Premier League 2016-17, Crystal Palace: le Aquile volano basse

Inizio disastroso con Pardew, poi la risalita con Allardyce: le ambizioni di inizio anno vengono disattese, ma per come si era messa la stagione si può sorridere.

Premier League 2016-17, Crystal Palace: le Aquile volano basse
Premier League 2016-17, Crystal Palace: le Aquile volano basse

La stagione del Crystal Palace cominciava certamente sotto migliori auspici. Le cessioni importanti di Bolasie, Gayle e Jedinak erano state rimpiazzate da acquisti di altissimo livello, come Townsend per la fascia, Tomkins per la difesa, Mandanda a parametro zero per la porta e soprattutto il grande colpo Christian Benteke dal Liverpool per circa 40 milioni di euro, 40 milioni che fanno del centravanti belga il calciatore più pagato nella storia del club. Dopo la finale di FA Cup persa ai supplementari contro il Manchester United, sulla panchina viene riconfermato Alan Pardew, nonostante in campionato il 15esimo posto finale non possa essere considerato soddisfacente.

Benteke esulta dopo il goal decisivo al Chelsea, una delle vittorie più prestigiose dell'anno | www.premierleague.com
Benteke esulta dopo il goal decisivo al Chelsea, una delle vittorie più prestigiose dell'anno | www.premierleague.com

L'andamento della stagione

L’inizio è parecchio complicato, con un solo punto conquistato nelle prime 3 giornate; poi, 3 vittorie consecutive che sembrano aver rialzato le Eagles verso un campionato ambizioso come nelle previsioni, ma è solo un fuoco di paglia. La squadra sprofonda in una crisi senza fine: dopo il pari contro l’Everton alla settima giornata ed all’eliminazione in League Cup, arrivano 6 sconfitte consecutive, la vittoria per 3-0 sul Southampton, il pareggio con l’Hull City ed altre 2 sconfitte contro United e Chelsea. A questo punto la società londinese è costretta a sollevare dall’incarico il manager Alan Pardew il 23 di dicembre, scegliendo come nuova guida tecnica Sam Allardyce, reduce dallo scandalo che lo aveva coinvolto da C.T. della nazionale inglese.

Anche Big Sam fa fatica nelle prime partite, visto che la prima vittoria sulla nuova panchina arriva in FA Cup, nel replay contro il Bolton, al sesto tentativo; da febbraio in poi l’andamento del Crystal Palace è tutt’altro che continuo, ma, complici anche gli acquisti importanti di Van Aanholt, Sakho, Schlupp e Milivojevic, le Eagles, quando c’è da vincere, vincono: nelle gare alla portata, come contro Middlesbrough, West Bromwich e Watford, ottengono bottino pieno. E si tolgono lo sfizio di tre scalpi eccellenti: espugnano Stamford Bridge il primo aprile, battono 3-0 a Selhurst Park l’Arsenal e superano 2-1 il Liverpool ad Anfield. Grazie anche alle cadute delle avversarie, il Palace si rilassa nel finale e basta il successo per 4-0 casalingo sull’Hull City alla penultima per conquistare la salvezza con un turno d’anticipo, chiudendo al 14esimo posto con 41 punti.

Non esulta dopo la doppietta alla sua ex squadra, ma Benteke firma una vittoria esterna prestigiosa e pesantissima ad Anfield | www.premierleague.com
Non esulta dopo la doppietta alla sua ex squadra, ma Benteke firma una vittoria esterna prestigiosa e pesantissima ad Anfield | www.premierleague.com

Il giudizio complessivo

Tirando le somme dunque, la stagione del Crystal Palace non può essere considerata positiva se si pensa alle premesse estive, ma il giudizio cambia radicalmente tenendo conto della piega che aveva preso la classifica a metà campionato. Pardew ha faticato molto a trovare l’assetto giusto nella disposizione in campo, diversi moduli utilizzati e soprattutto giocatori spostati qua e là sul terreno di gioco. L’esempio lampante è Jason Puncheon: sotto la gestione Pardew ha giocato da esterno, da trequartista o da regista, trovandosi spesso a disagio. Con Allardyce, l’ex Southampton ha trovato la giusta collocazione da interno nel 4-3-3 – o nel 4-1-4-1 – con Milivojevic nel mezzo e Cabaye a completare la mediana, con la facoltà di alzarsi per schierarsi all'occorrenza in un 4-2-3-1, conquistandosi la fascia da capitano da mettere al braccio.

La formazione tipo, schierata con un 4-3-3, lasciando la libertà a Puncheon di alzarsi e mettersi tra Townsend e Zaha a sostegno di Benteke, mentre Milivojevic e Cabaye formano la diga davanti alla difesa a 4.

Un fattore favorevole a Big Sam è stata anche l’esplosione di Wilfried Zaha, che, nonostante i buoni numeri nella prima parte, ha cambiato di passo a livello di prestazioni, risultando uno degli uomini chiave. Ecco, trovare l’uomo chiave della stagione non è facile: lo stesso Benteke, forse sentendo il peso dell’investimento, ci ha messo un po’ ad ingranare, ma alla fine si è sentito eccome – suo il goal decisivo contro il Chelsea e sua la doppietta ad Anfield oltre a prestazioni da vero uomo-squadra, per un totale di 17 reti fra Premier League ed FA Cup.

Però, l’esemplificazione dell’annata del Palace è Andros Townsend: molte le aspettative su di lui all’inizio, puntualmente disattese; con l’arrivo di Allardyce, l’ex Tottenham ha visto molte volte il campo seduto in panchina, fino alla svolta, avvenuta a cavallo tra febbraio e marzo, in coincidenza con il miglior momento della squadra. Da lì, Townsend ha giocato praticamente sempre, mostrando quella maturità che finora mancava: non più un funambolo che cerca numeri fini a loro stessi, ma qualità al servizio dei compagni.

40 presenze, con 3 goal e 7 assist in tutta la stagione per Andros Townsend | www.premierleague.com
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