Mirabelli: "Il Milan vuole migliorare e non smantellare la squadra"

Il direttore sportivo rossonero torna a parlare di mercato e di Donnarumma

Mirabelli: "Il Milan vuole migliorare e non smantellare la squadra"
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Il Milan ha conquistato anche per la matematica l'Europa League della prossima stagione con il sofferto pareggio di Bergamo. Adesso contro la Fiorentina serve vincere per mantenere il sesto posto in classifica che permetterebbe di evitare tre scomodi turni preliminare nel pieno dell'estate post Mondiale. A far rumore, però, nel post gara contro l'Atalanta sono state le parole di Mirabelli che hanno agitato i tifosi in vista del prossimo mercato. 

Presente a Milano al premio Gentelman, Mirabelli è tornato a parlare a Sky Sport 24 di mercato provando a tranquillizzare l'ambiente: "Abbiamo raggiunto un primo traguardo, l’Europa. Anche se dobbiamo difendere il sesto posto. Tutti sognavamo qualcosa di diverso ma è difficile quando si parte in un anno e si assembla una squadra, ci vuole il giusto tempo. Assolutamente terremo i big l’anno prossimo. Il nostro obiettivo è aprire un ciclo formando una squadra con giocatori giovani e forti. Noi siamo il Milan, non vogliamo smantellare la squadra ma rinforzarla. Non potevamo pensare di vincere da subito, stiamo costruendo un Milan importante per vincere i prossimi anni".

Altro argomento caldo è Donnarumma e Mirabelli ribadisce la linea della società sul giovane portiere: "Noi dobbiamo pensare che è un nostro patrimonio, ci auguriamo che rimanga con noi. Così come per gli altri giocatori. Valgono due regole. Se un giocatore ci esprime la volontà di andare via ci vuole un club che soddisfi le esigenze del Milan. Donnarumma non è venuto da noi a dirci che vuole andare via. Noi stiamo lavorando per rinforzare la squadra e non per smantellarla.

I club, se ci saranno, faranno le loro offerte e noi vedremo se ci soddisfano. Donnarumma è un patrimonio del calcio italiano, vale tantissimo. Conosciamo il mercato, pensiamo che valga veramente tanto. Non abbiamo messo in preventivo il fatto di venderlo. Una cosa del genere ci spiazza. Aspettiamo e facciamo quello che dobbiamo fare. Questo vale per tutti. Vogliamo giocatori che vogliono partecipare al nostro progetto. Vogliamo gente convinta. Qualora venisse un giocatore ci vogliono due fattori: che ce lo dicono e un’offerta soddisfacente".