Premier League 2017/18, ep. 12 - Il Leicester tra nucleo storico e nuovi arrivati vuole tornare a sognare

La formazione di Craig Shakespeare viene da una stagione chiusa all'undicesimo posto, dopo l'esonero di Ranieri e dopo aver sfiorato le semifinali di Champions League. Ora, con arrivi importanti come quelli di Iborra ed Iheanacho e dopo aver trattenuto molti degli elementi dell'impresa di Ranieri di due anni fa, le Foxes vogliono tornare a sognare.

Premier League 2017/18, ep. 12 - Il Leicester tra nucleo storico e nuovi arrivati vuole tornare a sognare
Premier League - Il Leicester tra nucleo storico e nuovi arrivati vuole tornare a sognare

Altro giro di giostra, altra annata alle porte per la Premier League. Il massimo campionato calcistico a livello britannico (e verosimilmente mondiale) riparte dalle immagini del trionfo del Chelsea di Antonio Conte, arrivato dopo una stagione assolutamente maiuscola in cui i Blues hanno fornito una prova di forza dopo l’altra. Un anno fa, però, la situazione era molto diversa: il Leicester City di Claudio Ranieri si approcciava infatti alla prima stagione dopo il trionfo del 2015/16, considerato da tutti una delle più grandi imprese della storia di questo sport.

Ovviamente, le Foxes non sono riuscite a ripetersi, andando anzi ad un passo dalla retrocessione durante lo scorso campionato. L’esonero, contestatissimo, di Ranieri ed il conseguente arrivo di Craig Shakespeare, però, hanno permesso alla squadra di reagire, togliendosi di dosso quella patina di ruggine rimasta probabilmente dai festeggiamenti dell’anno precedente, ed accentuata dalla quantità estrema di riflettori puntati addosso agli eroi di quella cavalcata. Alla fine, il bilancio della stagione si rivela più che onesto: un girone di Champions chiuso al primo posto, poi l’eliminazione in rimonta del Siviglia in ottavi e la sconfitta di misura ai quarti contro l’Atletico Madrid; ed un undicesimo posto in campionato che permette di programmare il futuro con relativa tranquillità.

Kasper Schmeichel. | Fonte: tiwitter.com/kschmeichel1
Kasper Schmeichel. | Fonte: tiwitter.com/kschmeichel1

Confermato dunque il tecnico, la dirigenza del Leicester è riuscita a piazzare un colpo di spessore in ogni reparto: in porta, nonostante ci sia ancora tanta fiducia sulle spalle di Kasper Schmeichel, è arrivato dall’Hull un portiere di esperienza e solidità come Jakupovic, a rimpiazzare – dopo un solo anno –  il partente Zieler, diretto a Stoccarda. Dalle Tigers arriva anche, per una cifra vicina ai 14 milioni di euro, il promettente centrale di difesa Harry Maguire, che stacca il biglietto per rimanere nella massima serie e verosimilmente va a rappresentare il primo passo del ricambio generazionale per la coppia Huth-Morgan. Esperienza e spessore internazionale arrivano anche dalla Spagna: assolutamente altisonante il nome di Vicente Iborra, che arriva oltremanica dal Siviglia per quindici milioni. Davanti, invece, il colpo è, se possibile, ancora più grosso, soprattutto in prospettiva: Kelechi Iheanacho approda alla corte di Shakespeare per 28 milioni di euro. A soli vent’anni, reduce da una stagione in cui spesso e volentieri ha rappresentato l’arma in più del City a partita in corso, il nigeriano ha tonnellate di talento da vendere ai tifosi del King Power Stadium.

La presentazione di Kelechi Iheanacho. | Fonte: twitter.com/larocri76
La presentazione di Kelechi Iheanacho. | Fonte: twitter.com/larocri76

Verosimilmente, la formazione-tipo di Shakespeare si fonderà sul nucleo storico delle ultime due stagioni: molto però dipenderà dalle eventuali cessioni. Riyad Mahrez e Danny Drinkwater attualmente sono disponibili ed arruolabili, ma la corte insistente della Roma da una parte ed il possibile interessamento del Chelsea dall’altra rischiano di portarli lontano da Leicester. Comunque, con loro, il tecnico britannico potrebbe schierare un 4-4-2, ma in sede di precampionato sono stati provati anche moduli come il 4-3-3, il 3-4-3 ed il 3-5-2. Tra i pali ci sarà sicuramente Schmeichel, mentre Simpson e Fuchs sono confermati sulle fasce, anche se a sinistra potrebbe consacrarsi Chilwell. In mezzo, in tre si giocano due posti: Morgan verosimilmente sarà il più presente, mentre Huth (previsto rientrante per ottobre dopo l’infortunio alla caviglia) proverà a togliere minuti al neo-arrivato Maguire. A centrocampo, appunto, le risposte principali arriveranno dal mercato: al momento Mahrez ha un posto privilegiato sulla fascia destra, con Albrighton come opposto. Il ventunenne Gray continuerà verosimilmente la sua crescita sfruttando tutta la sua rapidità a partita in corso. In mezzo, invece, le gerarchie non sono ancora ben definite: la coppia Iborra-Drinkwater sembra la meglio assortita, ma attenzione alla concorrenza di Amartey e Mendy, chiamati a riscattare una stagione tutt’altro che positiva, ma soprattuto del ventenne Ndidi, che lo scorso anno ha invece mostrato ottime cose. Esubero per quanto riguarda il ruolo di attaccante: qualora giocasse a due punte, difficilmente Shakespeare potrebbe rinunciare ad Iheanacho e Vardy, per cui i vari Slimani, Musa, Okazaki ed Ulloa dovranno lottare per guadagnarsi minuti importanti. Sempre ammesso e non concesso che uno dei quattro non saluti il King Power Stadium. Le richieste non mancano.

Se lo scorso anno tutti gli occhi erano posti sulla coppia Vardy-Mahrez, dopo la scorsa stagione l’attenzione sui fautori dell’impresa è un po’ scemata. Qualora dovesse rimanere, l’algerino rimane la mente principale della manovra offensiva, ma tanto ci si aspetta soprattutto dai nuovi innesti: Ihenacho è chiamato ad imporsi alla prima vera esperienza da titolare in Premier, mentre Iborra a mettersi alla prova in un campionato del tutto nuovo. Mentre si attende l’esplosione dei già citati Chilwell, Ndidi e Gray, questi saranno i pezzi da novanta chiamati a trascinare le Foxes dal punto di vista tecnico, tattico ma soprattutto psicologico.

Vicente Iborra. | Fonte: twitter.com/FootballBattles
Vicente Iborra. | Fonte: twitter.com/FootballBattles

Insomma, sintetizzando, il Leicester sembrerebbe la classica squadra che non ha da chiedere niente a questa stagione se non una tranquilla salvezza. In realtà, visto il livello della rosa rispetto al resto del campionato, sembrerebbe difficile immaginare le volpi impelagate nella lotta per non retrocedere, ma lo sarebbe altrettanto pensarle aggrappate al trenino europeo. Molto dipenderà dai frutti dell’audace mercato e dalla capacità di Shakespeare di motivare chi veste la casacca da più anni, ma se c’è una cosa certa è che da queste parti oramai i miracoli sono quasi abitudine.