Pagellone Juventus: i portieri

Di nuovo, quella della Juventus è miglior difesa della Serie A. A cominciare dal reparto più arretrato, parte integrante della difesa ma che comunque va sempre vista separatamente. Il paradosso del portiere.

Pagellone Juventus: i portieri
Pagellone Juventus: i portieri - Twitter Buffon

Nel 1977, lo scrittore catalano Manuel Vázquez Montalbán scriveva uno dei suoi gialli più famosi, intitolato "La Solitudine del Manager", un giallo dai risvolti sportivi, come era abbastanza solito fare. Si potrebbe parafrasare questo titolo e cambiare "manager" con "portiere". Perché in fin dei conti, l'estremo difensore è sempre solo. Non ha compagni di reparto, esulta da solo. Per essere tali, però, bisogna essere dei leader. Dentro e fuori dal campo. Un anno dopo l'uscita del libro, nasceva Gianluigi Buffon, il capitano di questa straordinaria Juventus che quest'anno ha eguagliato il record di minuti di porta inviolata. E che già da sabato prossimo potrebbe superare il record in Serie A di clean sheet in quella che, molto probabilmente, sarà l'ultima partita di Gianluigi Buffon. Dopo una querelle infinita, la scorsa estate ha visto una piccola rivoluzione anche tra i portieri, dove l'unico confermato è stato proprio Buffon (cosa che non fa notizia). Via Neto, via Audero, rispettivamente a Valencia per una golosa plusvalenza e Venezia per far crescere un giovane talento. Al loro posto, è stata investita un'ingente cifra per Wojciech Szczesny, portiere polacco scuola Arsenal che veniva da due buone annate con la Roma. Come terzo, causa liste Champions/Serie A, torna alla casa madre Carlo Pinsoglio, dopo due annate tutt'altro che buone tra Latina e Livorno. Una rivoluzione che ha visto alternarsi in maniera tutto sommato equa due titolatissimi come Szczesny e Buffon. Ventuno presenze per il polacco, trentatré per il capitano bianconero, nel computo di tutte le competizioni giocate dalla Juventus.

Gianluigi Buffon, 9.5: I riflessi non saranno più quelli di una volta, cosa fisiologica vista l'età, ma il suo senso di posizione rimane sempre e comunque pressoché perfetto. Qualche sbavatura qua e là (vedi Atalanta e Tottenham) ma nel complesso la sua stagione è stata sempre di altissimo livello, anche dopo lo stop forzato causa polpaccio. Un giocatore che ha rappresentato una rivoluzione per un ruolo, un punto di riferimento per moltissimi giovani portieri europei. Non di meno, termine ultimo di paragone per tutta la sua storia sportiva, da cui ne è sempre uscito vincitore. Pesa la mancata vittoria della Champions League, sua vera ossessione (e di moltissimi tifosi bianconeri) sfumata troppe volte all'ultimo momento. Ma ciò non toglie che Buffon sia tra i giocatori più vincenti della storia, con lo sfizio della Coppa del Mondo 2006 vinta anche grazie a lui.

Wojciech Szczesny, 8: Chiamato a sostituire Buffon nei momenti del bisogno, non un compito facile. L'ombra del numero uno dei numeri uno può essere pesante da sopportare, al pari di una maglia con uno stemma vincente. Per Szczesny non c'è stato alcun problema: ad ogni chiamata, rispondeva presente, salvando spesso anche la situazione. memorabile la sua uscita su Schick che ha regalato i tre punti alla Juventus proprio contro la sua ex squadra, in una partita fondamentale per la vittoria dello scudetto. In chiave Champions è stato altrettanto prezioso, sebbene la sua avventura si sia fermata ai gironi con due sole presenze ma comunque di livello. Su tutte, spicca la vittoria in terra greca con due veri miracoli contro l'Olympyakos.

Carlo Pinsoglio, 6 (politico): Non sappiamo se Allegri gli concederà qualche scampolo di partita sabato alle 15 ma nel dubbio gli diamo un sei politico. Mai impegnato in questa annata, Pinsoglio era consapevole di esser relegato fisso tra panchina e tribuna. Sarebbe un giocatore da s.v. (senza voto) ma in questo caso, ci sbilanciamo e gli regaliamo un sei politico per via delle parole di Allegri post vittoria scudetto. Un uomo spogliatoio è fondamentale in ogni squadra. Fare gruppo, in momenti di crisi, diventa necessario per non sfaldare un'intera squadra in un'annata che ha visto (finalmente) la Juventus confrontarsi con un degno avversario.