Europa League: il Sassuolo in Serbia per confermarsi

Contro la Stella Rossa, e in uno stadio tutt'altro che amichevole, i ragazzi di Di Francesco dovranno dimostrare quanto di buono fatto in questo loro esordio di stagione. La qualificazione, dato il 3-0 dell'andata, non sembra essere in bilico, ma guai a sottovalutare l'avversario.

Europa League: il Sassuolo in Serbia per confermarsi
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Al di là della facile retorica che circonda l'ambiente al momento delle dichiarazioni ufficiali pre-gara, appare davvero improbabile che il Sassuolo dica prematuramente addio all'Europa League, perdendo in casa della Stella Rossa con più di tre reti di scarto. Nonostante un inevitabile calo mentale, infatti, i neroverdi appaiono favoriti rispetto ai momentanei avversari sia per l'andata che per il loro più importante tasso tecnico, differenza perfettamente evidenziata nel secco 3-0 che ha permesso ai ragazzi di Di Francesco di opzionare lo storico passaggio alla fase a gironi.

Tatticamente parlando, nella gara di andata i neroverdi hanno riproposto un calcio verticale soprattutto sulle fasce, dove Berardi e Politano hanno praticamente fatto il bello ed il cattivo tempo. La disposizione tattica serba poi, uno spregiudicato quanto troppo pretenzioso 3-4-3, non ha fatto altro che favorire il gioco offensivo italiano e a costringere agli straordinari la linea difensiva composta da Phibel, Cvetkovic e Ristic. Questa sera sarà sicuramente un'altra storia: sostenuta dalla bolgia del Rajko Mitic, infatti, la Stella Rossa si giocherà il tutto per tutto, aggredendo subito l'avversario e cercando un'attenzione difensiva tanto mancata una settimana fa.

Il Sassuolo non dovrà dunque subire l'impatto emotivo generato dalla calda tifoseria avversaria, giocando come provato in settimana e senza intestardirsi nel cercare ossessivamente di proteggere il risultato piuttosto che tentare le consuete offensive in contropiede. Novanta minuti di maturità e preziosissimi ai fini di incentivare quel percorso evolutivo iniziato ormai da anni. Uscire senza le ossa rotte da una gara del genere, magari giocando anche meglio dei serbi, dimostrerebbe la bontà di un progetto vincente e di una perfetta sintonia tra società ed allenatore, rispettivamente abili a non cedere i propri gioielli e a lanciare interessanti prospetti fin dai primi minuti.