Leicester, Srivaddhanaprabha: "Tristi per l'esonero di Ranieri, ma necessario. Ammutinamento? Impossibile"

Il vice-presidente del Leicester è tornato sulla scelta del club di esonerare Claudio Ranieri dopo la sconfitta subita in casa del Siviglia nell'andata degli ottavi di Champions League.

Leicester, Srivaddhanaprabha: "Tristi per l'esonero di Ranieri, ma necessario. Ammutinamento? Impossibile"
Leicester, Srivaddhanaprabha: "Tristi per l'esonero di Ranieri, ma necessario. Ammutinamento? Impossibile"

"Circolano queste voci di un ammutinamento dei giocatori nei confronti di Claudio Ranieri, ma una cosa del genere è impossibile. Chi dice queste cose lo fa perché non ha altro cui appigliarsi nei nostri confronti". 

Testo e parole di Aiyawatt Srivaddhanaprabha, vice-presidente del Leicester che, ai microfoni dei media thailandesi ha spiegato così i motivi della decisione dell'allontanamento di Claudio Ranieri dalla panchina delle Foxes. Un addio fortemente doloroso, ma altrettanto dovuto, che ha scosso notevolmente il mondo del calcio tutto, soprattutto all'indomani dell'impresa della vittoria della Premier League dell'anno precedente. Tuttavia, il numero due del club campione d'Inghilterra in carica, con calma e serenità, ha così argomentato le motivazioni alla base dell'esonero.

"Tutti erano tristi. Abbiamo parlato coi calciatori, spiegandogli i motivi della nostra decisione. Quando abbiamo chiesto se qualcuno avesse qualcosa da dire in merito, alcuni hanno affermato di non essere d'accordo ma di capire che il club viene prima di tutto. L'esonero di Claudio è stato doloroso anche per noi, era qualcosa che non avremmo voluto fare ma il bene del club ha la priorità. Esiste da 133 anni e noi cerchiamo di fare il meglio perché la sua storia prosegua nel migliore dei modi".

Ed ancora, sulle necessità che hanno spinto verso tale decisione, sottolineate anche da Vavel nella ricostruzione post-esonero"Volevamo essere sicuri al cento per cento di non retrocedere e il nuovo metodo di Ranieri, coi continui cambi tattici, volto a migliorare il gioco della squadra non stava funzionando. I calciatori non capivano come dovevano giocare e i risultati non erano quelli che tutti ci si aspettava: si segnava con grande difficoltà, si subivano sempre goal e c'era meno determinazione nei calciatori. Non sappiamo cosa passi per la testa di un calciatore, ma volevamo dare una svolta".

Svolta che, con l'avvento di Shakespeare, sembra quantomeno essere arrivata, con le Foxes che hanno collezionato due 3-1 di fila contro Liverpool prima e Hull City successivamente, staccando questi ultimi di tre punti in classifica. Successo che ha allontanato il Leicester dalla zona retrocessione, obiettivo che Srivaddhanaprabha e la dirigenza sapevano che si sarebbe potuto riproporre: "Sin dall'anno scorso avevo detto che il Leicester avrebbe potuto nuovamente ritrovarsi coinvolto nella lotta per la salvezza. Ma di sicuro avevo creato questa squadra perché fosse 'una squadra' e cercasse di dare il massimo in campo. Sapevamo che un cambiamento forte avrebbe dato ai calciatori uno shock che li avrebbe fatti lottare di più. Io credo che un manager debba confidare solo sui risultati ottenuti".