VAVEL Road to Russia 2018 - Il Marocco torna tra le grandi, ma deve ancora dimostrare di essere tale

I Leoni dell'Atlante, dopo quattro edizioni, tornano a partecipare ai Mondiali. Dopo gli ottavi di finale del 1986 non hanno però più passato il primo turno e anche in Coppa d'Africa non sta andando bene, nonostante una squadra che pare sempre in crescita. Il girone non è insormontabile, a Renard il compito da far fare ai suoi lo step mancante.

VAVEL Road to Russia 2018 - Il Marocco torna tra le grandi, ma deve ancora dimostrare di essere tale
Grafica Vavel - Andrea Mauri

Come suo solito nei tempi recenti, anche stavolta il Marocco alle qualificazioni non ha deluso le aspettative, arrivando ai Mondiali di Russia 2018 con discreta scioltezza, perdendo solo la gara di ritorno del primo round contro la Guinea Equatoriale per 0-1 (all'andata era arrivata una vittoria per 2-0). Nel girone nessun problema, con tre vittorie e tre pareggi, estromettendo dalla competizione la quotata Costa d'Avorio, il Gabon di Aubameyang e Lemina e il Mali.

La rosa continua ad apparire in costante crescita a livello di tecnica individuale, nonostante poi sul più bello deluda sistematicamente. La vittoria della Coppa d'Africa manca dal 1976 e nell'edizione dell'anno scorso è arrivata un'eliminazione ai quarti di finale, nonostante il Marocco fosse tra i favoriti. I quarti rappresentano inoltre il miglior risultato nella competizione dal 2004. Per quanto riguarda i Mondiali nello specifico invece, i Leoni dell'Atlante si fanno rivedere dopo quattro edizioni. Nel 1986 erano arrivati gli ottavi di finali, unico caso di superamento del girone. Adesso però, con gli innesti di ulteriori talenti e la conferma di alcuni senatori, la squadra di Renard vuole scrollarsi di dosso l'etichetta di squadra di terza fascia. Ora si tratta di assemblare i giocatori per iniziare a raccogliere qualche frutto.

La guida tecnica

Per la panchina la FRMF (Fédération Royale Marocaine de Football) ha puntato su Hervè Renard, ex difensore centrale francese che è diventato famoso però più che altro per i suoi successo alla guida di Nazionali africane. È infatti tra gli artefici dell'incredibile vittoria dello Zambia nella Coppa d'Africa del 2012, battendo in finale la Costa d'Avorio. Quest'ultima ha voluto tentare la sorte, assumendolo a propria volta per la Coppa d'Africa del 2015 (sostituendo l'ex Inter e Parma Sabri Lamouchi) e anche in questo caso ha concluso l'avventura alzando la coppa. A questo punto il Marocco, a secco di vittorie da troppo tempo, decide di affidargli la squadra, dopo una breve parentesi al Lilla, per assemblare una squadra che, nonostante le individualità, non riesce mai ad ottenere i risultati sperati. Nel 2016 però Renard fallisce il tris e i Leoni dell'Atlante si inchinano all'Egitto di Salah, che andrà a perdere solo in finale. La federazione ha deciso comunque di confermarlo per i Mondiali, dato che qualche progresso comunque si è visto, ma in Russia servirà iniziare a mettere in mostra una percentuale più alta del talento nascosto nella rosa africana.

Il tecnico punta su una difesa a quattro, con uno o due mediani a fare da diga, per poter sfruttare il gran numero di ali e trequartisti a disposizione. 4-2-3-1 e 4-1-4-1 dunque i moduli prediletti, che hanno portato a vincere entrambe le amichevoli preparative, contro Serbia e Uzbekistan. I presupposti quindi per fare una bella figura ci sono.

La rosa

Nel Marocco spicca sicuramente il nome del capitano Medhi Benatia, ex Udinese e Bayern Monaco, attualmente in forza alla Juventus. Nonostante gli ultimi rumors di battibecchi con Buffon e le dichiarazioni post Real Madrid, il difensore sta confermando di potersi disimpegnare anche su palcoscenici importanti. I Leoni dell'Atlante possono sfruttare soprattutto le doppie nazionalità, con tanti giocatori che hanno fatto le giovanili in altre nazionali per poi scegliere il Marocco. È il caso per esempio di Ziyech, stella dell'Ajax cercata da diversi top club. Tanti poi giocatori che hanno avuto un passato anche importante, con diversi gettoni nelle competizioni europee, come Boussoufa, Belhanda e Dirar. Ci sono poi i due giocatori del Feyenoord, El Ahmadi e Sofyan Amrabat, senza dimenticarsi di Nordin Amrabat, che sembrava un possibile crack da giovane, salvo poi perdersi negli anni, ma le sue qualità sono indiscutibili. Insomma Renard di qualità ed esperienza ne ha in grandi quantità, si pecca di alternative forse solo in porta, dove il profilo migliore è Bono del Girona.

La rosa delle  due amichevoli:

Portieri: Bono, Tagnaouti, Munir;

Difensori: Benatia, Benoun, Nahiri, da Costa, Mendyl, Hakimi, El Hajjam;

Centrocampisti: Saiss, Saidim, Sofyan Amrabat, Bennasser, Ayoub, El Ahmadi, Dirar (attualmente però infortunato), Harit, Ziyech, Boufal, Belhanda, Labyad, Fajr, Boussoufa;

Attaccanti: Nordin Amrabat; Azarou, Boutaib, El Kaabi, Bammou, Bouhaddouz.

E ora?

L'obiettivo del Marocco è ovviamente lottare per provare a conquistare il secondo posto nel girone. Se la Spagna sembra essere ancora calcisticamente lontanissima (anche se le Furie Rosse nelle ultime competizioni iridate hanno avuto qualche problema), il Portogallo non è insormontabile, mentre sulla carta l'Iran dovrebbe puntare solo a fare bella figura. Dunque Renard dovrà mirare al bottino pieno con i persiani e al non uscire con le ossa rotte nella sfida con gli iberici, per poi giocarsi tutto contro i lusitani che sono sì guidati da Cristiano Ronaldo, ma che come i Leoni dell'Atlante hanno tanta qualità e poca compattezza. Dovessero arrivare tre sconfitte chiaramente il ct francese sarebbe a forte rischio, mentre almeno una bella figura potrebbe ulteriormente lanciare la selezione del Marocco tra le grandi nazionali del Mondo, ma il sogno ottavi di finale non è del tutto impossibile.