Premier League - Il Liverpool vede la Champions, 0-4 al West Ham

Sturridge nel primo tempo, due Coutinho nel secondo, sigilla Origi. Klopp tiene a distanza di sicurezza l'Arsenal e ha tra le mani almeno il quarto posto (dipende dal City). Gara divertentissima, risultato a tratti bugiardo.

Premier League - Il Liverpool vede la Champions, 0-4 al West Ham
Fonte immagine: Twitter @LFC
West Ham
0 4
Liverpool
West Ham: (3-4-2-1) - Adrian; Reid, Collins, Fonte (55' Fletcher); Byram, Fernandes, Nordtveit, Cresswell; Lanzini, Ayew (77' Snodgrass); Calleri (55' Feghouli). All. Bilic
Liverpool: (4-3-3) - Mignolet; Clyne, Lovren, Matip, Milner; Lallana (89' Grujic), Can, Wijnaldum; Origi, Sturridge (86' Lucas Leiva), Coutinho (89' Woodburn). All. Klopp
SCORE: 35' Sturridge (L), 57' e 62' Coutinho (L), 76' Origi (L).
ARBITRO: Neil Swarbrick. AMMONITI: 50' Fernandes (W), 63' Collins (W).
NOTE: Giornata 37 di Premier League 2016/17, gara giocata all'Olympic Stadium di Londra.

Il Liverpool mantiene ben stretto il proprio posto in Champions League. All'Olympic Stadium, nella 37esima giornata di Premier League, i Reds giocano una grande partita e battono 0-4 il West Ham, mantenendo momentaneamente la terza piazza, ma con una partita giocata in più rispetto al City che lo insegue. Le firme sul risultato sono di Sturridge, di Coutinho (doppietta) e Origi, i quali decidono una sfida ricolma di occasioni, meglio sfruttate dagli ospiti.

Fonte immagine: Twitter @LFC
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Le scelte - Non trova pace Slaven Bilic, che non recupera Kouyaté, alle prese con un problema al polso. Stessa sorte per Noble e Carroll, mentre in panchina si rivede Ogbonna. Il tecnico croato sceglie Byram sulla destra e stringe la posizione di Fernandes al centro. Sempre out, tra gli altri, Sakho, Masuaku e Antonio. Beffa per Klopp, che perde Firmino e deve lanciare Sturridge dal primo minuto, con Origi e Coutinho (stagione finita per Mané). A centrocampo Emre Can fa il vertice basso, con ai suoi lati Lallana e Wijnaldum.

Occasioni ed equilibrio - Parte decisamente meglio la squadra di casa, più propositiva e soprattutto maggiormente equilibrata, rispetto a un Liverpool che palesa subito tutte le proprie difficoltà, anche difensive. Byram, dopo otto giri di orologio, si divora il vantaggio, mandando a lato in diagonale dopo un'apertura perfetta di Calleri. I Reds si scuotono di dosso il timore e provano a replicare, riuscendoci, anche se il colpo di testa schiacciato di Matip su azione da corner si infrange sulla traversa. Da una parte all'altra, la sfida non conosce pause e vive di occasioni, Fernandes ci prova dai venticinque metri al 12', ci mette una pezza Mignolet; tre minuti dopo ruoli invertiti, Coutinho spara e Adrian blocca, stavolta con sicurezza, dopo aver rischiato qualcosa su Sturridge diversi minuti prima.

Fonte immagine: Twitter @LFC
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Salita e vantaggio Red - Il Liverpool tiene il pallino del gioco in mano, mentre gli Irons fanno più fatica a ripartire. Soffre comunque il giusto la squadra di Bilic, l'unico Scouser in grado di creare grattacapi alla difesa si dimostra il solito Coutinho, che azzarda un altro paio di conclusioni rientrando sul destro, trovando prima Adrian - dopo una deviazione di Wijnaldum - e poi le tribune dell'Olympic Stadium. Alla prima grande distrazione il West Ham va sotto: agisce di rimessa la squadra di Klopp, un lancio lungo per Sturridge - tenuto in gioco da Fonte con un errore da matita rossa - manda l'inglese a tu-per-tu con Adrian, batterlo è un gioco da ragazzi. 0-1 Reds.

Ayew se lo divora - Nei minuti finali del primo tempo i padroni di casa si riaccendono, riescono a pungere in contropiede, ma soprattutto da piazzato, in particolare con André Ayew, pescato sul secondo palo da un corner, ma non in grado di ribadire in rete da due metri, schiantando la palla per ben due volte sul palo. Il doppio gol mangiato dal ghanese è l'ultima occasione della frazione d'apertura e cambia la storia della gara.

Giustiziare la partita - I primi due minuti della ripresa sono infatti di fuoco totale per il Liverpool, che calcia verso la porta di Adrian per quattro volte, mettendo a dura prova l'estremo spagnolo, che ribatte colpo su colpo e salva la porta dei suoi. Bilic vuole crederci e decide di passare al 4-2-3-1 dopo dieci giri di lancette del secondo tempo - dentro Fletcher e Feghouli al posto di Calleri e Fonte - ma Coutinho lo gela al 57', chiudendo col destro dal limite in diagonale dopo un'accelerazione in mezzo a cinque uomini. L'azione era iniziata in maniera improvvisa, con una traversa colta da Wijnaldum con un destro al volo. Passano altri cinque minuti e sempre il brasiliano giustizia la partita in contropiede, sfruttando la superiorità numerica. Rete che scatena le proteste degli Hammers, i quali chiedevano un rigore piuttosto netto a causa di una gomitata rifilata in area da Wijnaldum a Reid. L'olandese tocca anche la palla con la mano, è doppio l'errore di Swarbrick.

Fonte immagine: Twitter @LFC
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Lo 0-3 è più di un sigillo sulle speranze di rimonta dei padroni di casa, che continuano a subire, mentre il Liverpool fa accademia e colpisce un'altra traversa, la terza del match, con una botta di Origi da lontanissimo. Il belga trova comunque il modo di bucare Adrian a quattordici dal termine, con una deviazione sotto misura. Con il risultato ampiamente acquisito, la gara si trascina stancamente fino al triplice fischio di Swarbrick: da segnalare soltanto un tentativo di sinistro al volo di Snodgrass, fuori di poco.

Non c'è nulla da fare per la squadra di Bilic, che rimane ferma a quota 42, fallendo l'aggancio all'ottavo posto. Stagione anonima quella dei londinesi. Per Klopp è invece una vittoria di capitale importanza, perché permette di mantenere dietro l'Arsenal: basterà vincere in casa col Middlesbrough, all'ultima giornata, per essere sicuri almeno del quarto posto. Se il City dovesse non vincere uno dei prossimi due impegni, però, si spalancherebbero le porte della terza piazza. I Reds sono a 73 con 37 gare giocate, gli Sky Blues a 72, con 36, mentre l'Arsenal insegue a 69 con 36 gare giocate. Lotta aperta, ma il Liverpool è padrone del proprio destino.