Kakà alla Gazzetta: "Vorrei tornare al Milan, è come casa mia"
Fonte foto: Twitter Kakà

Kakà alla Gazzetta: "Vorrei tornare al Milan, è come casa mia"

Le parole dell'ex giocatore dei rossoneri in un'intervista concessa alla Gazzetta dello Sport.

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Alessio Evangelista

307 partite, 104 gol, 65 assist e tanti trofei in bacheca, tra cui il Pallone d'Oro. Questi sono i numeri di Ricardo Izecson dos Santos Leite, per tutti Kakà, con la maglia del Milan. Il brasiliano non ha mai nascosto il suo grande amore per i rossoneri e in un'intervista concessa alla Gazzetta dello Sport parla in questo modo della sua ex squadra: "Seguo sempre la squadra, non sento Gattuso da un po’ ma parlo spesso con Fassone e i giocatori. Di recente ho sentito Pirlo e poi a Milano ci sono Dida e Serginho, entrambi stanno seguendo il corso da allenatori a Coverciano, mi tengono informato".

Sulla possibilità che la compagine lombarda venga estromessa dalla prossima Europa League il brasiliano risponde in questo modo: "Milan fuori dalle Coppe? Mi auguro che non avvenga. Spero che il Milan possa giocare l’Europa League, un diritto che ha conquistato sul campo e poi risalire piano piano e tornare dove merita. Io nel club in futuro? Vediamo. A me piace tantissimo il calcio, ora lo sto vivendo da fuori, ma è un passaggio necessario perché mi sto preparando a una nuova fase. Mi interessa molto tornare al Milan. E non so quando, ma accadrà. Mi auguro presto perché il Milan è un po' casa mia". 

Poi spazio al Mondiale con il Brasile che ha un po' faticato nelle prime due gare contro Svizzera e Costa Rica, domani c'è lo scontro diretto contro la Serbia: "Sono contento di come stanno gestendo il Mondiale, dice Kakà. Rompere il ghiaccio è sempre difficile e poi credo che con la Costa Rica si sia visto, nella seconda parte di gara un buon Brasile, se faranno bene anche con la Serbia vuol dire che ci siamo, ma credo che stanno facendo tutto con i tempi giusti".

Infine una battuta sul connazionale Neymar: "Lui al Real Madrid? Se è quello che vuole però deve farlo e deve essere pronto a gestire la situazione. D’altra parte c’è sempre tanta pressione intorno a lui, in Brasile è pazzesco. Si parla del suo rendimento, della sua classe, ma anche dei suoi capelli, delle valigie che porta. E’ un grande giocatore e anche una celebrità. Le sue lacrime? Credo siano state davvero lo sfogo di uno che è sotto i riflettori dalla mattina alla sera e ancora deve imparare a convivere con la sua doppia personalità di campione e di celebrità", chiude così il brasiliano

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