Sampaoli, meglio tardi che mai
la vittoria dell'argentina dà la qualificazione agli ottavi all'albiceleste (fonte foto fifa world cup twitter)

Sampaoli, meglio tardi che mai

La prima vittoria dell'Argentina in questo Mondiale è coincisa con diversi cambi attuati dal tecnico dopo le tante polemiche dei giorni scorsi

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Francesco Conturso

E' grande festa in Argentina dopo la vittoria contro la Nigeria che è valsa la qualificazione agli ottavi di finale del Mondiale vista anche la sconfitta dell'Islanda contro la Croazia. Argentina che si qualifica dunque come seconda sotto la Croazia, ma poco importa per l'albiceleste dato il grande pessimismo presente dopo la disfatta con la Croazia con le inferocite critiche dei tifosi contro Sampaoli.

Proprio il CT è stato l'assoluto protagonista di queste lunghe giornate russe dove tutti, compresi molti giocatori, volevano il suo esonero. Alla fine è dovuto intervenire in conferenza stampa il presidente dell'AFA Tapia per confermare Sampaoli e assicurare la massima fiducia della squadra nel tecnico.

Ma Sampaoli contro la Nigeria è "costretto" a cambiare e a fare delle scelte importanti. La prima è il cambio di modulo con un 4-3-3 o 4-2-3-1 in base alla posizione di Banega. Quest'ultimo ha rappresentato la novità assoluta dell'undici titolare, prima aveva giocato solo pochi minuti contro l'Islanda. L'ex Inter dà quel contributo in termini di qualità che gente come Mascherano, Biglia e Perez non può ovviamente dare. Emblematico è il delizioso assist per la rete di Messi e un'altra geniale intuizione per Di Maria fermato all'ultimo con un intervento falloso. In generale Banega dà qualità e gioco all'Argentina permettendo a Messi di agire più in avanti non dovendo tornare a centrocampo per prendere il pallone.

In attacco si sono rivisti dall'inzio Di Maria e Higuain, autori di una partita, non certo memorabile considerando le loro qualità. Ma basta la loro presenza, il loro tocco e la loro classe per creare problemi agli avversari e per levare uomini a Messi che ha beneficiato dei dribbling del Fideo e del sacrificio del Pipita.

Se queste mosse si sono rivelate positive, ci sono delle altre che Sampaoli persevera e che allo stesso tempo lo condannano. La prima è Javier Mascherano, grande lottatore ma ormai lontano parente di quello di Liverpool e Barcellona. Non fa gioco, non contrasta e per poco non condanna la sua Nazionale con un'ingenuità clamorosa nell'episodio del rigore della Nigeria. Biglia resta a guardare e Paredes sta a casa, la sensazione è che Mascherano stia lì più per il suo carisma che per valori tecnici o fisici.

In attacco rimane un mistero l'esclusione continua di Paulo Dybala. Se dall'inizio effettivamente è difficile vederlo, è incomprensibile però constatare che giocatori come Meza, Acuna e Pavon abbiano fino adesso un minutaggio maggiore della Joya argentina. Sappiamo benissimo che al fenomeno della Juventus basta una giocata per accendere la luce e nel difficile secondo tempo contro la Nigeria uno come lui poteva incidere di più di un Meza.

Nella confusione generale, con ennesima formazione cambiata da Sampaoli, contro la Francia agli ottavi il tempo degli esperimenti è finito. Il modulo usato in quest'ultimo match e gli uomini schierati possono essere confermati anche contro la formazione transalpina, sperando per l'Argentina che questo successo e questa qualificazione possano dare serenità ed entusiasmo all'ambiente.

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