Roma, una vittoria totale nel segno di Di Francesco

Non si può dire che i giallorossi siano stati fortunati nei confronti del Barcellona: dietro questo successo si cela una crescita silenziosa e costante avvenuta negli ultimi mesi

Roma, una vittoria totale nel segno di Di Francesco
Festeggiamenti meritati. | AS Roma, Twitter.

Chi si ricorda com'è iniziata la Champions League della Roma in questa stagione? Era il 12 settembre 2017, all'Olimpico in quella circostanza l'Atlético Madrid non è riuscito ad andare oltre allo 0-0, principalmente a causa di una grande prestazione di Alisson, autore di almeno tre interventi decisivi. Nell'occasione da segnalare anche un salvataggio sulla linea di Manolas, simbolo di quella sofferenza di fine estate che segnava il solco presente fra i giallorossi ed i top club europei, non tanto nel risultato quanto nelle sensazioni post-match.

Ieri sera i capitolini sono stati chiamati nella stessa competizione a rimontare un 4-1 nel ritorno dei quarti di finale, contro un avversario più forte, ovvero il Barcellona. Hanno vinto e convinto, tre a zero, dominando i blaugrana sotto ogni aspetto del gioco e guadagnandosi l'accesso alle semifinali. Protagonista della partita è stato ancora Kostas Manolas, tanto per la prestazione sublime quanto per il gol del tris all'82esimo, un gol di tecnica, atletismo e grinta, esattamente in linea con la prestazione della sua squadra. Nei sette mesi intercorsi fra le due partite che abbiamo menzionato, la Lupa ha avuto una crescita evidente, da un Manolas all'altro. Nonostante si tratti di una competizione episodica però, questa crescita non ha avuto nulla di casuale nel mezzo.

Per i valori espressi sulla carta, a dire il vero la Roma sarebbe già potuta essere eliminata già nella fase a gironi. Eppure ha mostrato di avere una personalità non indifferente: ha perso solo al Wanda Metropolitano a novembre ed è comunque passata meritatamente da prima. Poi contro l'ostico Shakhtar è riuscita a rimanere unita nelle difficoltà in Ucraina ed a prevalere col cervello al ritorno, mantenendo sempre qualità e fisicità. Per tutto questo, ai quarti di finale la fazione di Eusebio Di Francesco ci arrivava avendo mostrato di avere due doti fondamentali a questi livelli, appunto attributi e freddezza. Ma da sole non sarebbero bastate.

Al Camp Nou infatti i giallorossi hanno messo in campo quello che potevano, ma al cospetto di una serie di episodi negativi erano crollati in una maniera che è tipica delle squadre in genere poi eliminate senza problemi al ritorno. Vale a dire: qualche rimpallo sbagliato, un paio di rigori mancati, grosse ingenuità da parte dei singoli. Poi però il tabellone dice 4-1 e tanti si sarebbero arresi, al cospetto della possibilità che "Messi prenda palla e ne faccia altri tre da solo", com'era successo fra l'altro giusto domenica in Liga. Di Francesco non si è arreso per niente ed anzi, parola sua, non ha dormito per una notte con l'obiettivo di ottenere una superiorità che fosse anche tattica sui catalani, sfruttando i loro storici problemi di questa stagione. Il 3-5-2 schierato è stata un'intuizione da stratega di livello mondiale.

Siamo arrivati quindi al ritorno. Valverde si è praticamente consegnato all'allenatore italiano, senza nemmeno opporre resistenza. La Maggica è finita via via per trovare certezze sotto l'aspetto tecnico, andando a completare il quadro di un dominio totale. Ieri sera la squadra è stata fantastica a mettere in campo tutto quello che vi abbiamo raccontato: attributi, freddezza nella gestione dei momenti, superiorità tecnica e tattica. Aggiungendoci anche, come serve sempre nelle notti eccezionali, qualcosa di suo: basti pensare alle rispettive migliori prestazioni in carriera di molti dei giocatori scesi in campo. A partire dal leader Edin Dzeko, al sesto gol in dieci partite internazionali in stagione, per arrivare a Juan Jesus, autore di una prestazione solidissima con uno come Lionel Messi nella stessa zona di competenza. A completare il quadro è stato un Olimpico da brividi.

La Roma è dunque in semifinale di Champions League, ma il gap coi top club europei menzionati all'inizio non è ancora colmato. Il prossimo step della crescita della Lupa sarà quello di dare continuità a serate del genere, ad abituarcisi, ad alzare il livello contemporaneamente anche in campionato. Perchè banalmente chi dà tre palloni al Barcellona non si può accontentare di arrivare terzo in Serie A: il derby sarà già uno snodo importante per capire il vero futuro della squadra a questi livelli. Non è qualcosa di semplice né tantomeno preteso da qualcuno. È solo che, dopo ieri sera, sembra possibile per davvero. E non per questo sarebbe meno bello.