Lazio, sei con un piede fuori
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Lazio, sei con un piede fuori

La Lazio si complica la vita in casa contro la Dinamo: un 2-2 sanguinoso che mette a repentaglio la qualificazione.

LeviAckerman19
Marco Palleschi Terzoli

Voleva chiudere la qualificazione già all'andata, Simone Inzaghi, e invece la sua squadra si è esibita nel più doloroso degli harakiri. Il 2-2 dello Stadio Olimpico è un risultato che sorride agli ucraini, dato che obbliga la Società Sportiva Lazio a vincere allo Stadio Dynamo Lobanovs'kyj. Un'impresa che ancora non è riuscita a nessuno degli avversari incontrati dalla squadra ucraina in questa stagione. 

LAZIO, FAI COME LA JUVE!

Una situazione, quella dei capitolini, che ricorda quella della Juventus, alla vigilia del ritorno contro il Tottenham. La sfida d'andata (all'Allianz Stadium) finì 2-2, e la squadra di Massimiliano Allegri si trovò costretta a vincere a Wembley (dove gli spurs non perdevano da quattro mesi) per passare il turno. Londra come Kiev, lo stadio di Wembley come il Dynamo Lobanovs'kyj: la Lazio dovrà fare come la Juve. Vincere, oppure sperare in un pareggio con un quantitativo di goal in trasferta pari a tre o superiore. Un'impresa difficile, dato che quest'anno il Futbol'nyj Klub Dynamo Kyïv non ha mai perso in casa, ma non impossibile. Certo, restano i rimpianti per quella che poteva essere una qualificazione agevole e invece si sta trasformando in un everest difficilmente scalabile a mani nude. 

INZAGHI SUL BANCO DEGLI IMPUTATI

L'undici scelto da Inzaghi per questa partita lasciava presagire chiaramente le intenzioni del tecnico: vincere e chiudere la qualificazione (nei limiti del possibile) già all'andata. Invece, le scelte del piacentino si sono rivelate completamente errate. Discutibile la scelta di non risparmiare gli uomini più provati da questo estenuante tour de force, così come quella di lasciare in panchina Luis Alberto per far giocare un irritante Sergej Milinkovic-Savic. Un giocatore (il serbo, ndr) che ha sempre mostrato supponenza e lassismo contro avversari di bassa caratura. La prova del serbo è stata impalpabile e, nonostante questo, Inzaghi lo ha tenuto in campo per novanta minuti. Sorte opposta è toccata al giocatore iberico, tenuto in panchina per tutta la durata del match. Nonostante fosse palese che la Lazio avesse bisogno di uno come lui in mezzo al campo. Il fantasista spagnolo è imprescindibile in questa squadra, essendo l'unico giocatore dotato d'inventiva fra i centrocampisti, nonchè l'unico capace di velocizzare e rendere imprevedibile la manovra. 

UN IRRITANTE LEIT MOTIV 

Vedi Lazio. Vedi Stadio Olimpico. Vedi "squadra di basso livello che verrà a Roma per difendersi". Vedi "partita abulica da parte della Lazio". Oramai è una costante. Sta diventando noioso ripeterlo ad ogni articolo, ma il canovaccio tattico dei capitolini è diventato troppo prevedibile. La squadra di Inzaghi ha sbattuto nuovamente contro il muro eretto dagli ospiti, regalando un primo tempo inverecondo. Inoltre, come se la sterilità offensiva e l'incapacità di creare gioco non fossero ampiamente sufficienti, ha anche permesso all'avversario di passare in vantaggio nel secondo tempo. Un rientro dagli spogliatoi tardivo, come lo testimonia l'ennesimo goal subito dalla Lazio fra il 45esimo e il 60esimo. Un altro regalo della retroguardia bianco celeste agli avversari, che oramai fa notizia quando non sbaglia, con un errore di collettivo imbarazzante a certi livelli. Stefan De Vrij Stefan Radu decidono, inspiegabilmente, di non marcare Viktor Cyhankov. L'unico che prova ad adempiere al lavoro per cui è pagato è Fortuna Wallace; che però sbaglia totalmente l'intervento (chissà perchè non mi stupisco) e permette al giovane ucraino di presentarsi solo davanti a Thomas Strakosha. Va riconosciuto, ad onor del vero, che la compagine romana è stata anche sfortunata. Vedesi eurogoal di Junior Moraes e il palo (a tempo praticamente scaduto) colpito da Ciro Immobile. Tuttavia, il fato avverso non può essere sempre una giustificazione. Inzaghi è andato nel pallone da diverso tempo, la difesa concede sempre almeno un goal agli avversari e la tenuta mentale della squadra è labile. Una squadra senza mordente, che incappa pervicacemente negli stessi errori e che rende complicate partite abbordabili. Ora, per passare il turno, e non fallire il secondo obiettivo stagionale, servirà una mezza impresa. Un'impresa alla portata della Lazio. Anche questa volta essi riusciranno nell'impresa di rendere impossibile il possibile? 

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