Torino, senti Petrachi: "Chi resta deve dare il massimo, in attacco abbiamo cinque giocatori"

Intervistato da La Gazzetta dello Sport, il il ds del Torino ha parlato di calciomercato. Ecco le sue parole.

Torino, senti Petrachi: "Chi resta deve dare il massimo, in attacco abbiamo cinque giocatori"
source photo: twitter Torino

Il mercato del Torino sta viaggiando a vele spiegate. Dopo i primi giorni di trattative, la dirigenza granata ha infatti fatto un ottimo lavoro, come confermato anche dal ds Petrachi: "L'obiettivo fissato con Mazzarri è quello di avere una rosa composta da 22 giocatori, più qualche Primavera di qualità" ha detto il dirigente, che conferma una sinergia importante con il tecnico Walter Mazzarri

Continua, Petrachi, parlando degli accorgimenti al pacchetto difensivo: "Era la sua richiesta principale, in maniera tale da poter lavorare sulla fase di non possesso con tutti i calciatori a sua disposizione. Abbiamo riscattato N'Koulou, abbiamo preso Bremer che, ci tengo a precisare, non è una seconda scelta. Il comportamento del Santos e le regole sugli extracomunitari ci hanno spinto ad abbandonare Verissimo, altrimenti avremmo acquistato entrambi. Poi ci sono Bonifazi e Lyanco, di grande prospettiva, che piacciono a mezza Europa".

Passaggio importante anche su Belotti e Sirigu, che hanno cominciato col Toro il ritiro: "Andrea quest'anno è più tranquillo, il suo nome non è più al centro del mercato e questo gli farà bene. Sirigu ha deciso di sposare il nostro progetto, rinnovando anche il contratto. Lo stesso vale per Iago, Rincon e Baselli: chi resta al Toro, deve dare il 100% sul campo. Mazzarri l'ha ribadito più volte".

In ultimo, un punto sulle cessioni: "Faremo qualche acquisto, ma senza proclami. Il calciomercato è ancora lungo, perciò possono succedere tante cose. ​In attacco abbiamo già cinque giocatori e per questo vorremmo dare a Boye e Parigini l'opportunità di trovare continuità da qualche altra parte: valuteremo le offerte che arriveranno. Bruno Peres? Era fatta con la Roma, ma la famiglia l'ha convinto a tornare in Brasile. Peccato, l'ho detto anche a lui. A casa ci poteva tornare a 35 anni..."