La lama Leicester affonda nel burro difensivo del City

Una serie di orrori della retroguardia di Guardiola regala tre punti a Ranieri. Esiste una soluzione al dilemma retroguardia?

La lama Leicester affonda nel burro difensivo del City
Guardiola sotto la pioggia. In tutti i sensi. (Fonte immagine: Mirror)

Piove sulla festante città dei campioni d'Inghilterra. Piove su Pep Guardiola. Piovono anche i gol sul suo Manchester City. Meno delle gocce d'acqua che il cielo scarica sul King Power Stadium, per sua fortuna, ma dopo il 4-2 di ieri il ruolino di marcia degli Sky Blues inizia ad assumere una fisionomia estremamente preoccupante. I numeri narrano di quattro vittorie nelle ultime quindici partite, con una vetta che si allontana sempre di più: mentre le dirette concorrenti non frenano la propria corsa, Guardiola pensa ai problemi difensivi in casa Citizen, alla ricerca di un equilibrio mai così lontano dalle sue abitudini.

Per la maggiore, i buchi divensivi manifestati sono stati estremamente simili a quelli evidenziati nella giornata scorsa, quando il Chelsea espugnò l'Etihad con un perentorio 1-3. Lacune che, otto giorni fa, cozzavano con un attacco fluido, una circolazione efficace con spaziature offensive ragionate: ieri anche il gioco ha latitato, contrastato dalle due linee da quattro uomini orchestrate da Ranieri e bucate solo due volte nel finale.

Jamie Vardy having a party. (Fonte immagine: Mirror)
Jamie Vardy having a party. (Fonte immagine: Mirror)

La linea di continuità è tracciata però dalle occasioni mancate, anche se, dopo il 3-0 iniziale, la piega presa sembrava già sufficientemente marcata da non essere rimarginabile. Il body language espresso sia da Guardiola che dai suoi giocatori non lascia spazio a fraintendimenti. La mancanza di meccanismi e organizzazione nella propria metà campo sta costando più del previsto, e le assenze di Fernandinho e Otamendi di ieri non possono rappresentare una scusante - idem per Aguero, in fase offensiva.

Aggiustare questa situazione con gli uomini a disposizione sembra complicato, come testimoniano gli errori di Stones, ma l'involuzione dell'armata Manchester City non può essere causata da un singolo. Pensare che Guardiola puntasse su Kompany, unico baluardo della retroguardia in grado di elevare il livello, sembra abbastanza impossibile considerando lo stato fisico del numero quattro, ancora out a tempo indeterminato, ma mai in grado di garantire una presenza continua.

La finestra di mercato di Gennaio non è solitamente ideale per enormi trasferimenti, ma al momento sembra questa l'unica soluzione al rebus, posto che il tecnico non sembra orientato a tornare sui propri passi ripristinando i quattro puri dietro. La svolta potrebbe essere dietro l'angolo, ma entrare in un periodo caldo come quello a cavallo di capodanno in questa situazione potrebbe mettere definitivamente a repentaglio le ambizioni di titolo del Manchester City.