Verso Ajax-Manchester United: quali saranno le chiavi tattiche per il successo?

Ajax e Manchester United sono pronte a sfidarsi per portare a casa l'Europa League. Chi riuscirà ad avere la meglio? Quali saranno le chiavi tattiche per tornare a vincere fuori dai confini nazionali?

Verso Ajax-Manchester United: quali saranno le chiavi tattiche per il successo?
Photo by "Calciomercato24"

La finale di Europa League è ormai alle porte. Di fronte ci saranno Ajax e Manchester United, due tean storici del calcio europeo a caccia di riscatto. Scuole di pensiero totalmente diverse: da un lato la gioventù e la consapevolezza di poter scrivere nuovamente un pezzo di storia dopo tanto tempo, dall'altro la voglia di vincere per la prima volta questo trofeo e, di conseguenza, tornare sul tetto d'Europa dopo circa 10 anni. Quali saranno le chiavi di lettura di questa gara? Lo scopriremo attraverso l'analisi tattica, ma come ben sappiamo le finali sono partite impronosticabili.

Il calcio è una materia strana, e non sempre quel che appare scontato accade per davvero. Questa finale sarà, con ogni probabilità, una partita a scacchi anche per via dell'ottima organizzazione difensiva di José Mourinho. Il tecnico portoghese ha impiegato un po' di tempo per indovinare la formula magica, ma alla fine è riuscito ad ottenere dalla sua squadra quella giusta quadratura che gli ha consentito di arrivare fino in fondo. Dovrà vedersela, però, con la pesante assenza dell'ivoriano Bailly, vero e proprio "top player" della retroguardia fermato dalla squalifica. Da tenere d'occhio le scorribande di Valencia. L'ecuadoregno è dotato di un gran passo e di un buonissimo senso della posizione, e potrebbe rivelarsi un tassello tattico molto importante per tamponare il tridente avversario. In avanti c'è tanta qualità, ma occhio alla posizione di Lingard. L'inglese dovrebbe partire esterno sinistro nel 4-3-3, ma in questa stagione si è più volte travestito nei panni di "mina vagante". E' imprevedibile perchè può tranquillamente svariare su tutta la trequarti. Quale sarà, dunque, la chiave tattica? Sicuramente l'organizzazione difensiva (nonostante l'assenza di Bailly) e la qualità del quartetto offensivo, perfettamente orchestrato e coperto da un veterano del calibro di Carrick o dal talento e dalla classe di Herrera.

Passiamo ai "ragazzini" dell'Ajax, tornati finalmente a volteggiare nei palcoscenici internazionali. Gioventù, qualità e spensieratezza: queste saranno le armi che userà il tecnico dei miracoli Bosz, autentico maestro a portare una squadra giovanissima (età media 22,7) a disputare una finale europea. Qui, a differenza dello United, la corrente calcistica è totalmente diversa. Il pacchetto difensivo gode di tanti giovani qualitativi, ma che spesso e volentieri concedono troppo agli avversari. Diciamo che non siamo di fronte a una difesa così organizzata. Il cervello, o meglio, il tuttofare del centrocampo è sempre Klaassen. Propositivo nella fase offensiva, piedi raffinatissimi ed eleganza estrema. Una visione di gioco eccellente e un feeling con il goal piuttosto positivo visti i suoi ottimi tempi di inserimento. Nel tridente d'attacco l'occhio cadrà inevitabilmente sul gioiellino Dolberg, ma ad azionare il motorino offensivo ci pensano Younes e Traore, con quest'ultimo spesso e volentieri poco gettonato dai media. E' molto bravo tecnicamente e da una grande mano in entrambe le fasi perdendo, inevitabilmente, qualcosa sotto l'aspetto della realizzazione.

L'Ajax dovrà giocarsela con le sue armi, e se lo farà potrà seriamente mettere in difficoltà gli avversari. La partita si giocherà sulle corsie esterne come vuole la tradizione olandese, ma le chiavi tattiche potrebbero essere due. Occhio alla posizione del marocchino Ziyech, mezz'alta sinistra dotata di una grande tecnica. Partirà sulla linea dei centrocampisti, ma sicuramente avanzerà sulla trequarti. Il 4-3-3 è il modulo cartaceo, ma sul campo si può trasformare anche in un 4-1-4-1. Punti deboli? Manca qualcosa sotto l'aspetto difensivo, ma per il resto è una squadra che può tranquillamente portare a casa il trofeo.