Europa League - Feyenoord, basta Jorgensen: steso lo Zorya per 1-0

La squadra di van Bronckhorst conferma di essere imbattibile tra le mura amiche. Battuto un buon Zorya.

Europa League - Feyenoord, basta Jorgensen: steso lo Zorya per 1-0
Jorgensen, autore del gol decisivo
Feyenoord
1 0
Zorya
Feyenoord: (4-3-3) Jones; Kongolo, Botteghin, van der Heijden, Karsdorp; Tapia, Vilhena, El Ahmadi; Basacikoglu,Jorgensen (Kramer 81'), Toornstra
Zorya: (4-4-1-1) Shevchenko; Sobol, Forster, Sivakov,Kamenyuka; Petryak (Paulinho 58') , Gordienko (Kharatin 66'), Grechyshkin, Karavaev; Lipartia; Kulach (Ljubenovic, 46')
SCORE: 1-0, Jorgensen (F) 54'
ARBITRO: Treimanis A. (Lat) Ammoniti: Lipartia 73' (Z) Kamenyuka 86' (Z)
NOTE: Stadio: De Kuip (Rotterdam)

Importante vittoria in chiave qualificazione per il Feyenoord, reduce da nove vittorie consecutive in campionato, ma anche dalla sconfitta contro il Fenerbahce nel turno precedente dopo la grande vittoria all'esordio contro il Manchester United di Josè Mourinho. Gli olandesi raggiungono a questo punto lo stesso United in vetta alla classifica a quota sei punti, due in più del Fenerbahce e cinque in più di uno Zorya che, come nella partita precedente disputata ad Old Trafford, dimostra ancora una volta di non essere una semplice vittima sacrificale in un girone molto equilibrato e combattuto.

In avvio di gara sono i padroni di casa a partire forte, che spinti dal loro pubblico chiudono lo Zorya nella sua metà campo. La prima occasione del match arriva da calcio d'angolo, al quinto minuto. Sul cross di Toornstra dalla sinistra è Jorgensen a trovare una bella girata al volo di sinistro sulla quale è però attento Shevchenko. Dopo lo spavento iniziale la squadra ucraina prende però campo ed inizia ad insidiare più volte l'area avversaria. I pericoli maggiori nella prima frazione arrivano tutti da calcio d'angolo, anche per lo Zorya. Al diciottesimo mischione in area di rigore del Feyenoord, con Kulach e Forster che vanno al tiro da ottima posizione trovando però l'opposizione dei difensori avversari. Nei minuti successivi gli ucraini si fanno pericolosi ancora da calcio piazzato, con una punizione velenosa in area di rigore al ventottesimo calciata da Lipartia.

Il primo tempo si conclude però senza grossi sussulti e senza grandi occasioni da rete, fatta eccezione per la bella girata di Jorgensen in avvio di partita. Buona la partita dello Zorya, con squadra molto corta e compatta, pronta a ripartire alla prima occasione utile. Leggermente sottotono rispetto alle recenti uscite in campionato la squadra di casa. I ragazzi di van Bronckhorst più volte si sono dilungati in uno sterile possesso palla e la supremazia territoriale conseguente non ha prodotto alcune occasione da rete degna di rilievo.

Nel secondo tempo i padroni di casa cercano di partire quindi con un altro piglio, ma lo Zorya si dimostra ancora una volta coriaceo. La partita può essere sbloccata solo da un episodio, e difatti è proprio quello che avviene: al decimo minuto del secondo tempo, in una comoda fase di disimpegno Sivakov commette un errore madornale in uscita, facendosi soffiare il pallone da Tapia che prontamente serve l'accorrente Basacikoglu sulla fascia sinistra dell'attacco. Rapido sguardo al centro a palla a Jorgensen che, con la porta spalancata, trafigge l'incolpevole Shevchenko che non riesce nella deviazione miracolosa. Continua l'ottimo momento di forma dell'attaccante ex- Copenhagen, vero trascinatore della squadra di Rotterdam e punto focale di quasi tutte le azioni offensive dei biancorossi. La reazione dello Zorya è solo nelle intenzioni, con pochissime palle gol prodotte. La partita scivola quindi via senza particolari sussulti sino al triplice fischio finale (eccezion fatta per una punizione alla mezz'ora da ottima posizione, calciata però malamente sulla barriera da Lipartia), con il Feyenoord in controllo abbastanza agevole e lo Zorya volenteroso ma con troppa poca qualità per poter graffiare.

Tra quindici giorni il match di ritorno a campi invertiti, con la squadra ucraina chiamata obbligatoriamente a vincere per poter ravvivare le speranze di qualificazione.