Juve: un pareggio che sa di sconfitta
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Juve: un pareggio che sa di sconfitta

Una grandissima Spal ferma sullo zero a zero la corazzata bianconera, facendo un favore al Napoli.

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Lorenzo Pietroletti

Si parlava della Spal come una formalità per la Juventus. E sulla carta appartentemente sembrava essere così ma Semplici ha tirato un brutto scherzo alla formazione di Allegri, rispolverando un sapiente catenaccio all'italiana, capace di imbrigliare l'attacco tutto sudamericano della Juventus. Le asfissianti marcature a uomo dei ferraresi hanno limitato le giocate del cervello bianconero che risponde al nome di Pjanic, sottotono in queste ultime uscite, e bloccato perfettamente Dybala e Douglas Costa. Giocare di gruppo per fermare il singolo, usare l'astuzia dei sistematici falli tattici per evitare le ripartenze. Un punto d'oro per la Spal, una mezza sconfitta per la Juventus che avrebbe potuto allungare (o quantomeno mantenere) la distanza con il Napoli.

Mister Semplici l'ha prepatata alla perfezione usando un modulo che è riuscito a contenere la Juventus dalla mediana in su. Schiattarella ha costretto Pjanic a pochissime giocate per poi ripiegare costantemente su Dybala, raddoppiato sistematicamente. Discorso analogo per Douglas Costa, l'unico che è apparso in palla e che ogni tanto ha dato qualche strappo e qualche assist mai concretizzato a pieno dalla Juventus. Il 3-5-2 della Spal è apparso un modulo perfetto, regalando grinta ed intensità per tutti e novanta i minuti, senza mai mollare un centimetro. Una fase difensiva pressoché inattaccabile contro un attacco visibilmente stanco e forse colto anche di sorpresa.

Dominare il campo, recuperare palla. Questo il mantra della Spal che ha predominato a centrocampo, preferendo una gestione oculata del possesso invece che riversarsi all'attacco con troppa frenesia. Giocare per il pareggio o, per dirla all'inglese, "parking the bus" ma solo nei minuti finali, quelli del confuso ed insperato arrembaggio bianconero. Una Juventus sterile che ha difatto facilitato il compito dei ferraresi biancazzurri. Lenta nella manovra, tatticamente assente, in una partita in cui ci si aspettava la giocata del singolo per sbloccare il risultato. Ma l'imprecisione ed il nervosismo hanno predominato sull'azione bianconera, con un Alex Sandro decisamente in ombra ed avvezzo più all'errore che non alla giocata. Sicuramente alla Juventus servirebbe rifiatare un po', soprattutto dalla cintola in su.

Pesano in questa ottica le assenze di Bernardeschi e Cuadrado, giocatori che avrebbero potuto dare il cambio a quell'attacco che sta giocando ininterrottamente ogni tre giorni ormai da fin troppo tempo. Aggiungiamo anche che col senno di poi, un centrocampista in più avrebbe potuto giovare alla manovra bianconera, rispondendo con l'intensità all'intensità. Un 4-3-3 che avrebbe di fatto assottigliato la differenza numerica della mediana e che avrebbe potuto garantire molta più grinta (leggasi alla voce Sturaro). Ma, si sa, col senno di poi siamo capaci tutti a ragionare. Intanto la Juventus continua a non incassare gol, forse l'unica nota positiva della serata. La difesa non ha mai corso particolari pericoli, al di fuori di qualche contropiede ben fermato da De Sciglio e Rugani. Menzione speciale al recupero di Bentancur su Lazzari, con la Juventus in inferiorità numerica. Un recupero palla fondamentale per portare a casa un pareggio tutto sommato giusto e che rispecchia alla perfezione quanto accaduto durante il match.

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