Premier League, Mou vs Guardiola: atto primo

Guardiola: "Ho molto rispetto per Mourinho, è una rivalità mediatica". Mourinho: "Avrei preferito ci fosse Aguero".

Premier League, Mou vs Guardiola: atto primo
Premier League, Mou vs Guardiola: atto primo

Un vigilia tranquilla per José Mourinho e Pep Guardiolin vista del derby di domani tra lo United ed il City. Entrambi viaggiano col basso profilo in attesa di un nuovo duello, questa volta in Premier League. Curiosamente (e casualmente) entrambi optano per lo stesso orario per la conferenza stampa.

QUI PEP- A sorpresa la prima domanda riguarda la formazione titolare: "Bravo è ok. Ha avuto un piccolo problema, ma il nostro nuovo portiere può giocare. Leroy Sanè è pronto. E’ un grande giocatore. Il mio rapporto con le sconfitte? Io amo vincere, ma non odio perdere. Fa parte del gioco".

Inevitabilmente spunta il capitolo Mou: "José fu il mio assistant coach ai tempi di Robson nel Barcellona. Da colleghi ci sono stati episodi ai tempi Real Madrid e Barcellona, ma tre settimane fa ci siamo incontrati al meeting degli allenatori e abbiamo parlato tranquillamente insieme con Ronald Koeman e Tony Pulis. La rivalità con Mou è soprattutto mediatica. Io lo rispetto, come rispetto tutti i miei colleghi. Non giochiamo io e lui, in campo vanno i giocatori. Un bicchiere di vino dopo la partita? Se Mou me lo offrirà lo berrò volentieri. Il derby di Manchester è un evento fantastico. Permette di scrivere, di romanzare, c’è gente di tutto il mondo. Che cosa significherebbe un successo? Dipende dalla prestazione. Per me è importante. Vogliamo giocare bene".

Infine il caso Ibra: lo svedese in passato non è stato tenero nei confronti di Guardiola: "Provo grande rispetto per il giocatore. E’ un campione. Non mi sorprende che si sia subito inserito bene nel calcio della Premier".

Si torna al derby: "L’impatto psicologico del risultato? Nessuno, siamo solo alla quarta giornata. Io sono preoccupato soprattutto della mia squadra, non dello United, che merita il massimo rispetto per il suo passato. Mi piacerebbe giocare come abbiamo fatto nelle ultime cinque partite, ma conosciamo gli avversari. Domani non è una finale, il mondo non si finisce. In questi 10 giorni ho visto le quattro partite del Manchester United e ogni volta hanno giocato meglio della volta precedente. Lo stesso è accaduto a noi. Hanno un sacco di talento in attacco, Mata sulla trequarti è pericoloso, i terzini spingono e Rooney-Ibrahimovic-Martial hanno qualità". 

QUI MOU- Anche lo Special One sceglie un'insolita cautela: "Non mi importa parlare degli altri allenatori. In campo vanno i calciatori".

"C'è grande armonia nello spogliatoio. Quando arrivi in una squadra come il Manchester United, non puoi nasconderti: devi andare diretto all'obiettivo e dire che vogliamo vincere il titolo". 

"Il City è una buona squadra con un ottimo allenatore. Noi dobbiamo rispettarlo. L’atmosfera del derby? E’ chiaro che coinvolge tutti. Problemi di formazione? Ho tutti a disposizione, anche se Mkhitaryan non può reggere novanta minuti, ma può darci ugualmente un aiuto. L’assenza di Aguero un punto a nostro favore? Il City ha tante soluzioni alternative: Iheanacho, Mane, un falso numero nove".

Nel finale, il portoghese accenna una stilettata in chiave ironica, quando fa notare come i giocatori del Manchester City siano tornati in Inghilterra con voli diretti "perché il loro club ha speso soldi per riportarli prima a casa", mentre quelli dello United sparsi nel Sudamerica – Valencia, Rojo e Romero – abbiano affrontato viaggi più lunghi per rientrare alla base.