Napoli-Torino, Sarri: "Farò delle valutazioni sul mio futuro"

L'allenatore azzurro diviso tra presente e futuro dopo il pareggio del San Paolo

Napoli-Torino, Sarri: "Farò delle valutazioni sul mio futuro"
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Il Napoli si ferma ancora, questa volta in casa contro il Torino e dice addio definitivamente a qualsiasi sogno legato allo scudetto. Si inizia quindi con insistenza a parlare del futuro della squadra, argomento che coinvolge in prima persona anche Maurizio Sarri. Tante le voci che circolano e sono circolate in queste settimane e il tecnico, parlano a Premium Sport nel post partita, non risolve il rebus legato alla sua situazione.

Così Sarri parlando del proprio futuro: "Ci sono da fare delle valutazioni che vanno in altri campi. Tanto se resto ci saranno altre esternazioni, fa parte dei ruoli, so che è così. Pronto a dimettermi? Dimettermi quando? Non riesco nemmeno a comprenderlo sinceramente. Dovrei dimettermi a due giornate dalla fine, ma di che stiamo parlando? E' inutile continuare su questo argomento. Non c'è niente da aggiungere. Su De Laurentiis non posso dimenticare questa gioia che mi ha dato facendomi allenare il Napoli, se è contento sono più felice, ma se non lo è ad un certo punto pazienza.

Io e il presidente non abbiamo litigato. Qui la piazza è stupenda, oggi c'erano 50mila spettatori e ci hanno fatto una festa stupenda. Poteva essere una gara triste, invece è andata così e più di questo ai tifosi non possiamo chiedere. Io della gara di oggi sono contento, c'era il rischio di fare una partita estremamente scarica. Abbiamo la responsabilità di non aver vinto per due errori in difesa che si potevano evitare, ma non possiamo parlare di una brutta partita.

Il presidente è la persona che mi ha fatto allenare la squadra per cui facevo il tifo da bambino, più grande soddisfazione della mia vita. Mi dispiace se non è contento, ma io mi sento la coscienza apposto. Ho fatto tutto nel bene della squadra, tutto per fare il maggior numero di punti nella manifestazione che sta più a cuore ai napoletani

Conosce l'inglese? Penso sia ininfluente. Io l'ho studiato affondo, ma talmente tanti anni fa che potrei averlo dimenticato. Ho chiesto ai miei collaboratori di impararlo? Io sinceramente no, anche perché non saprei neanche chi mi porterei dietro, quindi non saprei neanche a chi dirlo".