Fassone commenta il no della UEFA al settlement agreement per il Milan
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Fassone commenta il no della UEFA al settlement agreement per il Milan

L’a.d. rossonero espone il pensiero della società dopo la decisione di Nyon

FraNas
Francesco Nasato

Marco Fassone ha commentato la decisione della UEFA di non concedere il settlement agreement al Milan nell’ambito delle sanzioni relative al mancato rispetto dei parametri del Fair Play Finanziario. I rossoneri sono stati rimandati a giudizio e la sentenza dovrebbe arrivare entro la prima metà di giugno. Nella peggiore delle ipotesi c’è anche l’esclusione dalle coppe europee.

Così Fassone a margine dell'assemblea di Lega sui diritti tv: Mi sembra importante che il Milan assuma una posizione chiara dopo il comunicato dell’Uefa. C’è sorpresa e amarezza perché mi attendevo che la Uefa ci offrisse un settlement agreement: perché da quando c’è il finacial fair play c’è sempre stata la concessione del settlment, c'è stato un solo caso in passato con una società russa, non di primissimo livello, che è stata rimandata. Il voluntary agreement non ci è stato consentito perché la commissione riteneva opportuna la garanzia bancaria da 165 milioni da parte della holding.

La Uefa ora però non ci concede il settlement per il fatto che la holding non abbia rifinanziato il debito con Elliott getta delle nubi sul futuro della società. Ma questa ipotesi non tiene conto la nostra proposta di sentire il nostro finanziatore che è Elliott che ha garantito anche per scritto una continuità dell’azienda, ma anche ai continui adempienti della proprietà del Milan come gli aumenti di capitale che sono stati versati con regolarità, ci sono rimasta male francamente, il dossier che doveva fare l’abbiamo fatto, poi ci sono dubbi che riguardano altri aspetti.

Da domani parte l’analisi del dispositivo da parte dei nostri legati, averci deferito rappresenta un danno importante sotto il profilo dell’immagine, valuteremo con grandissima attenzione. Ci auguriamo di una valutazione serena, riporteremo dati con la massima serenità, ricordiamo che il Milan di oggi deve pagare delle violazioni che vanno dal 2014 al 2017 qiundi la proprietà era assolutamente diversa. Il rinvio comunque ci getta nell'amarezza e credo che la società meritasse un settlment che però non è arrivato".

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