Parma: per la porta si prova Scuffet, in difesa il primo nome è Stulac
Vasco Regini, altro obiettivo del Parma - Twitter

Parma: per la porta si prova Scuffet, in difesa il primo nome è Stulac

Nonostante i problemi societari per il famoso "caso sms", la dirigenza del Parma continua a lavorare sul mercato: Scuffet è il primo nome per la porta, Stulac piace per la difesa.

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Antonio Abate

Mentre la dirigenza attende nuovi sviluppi sul "caso sms" - presunti messaggi di alcuni calciatori del Parma ad altri dello Spezia per invogliarli a non creare problemi in vista della sfida decisiva per la promozione ducale - continua il lavoro della stessa sul calciomercato. Sfumato Emiliano Viviano, finito allo Sporting Lisbona, il nuovo nome sul taccuino parmigiano è quello di Scuffet. In forza all'Udinese, il giovane portiere potrebbe lasciare il Friuli, anche se il suo destino è legato a quello di Meret: se quest'ultimo dovesse partire, il Napoli lo reclama, ecco che Scuffet resterebbe all'Udinese, costringendo il Parma a nuove ricerche. Piace anche Belec, per ora però congelato.

In difesa piace moltissimo Leo Stulac, difensore del Venezia reduce da un'ottima stagione in laguna. Il centrale ventiquattrenne, esploso grazie al lavoro di Pippo Inzaghi, è però fortemente voluto anche da altre formazioni di A, pronte ad accaparrarsi a basso costo un profilo esperto ed ancora giovane. Sempre vivo, poi, anche l'interesse per Matias Silvestre, difensore centrale ormai ai margini del progetto tattico della Sampdoria. L'età del giocatore spaventa leggermente D'Aversa, che dopo l'addio di Lucarelli potrebbe però convincersi ad accogliere un profilo esperto per il primo anno in Serie A. Con i liguri si parla anche di Vasco Regini: le sensazioni sono positive. 

Intervistato in esclusiva a tuttomercatoweb, l'ex attaccante del Parma Mario Stanic ha parlato di un'iniziativa organizzata proprio dal club ducale: "Mi trovo bene a Parma, torno sempre volentieri e questa iniziativa è veramente bellissima. Fa piacere rivedere questi grandi campioni venti anni dopo. In Italia torno spesso anche con la famiglia, da Zagabria a Parma ci vogliono solo 5 ore e vengo volentieri. La Croazia al Mondiale? Parlavo con Veron e ricordavamo la partita del '98 quando perdemmo 1-0: quest'anno credo che possiamo arrivare fino in fondo. Abbiamo uno squadrone e spero che questa generazione possa fare meglio di noi in Francia" conclude il bomber ex Benfica e Chelsea. 

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