Torino, Sirigu si tiene stretto il granata: "Credo nel progetto, per ricostruire ci vuole tempo"

Il portiere ricorda la sua esperienza parigina: "Alti e bassi, in Francia ho perso due amici nell'attacco islamista al Bataclan".

Torino, Sirigu si tiene stretto il granata: "Credo nel progetto, per ricostruire ci vuole tempo"
Fonte: Torino official Twitter

Il portiere del Torino, Salvatore Sirigu, si è concesso in una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport. Dal Cagliari al Paris Saint-Germain, l'attuale numero uno granata sembra aver trovato la giusta dimensione sotto la Mole: "Ho avuto alti e bassi a Parigi, è bello giocare in un grande club come il PSG, in campo tutto sommato non è andata male, ciò che mi rievoca brutti pensieri sono state le vicende extra calcistiche che ho vissuto lì. Al Bataclan ho perso due amici, Stephan Albertini e Pierre Innocenti. Erano inquel teatro quella maledetta notte, sono esperienze che ti segnano".

Urbano Cairo ha puntato su Sirigu quest'anno, dunque il ritorno in Serie A si è materializzato: "Dopo anni è stato molto difficile riambientarsi. Ho trovato tante polemiche fatte sul niente, senza capire come certe vittorie possano nascondere dei problemi o alcune sconfitte non siano negative a tutti i costi. Questa è una cosa che ha fatto del male negli ultimi anni. Tutti dicono che bisogna ricostruire e poi non viene mai dato il tempo per farlo. Questo vale anche per il Torino. Si è parlato di Europa League, si è costruita una buonissima squadra, ma non è detto che si raggiungano gli obiettivi. I progetti di crescita richiedono anni, i tifosi devono avere pazienza". Una città, Torino, che vive quotidianamente la rivalità tra il granata ed il bianconero: "Per strada incontro solo tifosi del Toro, la Juventus ha il più alto numero di tifosi in Italia, ma nel centro città i nostri sono in netto predominio".

Parlando del Toro, non si può non fare riferimento alla tragedia di Superga, lontana ormai quasi 70 anni ma il ricordo è sempre vivo nei cuori dei tifosi granata: "Probabile che se non ci fosse stata la tragedia, il Toro avrebbe potuto creare un'egemonia, ma con i 'se' e con i 'ma' non si fa la storia". Dalla B all'Europa, ora il Torino ha una dimensione totalmente diversa: "Sono ottimista sul nuovo corso di Cairo. Mi sembra uno che non vuole fare il passo più lungo della gamba, e nel calcio questo molte volte paga. Lungimiranza, parola spesso sconosciuta ai più. Per storia e personalità si può ambire a qualcosa di prestigioso, l'importante è pensare partita dopo partita, a noi interessa chiudere nel miglior modo possibile questo campionato".