L'Inter nella tana del Celtic, l'esame europeo parla scozzese

Nell'andata dei sedicesimi di Europa League, nerazzurri opposti al Celtic. Il club scozzese, lontano dai fasti del passato, rievoca ricordi importanti ed è in grado di esaltarsi tra le mura di casa. Massima attenzione quindi per un'Inter in cerca di conferme anche oltre i confini della massima Serie. Mancini per l'impegno infrasettimanale rilancia Kovacic in mediana.

L'Inter nella tana del Celtic, l'esame europeo parla scozzese
Celtic - Inter, scocca l'ora di Kovacic

L'aggressione emotiva che la squadra di Mancini riceverà al Celtic Park in Serie A probabilmente è in grado di replicarla solamente uno Juventus Stadium pronto alla guerra. E' per questo che domani all'Inter servirà carattere per entrare nella tana del Celtic ed uscirne con le ossa tutte intere in vista del ritorno da giocarsi a San Siro. 

Non sarà facile come il tifoso medio interista può aspettarsi, no. Il Celtic è una signora squadra con al seguito un manipolo di tifosi caldissimi, pronti a rendere impossibile la vita dell'Inter nell'andata dei sedicesimi di finale di Europa League. Un'Europa League diventata forse obiettivo principale della stagione dei nerazzurri dopo la discesa a metà classifica in Serie A. Se è diventato praticamente impossibile accedere alla prossima Champions League attraverso un terzo posto che per ora ha connotati improbi da raggiungere la scalata verso la vittoria dell'Europa League pare alla scoietà ed ai giocatori nerazzurri un percorso alternativo tutt'altro che impraticabile. Comincia quindi oggi la scalata dell'Inter verso la prossima Champions League.

La squadra di Mancini è in forma e viene da due vittorie consecutive in Serie A. Due vittorie convincenti ottenute con personalità e rigore che hanno rilanciato l'autostima dei nerazzurri e che fanno ben sperare per la seconda di tre trasferta fra Campionato ed appunto Europa League. In formissima lo è anche il Celtic che in gare ufficiali vince da ben 8 gare e non perde da 9 (l'ultima sconfitta il 21 Dicembre contro il Dundee) e che ha preso il primo gol dopo 792 minuti di imbattibilità domenica scorsa al 72°. Solita corazzata scozzese che dalla caduta dell'impero dei Rangers si è ulteriormmente ingigantita.

Nella Scottish Premier League è ovviamente al primo posto con 18 vittorie in 24 gare. +3 sulla seconda Aberdeen che però ha giocato una partita in più. Miglior attacco (48 gol) e miglior difesa (13 reti incassate). Nell'FA Cup scozzese sono ai quarti di finale dopo aver battuto Hearts (4-0) e Dundee FC (2-0) ed affronteranno il Dundee UTD, per altro stessa avversaria che incroceranno nella finale dell'altra Coppa Nazionale (finale giunta dopo aver eliminato Hearts, Patrick e Rangers nell'ultimo Old Firm giocato). I verdi di Glasgow a Gennaio hanno fatto un po' la parte del Bayern Monaco togliendo alla concorrenza i giocatori migliori. Sono stati infatti acquistati e poi inseriti in lista UEFA Mackay-Steven (5 gol in SPL fino ad allora, ala sinistra) e Stuart Armstrong (6 gol fino ad allora, centrocampista centrale) dal Dundee UTD per un totale di 2 milioni di sterline. Ed entrambi sono andati in rete al debutto.

Insieme ai due scozzesi, in lista UEFA, è entrato anche John Guidetti, epitome del centravanti, arrivato troppo tardi in estate in prestito dal Manchester City per essere inserito in lista anche per la prima fase dell'Europa League. Sono invece stati tolti dalla lista Berget (centravanti, ora al Malmoe), Twrdzik (ora al Bolton), Kayal (ora al Brighton) e tre giovani passati in prestito. 

E' proprio Guidetti il capocannoniere stagionale del Celtic con 11 reti all'attivo. Tre in più del suo rivale per una maglia Stokes, che ha giocato anche 800 minuti all'incirca in più. Guidetti è un ragazzone cui crescita è stata bloccata da un virus nervoso e che era stato fatto debuttare nel City dallo stesso Mancini. Vedremo se domani toccherà a lui fare a sportellate con i due centrali dell'Inter oppure toccherà a Stokes. E se fra i due litiganti a godere fosse il terzo? Il terzo è Leigh Griffiths, 8 gol stagionali in 1170 minuti. Strani i centravanti del Celtic: meno li metti in campo, più segnano. Fatto sta che il 24enne scozzese è in buon momento di forma ed è partito titolare nelle ultime 5 partite del Celtic, partite nelle quali ha fra l'altro fatto coppia sia con Guidetti (1 volta) che con lo stesso Stokes (2 volte). Non fatevi ingannare però, il Celtic non gioca con due punte.

La squadra di Deila ha come modulo base il 4-2-3-1 con i soliti punti fermi ed i soliti giocatori a rotazione. Della prima categoria fanno parte il portiere Gordon (titolare dopo la partenza di Forster al Southampton), la linea difensiva nella sua interezza (Matthews, ormai quasi un veterano; Van Dijk, centrale olandese con reputazione in ascesa, statuario e cattivo; Denayer, buon prospetto, atletico, in prestito dal City, 19 anni; Izaguirre, stantuffo di sinistra che ha raggiunto già le 40 presenze stagionali); parte del centrocampo (Johansen, archietto norvegese, e Scott Brown, infaticabile capitano) e Commons (trequartista ma anche ala sinistra). Per il resto Deila ruota tutti, tante le variabili. Ultimamente Deila ha più volte avanzato Johansen nel ruolo di 10 per inserire a centrocampo Biton e completare poi tutto con due fra Stokes (punta ma anche ala sinistra), Griffiths, Guidetti e Forrest (esterno destro), McGregor (trequartista, dallo spostamento di Johansen sulla linea dei treuqartisti ha perso posti nelle gerarchie). Occhio però a Wakaso, ghanese atletico che potrebbe essere rilanciato dopo una buona Coppa d'Africa: d'altronde in Europa League ha fatto ben 5 delle 12 presenze totali con il Celtic quest'anno.

Domenica, quando il Celtic ha battuto il St.Johnstone, Deila ha mandato in campo i due nuovi acquisti Mackay-Steven e Stuart Armstrong. Difficile interpretare la cosa: fare riposare i titolari oppure sondare l'ipotesi con i due nuovi ragazzi titolari in vista dell'Inter? Probabilmente la seconda, visto che il titolarissimo della fascia sinistra, Kris Commons, si è appena infortunato e difficilmente sarà della gara. Gli altri infortunati sono Lustig e Mulgrew, i ricambi dei terzini Proviamo quindi a fare ordine.

Un po' più di chiarezza in casa Inter dove Mancini ha convocato 20 giocatori. Mancano Andreolli, D'Ambrosio, Jonathan e Nagatomo per infortunio mentre non sono stati inseriti in lista Brozovic e Podolski. Opzioni contate per il Mancio che ha ampia scelta praticamente solo a centrocampo dove Obi, Hernanes e Kuzmanovic si giocano la maglia per sostituire il titolarisismo Brozovic come mezzala sinistra (chissà però che i tre non giochino tutti e tre titolari per dare riposo anche a Medel e Guarin) e Kovacic cerca rampe di lancio (possibile che sfili la maglia di 10 a Shaqiri). Davanti il recuperato Icardi sarà titolare al fianco di uno fra Palacio (poche chance, tuttavia. Difficile El Trenza parta per due partite di fila titolare), Puscas e Shaqiri. Da non sottovalutare il passaggio al 4-3-3 con Icardi centravanti più Dodò ed Obi larghi (nel caso Kovacic potrebbe trovare una maglia come mezzala), anche per tenere a bada gli esterni degli scozzesi. In difesa un solo avvicendamento ipotizzabile: Vidic al posto di Ranocchia, visti anche gli acciacchi dell'italiano, che ultimamente sta stringendo pià volte i denti.

Le due possibili varianti nerazzurre:

Nella fase a gironi il Celtic è giunto secondo nel gruppo D con in saccoccia 8 punti. Davanti a loro il quasi imbattibile Red Bull Salisburgo, che ha accumulato ben 16 punti in 6 gare (5 vittorie e 1 pari. A fermarlo sul 2-2 proprio il Celtic). La squadra di Deila aveva cominciato più che bene chiudendo il girone d'andata del gurppo D a pari punti in vetta con il Red Bull. Poi il suicidio: 1-1 in cas dell'Astra, sconfitta al Celtic Park contro il Red Bull per 1-3. Fortuna che contemporanemanete l'Astra qualificava indirettamente gli scozzesi battendo la Dinamo Zagabria rendendo inutile lo scontro fra croati e Celtic da giocarsi nel caldissimo Maksimir e terminato poi 4-3 per la Dinamo (con gol, fra  gli altri, di Brozovic). Prima di entrare in Europa League il Celtic aveva però intrapreso la scalata alla Champions. I biancoverdi sono partiti dal secondo turno preliminare eliminando Reykjavik (5-0 complessivo, due gol di Van Dijk, occhio ai colpi di testa dell'olandese), Legia Varsavia (4-1 in Romania e poi 3-0 a tavolino in casa). Giunti ai playoff si sono poi fatti eliminare dal Maribor: 1-1 in Slovenia e Celtic Park violato al ritorno (0-1). L'Inter, che invece ha fatto parte del Gruppo F, ha concluso in testa al girone producendo 3 vittorie e 3 pareggi.

I capocannonieri in Europa League delle due squadre sono Stefan Johansen (3 gol) e Danilo D'Ambrosio (2). I milgiori in generale sono Guidetti (11, seguito dallo stesso Johansen e da Stokes, Griffiths e Commons a 8) ed Icardi (18, con Kovacic ed Osvaldo a 7 dietro). I giocatori più in forma sono invece Griffiths e Johansen da una parte (3 gol a testa nelle ultime 4) e Icardi, Shaqiri Guarin dall'altra (tre gol, un gol e due assist e tre gol ed un assist rispettivamente).

Sono tre i precedenti fra le due compagini, tutti in Coppa dei Campioni. Il primo precedente risale alla finale del 1967 quando l'Inter di Helenio Herrera venne sconfitta dagli scozzesi per 1-2. Poi semifinali nel 1972 con Inter vincente solo grazie ai rigori: 0-0 in Scozia ed a San Siro. Dal dischetto l'Inter trionfò 5-4.