Europa League - Gavranovic-show, il Rijeka passa a Vienna: Austria battuto per 1-3

Lo svizzero decide il match praticamente già nel primo tempo con una doppietta, nel finale accorcia Friesenbichler ma la chiude Kvrzic. I croati adesso possono sperare nella qualificazione ai sedicesimi.

Europa League - Gavranovic-show, il Rijeka passa a Vienna: Austria battuto per 1-3
Mario Gavranovic, autore di una doppietta nel match di oggi. | NK Rijeka, Twitter.
Austria Vienna
1 3
Rijeka
Austria Vienna: (4-4-2): Pentz; Klein, Westermann, Kadiri Mohammed, Salamon; De Paula (min. 59 Tajouri), Holzhauser, Serbest (min. 78 Prokop), Pires; Friesenbichler, Monschein. All. Fink
Rijeka: (4-2-3-1): Sluga; Vesovic, Elez (min. 70 Puncec), Zuparic, Zuta; Bradaric, Males; Acosty (min. 79 Kvrzic), Misic (min. 77 Pavicic), Gorgon; Gavranovic. All. Kek
SCORE: 0-1, min. 21, Gavranovic. 0-2, min. 31, Gavranovic. 1-2, min. 90, Friesenbichler. 1-3, min. 90 + 3, Kvrzic.
ARBITRO: Sandro Scharer (SUI). Ammoniti: Monschein (min. 23), Gavranovic (min. 51), Salamon (min. 61), Elez (min. 62), Klein (min. 72), Sluga (min. 90 + 1).
NOTE: Terza giornata della fase a gironi dell'Europa League 2017-2018: in campo all'Ernst Happel Stadion c'è l'Austria Vienna, che ospita il Rijeka. La sfida è iniziata alle ore 21:05.

Nello stesso girone del Milan, fermato contemporaneamente 0-0 in casa dall'AEK di Atene, c'era oggi in programma la sfida fra Austria Vienna e Rijeka, le due potenziali outsider del gruppo che fra questo matchday ed il prossimo si giocheranno sei punti potenzialmente pesantissimi. Ebbene i croati, oggi in trasferta, hanno fatto un grosso passo in avanti in classifica ottenendo oggi la vittoria, tutto sommato meritandola in un match comunque approcciato molto bene e chiuso 0-2 già nel primo tempo nel segno del centravanti Gavranovic. Sveglia ritardataria per gli austriaci, che hanno accorciato al 90esimo per poi subire il definitivo 1-3 nel recupero. Vincendo anche la prossima gara, adesso i croati possono sperare nella qualificazione. Di seguito il racconto del match.

Thorsten Fink opta per un 4-4-2 all'inizio del match. Il portiere Pentz è difeso da Klein e Salamon sulle fasce, con la coppia Westermann-Kadiri Mohammed al centro. De Paulo, Holzhauser, Serbest e Pires compongono la linea mediana, mentre in attacco Friesenbichler fa coppia con Monschein. La risposta di Matjaz Kek si muove seguendo un 4-2-3-1: fra i pali c'è Sluga. Vesovic, Elez, Zuparic e Zuta completano il pacchetto arretrato. Bradaric e Males occupano la mediana, in attacco Acosty, Misic e Gorgon supportano l'unica punta, Gavranovic.

L'avvio di gara risulta piuttosto intenso, con entrambe le squadre che non hanno intenzione di sbottonarsi più di tanto ma al contempo sembrano piuttosto determinate nello svolgere i propri piani tattici. Serve un episodio che sposti gli equilibri, che arriva soltanto al 21esimo: Acosty punta un avversario al limite destro dell'area e trova Bradaric all'altezza del dischetto del rigore. Il croato rimane freddo e serve subito l'attaccante Mario Gavranovic che, dal centro-sinistra e praticamente senza marcatura, calcia alto a giro dove Pentz, nonostante una deviazione con la mano alla traiettoria del pallone, non può nulla. E' allora 0-1, ma gli ospitanti, spinti anche dal pubblico, non sembrano arrendersi e anzi, con un cross dalla destra sfiorano il pari immediato: il destinatario dell'assist è Monschein, che calcia centrale ed in sforbiciata da posizione piuttosto favorevole, trovando l'opposizione di Sluga in corner.

Gli austriaci provano allora a sbilanciarsi, dopo lo svantaggio, per cercare di rimontare il prima possibile. Ma, in questi casi, bisogna stare attenti a non eccedere nell'altro senso: è ciò che tristemente invece avviene proprio ai padroni di casa, che poco dopo la mezz'ora subiscono addirittura lo 0-2. Un'azione personale di Acosty sulla destra vede l'ex Crotone accentrarsi e preparare una conclusione, prima che Gavranovic non intervenga di nuovo poco più avanti della lunetta, sorprendendo sia il compagno sia - soprattutto - il portiere avversario con un piattone semplice, rasoterra ed efficace, che trapassa Pentz alla sua sinistra per questione di centimetri. E' 0-2, doppietta personale per il centravanti svizzero, e questo risultato rimarrà lo stesso fino all'intervallo.

In generale, nemmeno il secondo tempo riserva grandi emozioni. La gara viene gestita con esperienza e solidità dai campioni locali slavi, che non concedono grosse occasioni, salvo avere dei momenti di forte deconcentrazione. E' il caso di quando, al limite, viene lasciato tanto spazio al neo-entrato Ismael Tajouri ai 20 metri: un proiettile di destro del giocatore di casa si schianta sul palo alla sinistra di Sluga con grande sfortuna al 73esimo. Dopo questo brivido, comunque, i ragazzi di Kek si ripropongono offensivamente e con Krvzic quasi calano il tris. Al 90esimo arriva lo squillo concreto degli uomini di Fink, che con una palla inattiva dalla fascia mancina pescano la testa di Kevin Friesenbichler sul primo palo: male nell'occasione Sluga, che non riesce a controllare la sfera. Il forcing finale porta i transalpini a spingersi molto in avanti e offrono grossi spazi in contropiede, quelli sfruttati da Pavicic per entrare in area ed eseguire un cross teso sul secondo palo, dove Zoran Krvzic stavolta di testa incrocia la traiettoria e chiude i conti per il definitivo 1-3.