Benevento: "Croyez-moi, c'est ne pas fini"
Fonte: official Juventus Football Club

Benevento: "Croyez-moi, c'est ne pas fini"

Tanti, troppi i punti da recuperare, ben quattordici distanze dalla salvezza e sole sette giornate rimaste, ma finchè la matematica non condanna, c'è speranza.

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Lucio Ruggiero

"Croyez-moi, c'est ne pas fini". Credetemi, non è finita. Così diceva Cheick Diabatè ai microfoni di Sky nel post-partita di Benevento-Verona, dopo aver siglato una doppietta ed il gol vittoria. Parole probabilmente dettate dall'adrenalina per la vittoria e per la grande prestazione sia della squadra - senza ombra di dubbio la miglior partita dei giallorossi in stagione -, che sua personale. 

Ma c'è qualcosa di vero? O meglio, c'è qualcosa di possibile? 

La matematica dice di sì, il Benevento non è ancora condannato a tornare in Serie B. Certo i più realisti direbbero che in sette giornate non si possono recuperare quattordici punti. Il Benevento dovrebbe vincerle tutte e chi è davanti agli stregoni dovrebbe perderle praticamente tutte. Ma i sanniti in questi ultimi anni ci hanno chiaramente mostrato di non essere avvezzi a fare cose normali. Prima la promozione in Serie B vincendo per la prima vota la Lega Pro. Quindi la prima stagione in assoluto nella serie cadetta giocata sempre ai vertici della classifica fino a raggiungere i play-off e successivamente a vincerli dopo aver battuto Spezia, Perugia e in finale il Carpi (dal quale poi i giallorossi prendereanno Belec, Di Chiara e Letizia, solo il terzo ancora in rosa).

Dunque, cerchiamo di non essere realisti, ma di voler credere ad un miracolo, soprattutto dopo quello già perpetuato in Champions da una certa squadra italiana con analoghi colori. 

Il Benevento con la prestazione messa in campo contro la Juventus ha dimostrato di potersela giocare con tutti. Gli acquisti di gennaio hanno sensibilmente migliorato la rosa e il gioco dei sanniti. In particolare nelle ultime giornate Djuricic e Diabatè hanno fatto vedere perchè in passato hanno calcato differenti palcoscenici. Il serbo di proprietà della Sampdoria ha letteralmente danzato sul pallone, creando superiorità numerica con i suoi dribbling e mandando in porta a ripetizione i proprio compagni. Il maliano ex Bordeaux ha messo invece a segno due doppiette in altrettante partite in cui è sceso in campo da titolare, che fanno cinque gol sommando alla rete realiazzata contro il Crotone. Tre partite per diventare il top scorer dei giallorossi. Il rebus della punta prima per Baroni e poi per De Zerbi è stata una dei più grandi problemi interni. Nè Iemmello, nè Puscas (ora al Novara), nè Coda e nè Armenteros (ora ai Portland Timbers) hanno saputo assicurare quel minimo numero di gol che servirebbero ad una neo-promossa per raggiungere la salvezza. 

La rincorsa al sogno semi-impossibile comincia questa domenica a Reggio Emilia contro il Sassuolo. I neroverdi sono in striscia positiva da cinque giornate, quattro pareggi però e una sola vittoria. Una vittoria fuoricasa contro Politano&co darebbe sicuramente morale e nuove speranze, che comunque si sono alimentate anche dopo la maiuscola prestazione contro la Vercchia Signora, capolista del Torneo. Dopo il Sassuolo c'è l'Atalanta al Ciro Vigorito e il Milan a San Siro. Queste sono le due partite più difficili che da qui a fine anno attendono il Benevento. In casa la spinta dei tifosi potrebbe fare la differenza contro i bergamaschi, mentre al Meazza contro i rossoneri servirà una prova di carattere e tecnica, sebbene proprio contro il Milan all'andata - con gol di Brignoli - arrivò il primo punto della stagione sannita. Poi ancora Udinese - che non vince o pareggia ormai da un mese e più- al Ciro Vigorito, Spal a Ferrara, Genoa in casa e per finire il Chievo al Bentegodi. Quattro partite che sulla carta ora sono "equilibrate" e più abbordabili per il Benevento

Ricapitolando: la matematica c'è, il calendario non è tragico e le prestazioni sono incoraggianti. Adesso serve il sudore e sputare sangue in campo, servono i gol di Diabatè e l'estro di Djuricic. La solidità di Sandro, la fantasia di Viola, la nobile gioventù di Brignola, la guida di Sagna in difesa e le parate di Puggioni. Al Benevento serve un miracolo, ed i miracoli nel calciosono possibili. E comunque sognare e lottare non costa niente. Salvarsi o andare via sapendo di averci provato fino all'ultimo secondo, queste le 'vie' possibili nel Sannio.

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