Premier League - Conte alla vigilia del primo match point per il titolo: "Dobbiamo completare il nostro lavoro"

Il tecnico del Chelsea ha parlato alla vigilia della sfida col WBA di domani sera che potrebbe già consegnare il titolo ai Blues, sottolineando l'importanza della gara e richiamando tutti all'ordine. Sul futuro, tra le voci che lo vogliono all'Inter e le prospettive di rinnovo col Chelsea, ha invece chiuso con freddezza, rimandando tutto alle prossime settimane.

Premier League - Conte alla vigilia del primo match point per il titolo: "Dobbiamo completare il nostro lavoro"
Premier League - Conte alla vigilia del primo match point per il titolo: "Dobbiamo completare

A dispetto del momento del suo Chelsea, è un Antonio Conte piuttosto rilassato quello che si presenta in conferenza stampa prima della sfida, potenzialmente, più importante della stagione: i Blues si giocano il primo championship-point contro il West Browmich Albion, in trasferta al The Hawthorns. "Il momento è eccitante perché siamo vicini alla conquista della Premier, ma dobbiamo restare concentrati e sapere che il WBA non è una squadra facile. È guidata da un ottimo manager. L’atmosfera sarà calda, ma è importante sfruttare bene questa chance anche per noi. È stata una bella stagione, e per renderla fantastica bisogna ottenere i tre punti e completare il nostro lavoro".

Tensione si, ma fino ad un certo punto: per i londinesi, l’unico modo per perdere questa Premier League sarebbe fare harakiri e dilapidare un vantaggio di sette punti in tre partite, dopo averne accumulati 84 nelle prime 35. Situazione che potrebbe alleggerire le gambe e le teste dei giocatori, consapevoli di avere tre colpi per fare centro. Tuttavia, Conte scongiura quest’eventualità, sottolineando come l’importanza della posta in palio non possa permettere calcoli né distrazioni: "Penso che i miei giocatori siano tutti concentrati sul momento. È importante per tutti: per noi, per il club, per i tifosi. Dobbiamo andare per la strada giusta, senza dimenticare che servono tre punti per chiudere il discorso. Voglio vincere il prima possibile. Festeggiare a Stamford Bridge? Non conta dove, conta farlo subito. Domani per noi è una finale. È la partita più importante della stagione, considerato anche che all’andata il match contro di loro fu particolarmente duro. Bisogna fare attenzione".

Concentrazione totale, quindi, che fa in modo che Conte tagli netto ed asciutto anche dopo le domande sul suo futuro, dopo il recente vociare di mercato che lo accostava soprattutto all’Inter ed ai milioni messi a disposizione dalla nuova proprietà Suning, ai quali però Abramovich sembra essere disposto a rispondere con un adeguamento del contratto dell’allenatore pugliese. Tutti discorsi che, eventualmente, verranno risolti una volta conquistato matematicamente il titolo di Campione d’Inghilterra. “Il futuro? Ho un contratto con il Chelsea per altri due anni. Io voglio rimanere qui, ma in questo momento bisogna pensare ad altro. Abbiamo lavorato duro in questi mesi e adesso serve superare l’ultimo test. Il prolungamento del contratto? Non è la cosa più importante in questo momento. Ora conta solo vincere. Io ho ancora due anni di contratto. La cosa più importante è conquistare i titoli e fare la storia con questo club". 

Si torna al campo quindi, ed in particolare ad una stagione davvero da incorniciare per il Chelsea, che una volta iniziato a correre non si è più fermato. Il primo anno di Antonio Conte oltremanica è un vero e proprio trionfo che ha conquistato esperti, tifosi ed appassionati in generale, dopo un inizio un po’ balbettante. Parlandone, l’ex-Juve non risparmia una leggera frecciatina a chi lo ha preceduto (Mourinho ed il subentrato Hiddink, fautori del disastroso decimo posto della scorsa stagione), sottolineando poi come l’avvento del 3-4-3, rivoluzionario dalle parti di Stamford Bridge, abbia rappresentato il passo decisivo per cambiare volto alla stagione. "L’avvio non fu facile. Ci furono diversi problemi da risolvere. Quando la squadra è reduce dal decimo posto in campionato, è chiaro che le questioni sul tavolo sono tante e non riguardano un solo giocatore. Ho cercato di trovare subito le soluzioni giuste. Abbiamo lavorato duro per farcela. Non è stato facile per i calciatori adattarsi a nuovi metodi e ad una nuova filosofia di allenamento. Penso che un mio risultato importante sia stato ottenere dai giocatori la fiducia in me stesso, convincerli del cambiamento. Quando soffri negli allenamenti, migliori. Vincere la Premier sarà un altro big step per la mia carriera. Ho cominciato dal basso, in B, ad Arezzo. Poi Siena e Bari. Poi Juventus e nazionale. Questo è un altro passo in avanti".