fiducia. Attenzione in questo senso alla questione tattica ed alle possibili variazioni, le quali dipenderanno soprattutto da come si muoverà la squadra sul mercato. Un acquisto, forse due, per dimenticare André Ayew e mantenere la categoria per il sesto anno consecutivo.

UPDATE 10 agosto: il mercato torna ad infiammarsi, perchè se in entrata Borja Baston (in arrivo dall'Atletico Madrid ma non ancora ufficializzato) risolve i problemi dell'attacco, in difesa la cessione di Williams lascia un buco da colmare al più presto. Quasi certo che qualcuno arriverà, resta da capire su chi punterà gli occhi Guidolin.