L'urlo del San Paolo e la rinascita del gigante buono: il Napoli c'è ancora e batte un altro colpo

Nel peggior momento possibile, quando gli azzurri erano scivolati a -9 dalla Juventus, il boato di Fuorigrotta ha scosso e trascinato i beniamini di casa fino al 4-2 conclusivo. Milik, Insigne e Zielinski sugli scudi, con il duo polacco che mina le certezze di Sarri in vista della trasferta di Torino.

L'urlo del San Paolo e la rinascita del gigante buono: il Napoli c'è ancora e batte un altro colpo
L'urlo del San Paolo e la rinascita del gigante buono: il Napoli c'è ancora e batte un altro colpo - Foto Ssc Napoli Twitter

Si chiude con l'immagine più bella possibile per il popolo partenopeo la serata infrasettimanale della trentaduesima giornata di Serie A. Il Napoli c'è, è ancora vivo, e nonostante le residue energie mentali prima ancora che fisiche, vince di rimonta - per due volte - sull'Udinese di Massimo Oddo, tutt'altro che defunta. A Fuorigrotta si vive una serata paradossale, dal principio al tramonto, dal possibile -9 a quel -4 che, alla vigilia dello scontro diretto, fa sognare ancora i tifosi partenopei. Dalla ragione, quella che ottunde ed in parte limita le facoltà degli interpreti napoletani, alla sana follia, quella di cui avrà bisogno il Napoli di Maurizio Sarri per provare l'impresa allo Stadium. 

Procediamo con ordine. I primi quindici minuti del Napoli di ieri sera assomigliano tanto a quelli della versione migliore dell'undici di Sarri: rapidi, veloci, stretti tra i reparti, tre nitide occasioni da rete, ma nulla da fare, vuoi per la buona verve di Bizzarri, vuoi per l'imprecisione che nonostante qualche progresso dal punto di vista del gioco, resta. Con il passare dei minuti l'Udinese prende le misure agli azzurri, torna aggressiva in fase di non possesso e costringe Albiol e compagni ad arretrare il baricentro dell'azione di una ventina di metri, tornando ad essere lenti e sterili in fase di manovra. La sensazione, da quella che il punteggio si sarebbe sbloccato da un momento ad un altro, diventa quella opposta, con le ripartenze dell'Udinese che fanno sempre più paura. Detto, fatto: Perica apre per Zampano, cross filtrante per Jankto che, in posizione dubbia, insacca. 

Foto Ssc Napoli Twitter
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La reazione dei padroni di casa è furiosa e porta la firma del migliore in campo, Piotr Zielinski. Da una delle sue tante fiammate centrali nasce l'assist per Insigne, perfetto nella finta spalle alla porta su Nuytinck e nel destro che batte Bizzarri. L'1-1 manda al riposo il Napoli con la ferma sensazione di poter condurre in porto la sfida tranquillamente, ma l'avvio di ripresa è stranamente pallido, paradossalmente pacato. Sono i friulani a prendere in mano le redini del gioco e, al primo affondo, ancora Zampano è perfetto nel servire Inglesson a centro area: destro a volo ad incrociare e Udinese ancora avanti a sorpresa. Serve una scossa, morale prima ancora che tecnica. L'ingresso di Mertens non basta, e nel momento peggiore, con gli azzurri a -9 dalla Juventus, è il San Paolo a ruggire e trascinare i propri beniamini. 

L'urlo di Fuorigrotta squarcia la resistenza friulana, che dopo un'ora di perfetta marcatura a uomo si vede assalire nella propria trequarti dalla marea azzurra. La squadra di Oddo si rintana fin troppo senza mai riuscire a ripartire, il pareggio di Simy a Crotone infonde al Napoli serenità d'animo e leggerezza mentale. La zuccata di Albiol, la seconda nel giro di poche giornate, libera mentalmente i ragazzi di Sarri, prima del 3-2 firmato da Milik dopo una giocata sull'asse Mertens-Callejon sulla destra e del poker di Tonelli che arrotonda il punteggio.

Foto Ssc Napoli Twitter
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E' il centravanti polacco il simbolo della rinascita partenopea, della tenacia caratteriale degli azzurri che, anche nei momenti più bui, riescono con grinta e caparbietà ad aggrapparsi alla voglia di non mollare. E' anche tecnicamente e tatticamente che l'innesto del gigante buono polacco fa tutta la differenza del mondo con Mertens: Arek si carica spesso la squadra sulle spalle, la fa salire anche senza fraseggio, attraverso sponde ed aperture magistrali, oltre che di testa e con il fisico. Motivo per il quale in vista della sfida di domenica sera nella testa di Sarri potrebbe insinuarsi un ragionevole dubbio, con il polacco decisamente più brillante ed in forma del folletto belga, apparso abulico anche nella mezz'ora finale di ieri. 

A prescindere dagli interpreti, il Napoli arriva a sei giornate dalla fine con quattro punti di ritardo dalla Juventus, avendo migliorato il bottino della passata stagione di dieci punti ed avendo sigillato ieri anche il secondo posto oltre alla qualificazione alla prossima Champions League. Un Napoli da record che, come ha ribadito Sarri ieri sera, adesso potrebbe e dovrebbe pensare soltanto a divertirsi, facendo prevalere la sana follia alla razionalità ed alla pressione che ha limitato le prestazioni dei partenopei in questo mese.