Bologna, la dichiarazione d'amore di Verdi: "Mi sento a casa". E Donadoni...

Dopo la gara dello Stadium valida per la 36esima giornata di Serie A, il tecnico commenta la sconfitta per 3-1 ai microfoni di Sky Sport, insieme a Verdi.

Bologna, la dichiarazione d'amore di Verdi: "Mi sento a casa". E Donadoni...
Il post-gara triste di De Maio, autore di un autogol, sulla destra. | Giorgio Chiellini, Twitter.

Allo Stadium cade il Bologna, come preventivabile, nella 36esima giornata di Serie A. Non era preventivabile però che la Juventus venisse messa in difficoltà dai rossoblù per un così lungo tempo, stando anche in svantaggio per un lungo frangente di gara, di fronte alla loro strenua fase difensiva. Poi però le giocate di Douglas Costa hanno rotto l'inerzia della gara ed i bianconeri hanno ottenuto un successo per loro fondamentale, in rimonta, per 3-1. L'autore dell'unico gol ospite Simone Verdi, come riportato da TuttoMercatoWeb, dopo la gara ha detto la sua ai microfoni di Sky Sport. Ecco le sue parole, partendo proprio dal modo di realizzazione del penalty: "Sul rigore ero tranquillo, era un'opportunità importante per me. Era tanto che non tiravo un rigore, l'ultimo l'avevo tirato a Carpi, se non avessi segnato avrei probabilmente fatto una figuraccia, ma è andata bene. È un modo di tirare che alleno tutti i giorni, cerco sempre di guardare il portiere per vedere con che gamba spinge. Buffon è partito un po' prima, ho chiuso la caviglia per spiazzarlo, mi è andata bene perché gli è passata vicina".

Ed infine, sulla mancata partenza di gennaio, l'italiano conferma la sua posizione molto genuina, di quelle che si vedono raramente: "Nei giorni scorsi mi hanno scritto in tanti di  Napoli, dicendomi che dovevo farmi perdonare il mancato trasferimento, ma io non ci ho pensato e ho provato a fare il meglio per la mia squadra. Ho sempre ripetuto che sono un ragazzo che dice sempre la verità, ho voluto rimanere qua per finire bene l'anno. È la seconda stagione che gioco con continuità in Serie A, il mio obiettivo adesso è arrivare a dieci gol. Sono uno che pensa molto alle decisioni, quella di gennaio è stata difficile, non posso nasconderlo. Sotto l'aspetto economico mi avrebbe csmbiato la vita, ma non fatico ad arrivare a fine mese a Bologna. Qui ho trovato una casa, ho una ragazza che mi rende felice, qua io mi sento a casa".

Alla stessa emittente televisiva si è presentato poco dopo Roberto Donadoni, il tecnico della squadra oggi sconfitta. Questo il suo commento sulle dichiarazioni splendide, precedenti, del numero 9 a sua disposizione: "La cosa che mi sorprende è che ci si sorprenda delle cose normali. Le cose che dovrebebero essere un esempio sono sorprese. Siamo sempre alla ricerca di qualcosa di strano, a volte anche oltre il buonsenso. Non mi sorprendo di Simone, se è ambito dalle grandi squadre è perchè ha lavorato in questi due anni ed ha fatto tesoro delle stagioni precedenti. Se lui ha la possibilità di andare in una big è perchè se lo merita ed il Bologna gli ha dato i mezzi".

Parlando invece più strettamente della gara: "Direi che abbiamo fatto un ottimo primo tempo, abbiamo subito il primo gol forse in maniera ingenua. Questo ha dato vigore, poi sul secondo gol - a parte la teoria dell'incartamento - qualcosa si poteva interpretare diversamente. Abbiamo avuto la possibilità di fare il 2-1 noi e la possibilità l'abbiamo sciupata noi. Lì la differenza la fa la qualità tecnica, la Juve ha dei giocatori davvero precisi. Magari non perchè non abbiamo tecnica, ma a volte la precipitazione ci porta a commettere degli errori, contro squadre del genere non puoi permettertelo, abbiamo subito il secondo gol e diventa tutto più complicato".

Si passa a parlare d'altro. In un bilancio generale della stagione, un opinionista chiede se forse ci sono dei giocatori che sono indietro rispetto alle proprie aspettative di crescita: "Beh sai, è chiaro che credo sia l’obiettivo di tutti coloro che fanno la mia professione portare i giocatori a crescere. E’ anche vero che ci sono dei livelli, ci sono giocatoric he possono arrivare a fare delle cose sia tecnicamente che caratterialmente. Per fortuna o sfortuna ci sono dei limiti a cui uno fa fatica ad arrivare, bisogna credere in sé stessi e dare la fiducia. Il Bologna a livello societario è splendido, valorizza i giovani per poterli proporre anche in squadre importanti. Per noi la cosa più semplice potrebbe essere investire e prendere giocatori di un certo tipo, ma la nostra filosofia è diversa, crescere e costruire piano piano, abbiamo un Presidente che ha soldi e per chi ne ha meno viene facile dire “Perchè non ne spende?”. Bisogna guardare alla nostra dimensione, c’è sempre poi chi è soddisfatto e chi no. Se c’è qualcuno che è insoddisfatto di quello che ha fatto Allegri alla Juventus, figuriamoci noi...".

Come si è riusciti, tornando alla gara appena conclusasi, a mettere indifficoltà i campioni d'Italia? E come mai ciò non ha condotto ad un risultato? "Con l’energia, con la voglia, con la brillantezza. La Juve ha sofferto un po’ nel primo tempo questa nostra capacità. Lì ci voleva un po’ più di precisione, essere un po’ meno precipitosi. Quando giochi contro squadre così forti, è chiaro che non puoi permetterti quelle circostanze positive che ti capitano. Ci vuole poi anche quel pizzico di sfortuna o non avere la sfortuna. Non pretendo di essere fortunato col rimpallo, ma nemmeno che si butta la palla dentro. Quello è un infortunio, capita, però in queste partite pesa".

E sul proprio futuro, in conclusione... "Sono molto felice, ho una bimba che è felice di stare lì e fa l’asilo, anzi la saluto perchè ha subito un piccolo infortunio. Sono felice di essere in questa società".