Premier League - Beffa Tottenham, Wood regala il pari al Burnley al 92' (1-1)

Il Tottenham domina in lungo e in largo, ma non chiude la partita. Sul finale è crollo fisico per la truppa di Pochettino, che incassa il pari sullo scadere. Fischi a Wembley.

Premier League - Beffa Tottenham, Wood regala il pari al Burnley al 92' (1-1)
TOTTENHAM
1 1
BURNLEY
TOTTENHAM: Lloris, Trippier, Alderweireld, Vertonghen, Davies, Dier, Dembélé (93' Sanchez), Eriksen (88' Winks), Son (71' Sissoko), Alli, Kane
BURNLEY: Heaton, Lowton, Tarkowski, Mee, Ward, Gudmundsson (57' Wood), Cork, Arfield, Defour (81' Westwood), Brady, Vokes (57' Barnes)
SCORE: 1-0, min 48' Alli 1-1, min 92' Wood
ARBITRO: Lee Mason
NOTE: Terza giornata di Premier League Stadio Wembley, Londra

Incredibile epilogo della sfida tra il Tottenham e Burnley: i Clarets subiscono per quasi tutta la partita, dopo un approccio positivo nei primi minuti, ma fino all’85’ sono in balia della truppa di Pochettino, per poi trovare il pari in piena Zona Cesarini. Con il calo fisico di Trippier e un Heaton in versione saracinesca, i ragazzi di Dyche ritrovano fiducia e gelano un incredulo Wembley con il pari al 92’, su firma di Chris Wood, che risponde al vantaggio di Dele Alli in apertura del primo tempo. Con questo pari, entrambe le squadre restano appaiate a quota quattro punti, in particolare gli ospiti sembrano aver risposto bene ad un calendario decisamente proibitivo nelle prime uscite stagionali, battendo il Chelsea e ottenendo un prezioso punto contro un Tottenham forse troppo superficiale.

Dopo la bruciante sconfitta casalinga contro il Chelsea, il Tottenham scende nuovamente sul prato del Wembley, ormai quasi un tabù per la truppa di Pochettino, per affrontare il Burnley, con l’obiettivo di ritrovare i tre punti nel gigantesco impianto londinese. Pochettino sacrifica Wanyama nel 4-2-3-1, con Dier a centrocampo, assieme a Dembelè, mentre Son soppianta il nativo di Nairobi con una maglia da titolare sulla trequarti a tre, con Eriksen e Alli, alle spalle dell’imprescindibile Harry Kane. Con Rose ancora ai box, Davies presidia l’out mancino, mentre Trippier gioca sul versante opposto, completando la retroguardia con il duo belga Vertonghen-Alderweireld, blindando l’area di Lloris. I Clarets si chiudono con un 4-4-1-1, lasciando il peso dell’attacco a Vokes, con Arfield, libero di agire alle spalle del numero nove bordeaux. Cork e Defour in cabina di regia nel cuore della mediana, affiancati dalle mezz’ali Gudmundsson e Brady. Tarkowski e Mee guidano la difesa, mentre Lowton e Ward presidiano le fasce, davanti a Heaton tra i pali.

I padroni di casa partono subito con un’offensiva, innescati da Son ed Eriksen, ma con risultati da rivedere, mentre il Burnley si rifiuta di prendere la parte dello sparring partner, sporcando i guanti di Lloris al settimo minuto, con un bolide di Brady, deviato in angolo da Lloris. Nell’azione successiva Tarkowski fa rabbrividire Wembley con un pericoloso colpo di testa sugli sviluppi di un corner. Dopo la sfuriata dei Clarets, il Tottenham prende le misure e costruisce pazientemente gli assalti alla ricerca del gol: ci provano Son e Kane, mentre Dier manda alle stelle di testa un buon lancio di Eriksen al 21’. Passa il tempo, gli Spurs provano a crearsi diverse opportunità di tiro, sia da fuori area, che sullo stretto con Son e Kane decisamente mobili, ma la retroguardia avversaria è compatta in area e trovare lo specchio della porta è alquanto complicato.

Sul finale del primo tempo, i padroni di casa recriminano per un mani non ravvisato dal giudice di gara al limite dell’area, che avrebbe potuto permettere agli Hotspur di cercare il vantaggio su una punizione decisamente sulle corde di Eriksen. I primi quarantacinque minuti terminano a reti bianche, con i padroni di casa in difficoltà nel cercare i varchi decisivi per l’affondo.

Si ritorna sul prato del Wembley, con un Tottenham decisamente più intenso rispetto alla prima frazione: le premesse sono buone e al 48’ Alli sblocca la gara con un tocco in mischia nell’area piccola, con i presenti al Wembley a lasciarsi andare in un sospiro di sollievo. Scrollata di dosso la pressione, i padroni di casa provano a chiudere il match alla ricerca del raddoppio, ma con relativa tranquillità: al 63’ Kane scatta sull’out destro, puntando l’area ma l’ultimo tocco è beffardo e la sfera si infila tra le mani di Heaton, mentre gli avversari costringono Lloris agli straordinari con una gran parata su un altrettanto gran tiro di Brady al 72’. Dopo il pericolo di Brady, gli Hotspur replicano con due ghiotte occasioni da rete: Kane scarica un destro rasoterra in area, ma deve fare i conti con un reattivo Heaton, che si supera un minuto dopo con un bolide di Eriksen da distanza ravvicinata.

Al 76’ è di nuovo miracolo per il portiere dei Clarets, che non si fa ipnotizzare da Kane a tu per tu in solitaria, deviando la sfera di petto. Sei minuti dopo, i londinesi rischiano la beffa, con un inserimento perfetto di Wood, che brucia in accelerazione la retroguardia e si fa frenare da un impavido Lloris, che blocca la sfera in scivolata fuori dall’area, evitando il peggio. Al novantaduesimo minuto, la beffa è servita: il Tottenham si rilassa troppo e concede il pari con Chris Wood bravo nell’infierire su uno sfinito Trippier e ad appoggiare comodamente davanti a Lloris, chiudendo la partita sull’uno pari. Gli Spurs non sfatano il tabù Wembley e tornano negli spogliatoi sotto i fischi del proprio pubblico.