Ajax, Sneijder: "De Boer l'artefice di tutto ciò. Klaassen? Un simbolo"

Un grande ex Lanciere ai microfoni della Stampa. Si tratta di Wesley Sneijder, grande trequartista olandese cresciuto nelle giovanile dell'Ajax. Per lui è De Boer l'autore di questa storia, e spicca anche qualche complimento per il giovane Kluivert.

Ajax, Sneijder: "De Boer l'artefice di tutto ciò. Klaassen? Un simbolo"
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Un grande ex dell'Ajax è intervenuto ai microfoni della stampa. Si tratta di Wesley Sneijder, leggenda del club con 126 presenze e 43 goal. Il classe '84 ha toccato diversi punti, tra i quali anche quello riguardante l'ottimo lavoro fatto da De Boer. Spazio, poi, alla fiorente gioventù che da sempre rappresenta il club dell'Amsterdam Arena. Di seguito ecco la sua intervista:

Sneijder elogia il lavoro di Bosz, ma allo stesso tempo ringranzia doverosamente anche l'ex De Boer: "Quando arrivi a una finale di Europa League vuol dire che hai fatto un buon lavoro. In questo Ajax si vede il lavoro di Bosz, ma anche la mano di Frank de Boer che ha vinto tanti campionati prima di lasciare. Frank ha creato e Bosz ha finito il lavoro."

Un pensiero anche su Dolberg e i tanti giovani presenti all'interno della rosa: "Dolberg non è l’unico giocatore di qualità superiore nel club. Mi piace molto, è sempre lì dove deve essere e fa sempre gol. Ma l’Ajax è arrivato in finale come squadra, giocando da squadra. Ha giocatori giovani che però in campo sembrano più maturi della loro età. Speriamo che si apra un nuovo ciclo, ma si sa che quando una squadra arriva in finale con tanti talenti c’è la possibilità che qualcuno vada via. Giocatori nuovi come Frenkie de Jong, Nouri, Justin Kluivert, Van de Beek sono giovanissimi ma hanno già giocato tanto. E ci sono giocatori come il colombiano Sanchez, Dolberg, Onana, Klaassen che potrebbero fare subito bene in un grande club italiano o spagnolo."

L'Ajax è da sempre una fucina di talenti che si finanzia cedendoli a caro prezzo: "Anche il nostro Ajax era una buona squadra, quando eravamo giovani. Ma non è facile creare un ciclo e vincere come si faceva una volta. Se si ha successo si cede subito qualcuno e bisogna aver fortuna con i nuovi che arrivano. Questa volta sono arrivati giocatori buoni al momento giusto. Allora c’eravamo io, Heitinga, Nigel de Jong, Van der Vaart. È quasi uguale adesso."

Il leader dell'Ajax? Klaassen: "In questo senso l’anima dell’Ajax è Klaassen, senza di lui crolla tutto anche da un punto di vista tattico."

C'è un pezzo d'Italia anche nell'Ajax. Si tratta di Michele Santoni, ex collaboratore di De Boer nella breve esperienza interista. Italiano di madre olandese, Santoni ha lavorato cinque anni all’Amsterdam Arena come video analista. È un mix di due culture di calcio e conosce la mentalità dell’Ajax e dei cittadini di Amsterdam, la città dove vive: "Ci sono tanti talenti in squadra, a cominciare da Hakim Ziyech, il creativo preso dal Twente che ha cambiato il modo di giocare di Bosz. Ma dico che il simbolo è Klaassen proprio perchè agli amsterdamer piace identificarsi con i ragazzi cresciuti qui."

L'ultimo tulipano sbocciato dal settore giovanile è Justin Kluivert, figlio d'arte di papà Patrick: "Questo Ajax è spavaldo, gioca un calcio bello e aggressivo e questo all’ArenA piace. È lo stesso motivo per il quale i tifosi stravedono per Justin Kluivert, che non gioca titolare ma ha già un suo peso. Justin è un vero cittadino di Amsterdam, spavaldo e flemmatico. Sa sempre che cosa deve fare con la palla e non ha paura di nulla. Tecnicamente non somiglia per niente al padre: è rapido, veloce, il tipico 7 o 11. Con rispetto parlando, gli ho visto fare cose alla Johan Cruijff, che fanno impazzire il pubblico. Justin è il tipo di giocatore per il quale il cittadino di Amsterdam va allo stadio, perché con lui si diverte."