Bologna, Inzaghi si presenta: "Voglio rendere orgogliosi i tifosi"
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Bologna, Inzaghi si presenta: "Voglio rendere orgogliosi i tifosi"

Il neo allenatore dei rossoblu ha parlato nella conferenza stampa di presentazione: "Il nostro esempio dev'essere l'Atletico che lotta sempre, dev'essere gente come Griezmann che corre dietro tutti".

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Arianna Radice

Filippo Inzaghi è il nuovo allenatore del Bologna ed oggi ha tenuto la conferenza di presentazione. Il primo a prendere la parola è stato Claudio Fenucci, l'amministratore delegato dei rossoblu: "Quello di oggi è il primo passo della nuova stagione, si parte con un nuovo coach, ma per prima cosa vorrei ringraziare Roberto Donadoni che ha preso una squadra in difficoltà portandola a salvarsi tranquillamente per tre anni consecutivi. Poi il calo della squadra nel finale di stagione ha fatto sorgere qualche dubbio e si è deciso di cambiare. Quando abbiamo individuato il profilo più adatto, si è cercato di trovare entusiasmo, cioè un tecnico che a Bologna si gioca una chance importante e con voglia di cimentarsi in questa realtà. Pippo incarna bene questi requisiti e si è deciso di allacciare i contatti con il suo entourage e giustamente lui ha voluto rimanere concentrato sui playoff. Ora partiamo con un nuovo progetto tecnico".

Il microfono è passato ad Inzaghi che, come prima cosa, ha voluto ringraziare la società per avergli dato fiducia: "Per prima cosa ringrazio il presidente Saputo e l’intera dirigenza perché da quando sono arrivato mi hanno fatto sentire a casa e importante. Ringrazio anche il Venezia che ha permesso di fare la conferenza nonostante sia ancora sotto contratto con lui. Il Bologna fino all’ultimo giorno mi ha aspettato e questo per me è stato un segnale eccezionale. Mi sono sentito subito importante e martedì in due ore abbiamo trovato l’accordo su tutto. Bologna è quello che cercavo. Il centro tecnico è fantastico, la società è seria e il presidente mi è sembrato di conoscerlo da una vita. Ha tanto entusiasmo come me. Mi è piaciuto il fatto che qui si parla di calcio e l’unica cosa che posso promettere è che Bologna l’ho sempre un po’ cercata, anche da giocatore. La prima cosa che ho voluto vedere è stato lo stadio e so di essere stato un avversario temibile ma ora voglio rendere l’ambiente orgogliosi di me e della squadra". 

L'allenatore nativo di Piacenza si è presentato in punta di piedi: "Un bravo allenatore non smette mai di imparare. Per me e il mio staff è importante avere una società seria che consenta di lavorare bene. A Venezia ho capito che mi avrebbero fatto lavorare a mio modo con i loro mezzi, poi per ripartire ho scelto Bologna non pensandoci un minuto. Non ho parlato con altri e non ho guardato i soldi. E’ due giorni che sono a Casteldebole e quasi quasi vorrei dormire lì. Spero che questo lo capiscano anche i giocatori. per guadagnarsi quella struttura serve lavorare. Non è questione di fare il duro, se i giocatori sono bravi io sono buono, sennò divento duro. Esattamente come farebbe la dirigenza con me se non lavorassi bene. Come dicevo al Milan, non ci sono alibi, perché c’è tutto. Vale anche qui a Bologna. Trovare di meglio in giro non è tutto".

L'ex allenatore del Venezia si sente fire and desire? "Il fuoco non mi manca, spero di restare qui a lungo. Se mi avessero fatto dieci anni avrei firmato. Sotto sotto avevo questa speranza perché penso si possa fare qualcosa di importante. Tutti vogliamo il bene del Bologna e cercherò di ottenere il massimo da ciò che mi sarà messo a disposizione. Cercherò anche di essere vero, chi non pedala e chi non pensa che Bologna è qualcosa di magico con me non gioca. Non vendo fumo e miracoli. Per allenare bene serve una grande società e qui c’è, serve un grande tifo e qui c’è. I giocatori cercheremo di farli rendere al meglio e penso che una buona base ci sia".

Inzaghi ha voluto parlare anche dei singoli, Tacopina e Saputo: “Joe era molto contento perché è già stato qui. Saputo con due parole mi ha dato serenità e ulteriore voglia di lavorare. Poi io gli ho detto ‘magari un giorno andiamo in Europa League’…So che ci vorrà tempo, serviranno determinati passi ma dobbiamo tutte le volte uscire dal campo dopo aver dato tutto per la maglia che indossiamo. Spero che con me i giocatori lo possano capire subito e la speranza è fare qualcosa di importante in una società ambiziosa. Altrimenti non sarei venuto. Per ritornare in A sono ripartito dalla Lega Pro e non voglio farmela togliere da nessuno" su Destro: "Sono qui da poco. Cercherò di capire e ci incontreremo. Le porte non sono chiuse per nessuno e chi resterà qui sa che la maglia da titolare andrà guadagnata. Devo essere un bravo allenatore che in base ai giocatori che ho possa farli rendere al meglio. Possiamo giocare con moduli diversi, ma dobbiamo ancora valutare". Invece sulla cessione di Verdi e i possibili rinforzi: “Il confronto con la dirigenza è quotidiano, ero consapevole che per esigenze qualche pedina sarebbe stata ceduta. Io e il direttore abbiamo le stesse idee e state sereni che rinforzeremo la squadra. Cercheremo di fare bene altrimenti non sarei qua, qui tutti ci giochiamo tanto".

Sulla cessione di Verdi e i possibili rinforzi: “Il confronto con la dirigenza è quotidiano, ero consapevole che per esigenze qualche pedina sarebbe stata ceduta. Io e il direttore abbiamo le stesse idee e state sereni che rinforzeremo la squadra. Cercheremo di fare bene altrimenti non sarei qua, qui tutti ci giochiamo tanto".

Inzaghi ha concluso: "Pensiamo che questa sia una buona rosa e che ha reso sotto le aspettative, altrimenti non sarei qua. Io credo che tanti giocatori vadano benissimo, poi sugli innesti valuteremo con il direttore. Saremo realisti ma le basi per fare bene ci sono. Voglio arrivare alla partita senza aver tralasciato nulla. Se arriviamo lì avendo fatto tutto il meglio, poi anche con la sconfitta saremo a posto con la coscienza. Non c’è un metodo migliore o peggiore, c’è solo quello di prepararsi al meglio per la partita. Se si è fatto tutto non c’è nulla da recriminare”. 

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