Milan, al Tas hai una speranza: "Puniti alla prima violazione"
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Milan, al Tas hai una speranza: "Puniti alla prima violazione"

A parlare è Salvatore Civale, presidente dell’Associazione italiana avvocati dello sport, specializzato in diritto ed economia dello sport e arbitrati internazionali. Secondo l'esperto il Milan avrebbe delle possibilità di ribaltare la sentenza della UEFA.

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Alessandro Davani

Il Milan avrebbe delle possibilità di ribaltare al Tas di Losanna la sentenza della UEFA che nel corso del mese di giugno ha escluso i rossoneri dalla prossima Europa League, almeno questo è il parere di Salvatore Civale, presidente dell’Associazione italiana avvocati dello sport, specializzato in diritto ed economia dello sport e arbitrati internazionali che si è concesso in un'intervista per la Gazzetta dello Sport.

Sul come il Milan sia arrivato a questa situazione, questa è l'idea che si è fatto l'esperto in materia: "Stando a quanto si apprende dagli organi di stampa circa le motivazioni che hanno spinto l’UEFA prima a negare al Milan il settlement agreement, poi a escluderlo dalle competizioni europee, sono intervenute tre condizioni sfavorevoli, diciamo così. La prima è incontestata e incontestabile: nel triennio dal 2015 al 2017 il Milan non ha rispettato l’equilibrio imposto dalle norme sul financial fair play tra costi e ricavi, il cosiddetto 'break even'. Questo è un dato di fatto". 

Poi ha proseguito: "Ha aggravato la situazione la poca credibilità dei tre business plan prodotti in pochi mesi, in particolare per la sensibile riduzione delle previsioni sui ricavi dal mercato asiatico. Peraltro, stando sempre a quanto leggo, c’è un passaggio nella sentenza dell’UEFA anche sull’assenza di documenti a supporto delle tesi sui redditi dalla Cina. L’altra condizione riguarda il cambio di proprietà, che già allora si mostrava praticamente sicuro. L’UEFA si aspettava da quella che ormai è la vecchia proprietà qualche garanzia in più sul fatto che chiunque fosse arrivato dopo, avrebbe mantenuto gli impegni presi".

Sul cambio di proprietà ormai avvenuto e la possibile sfiducia del Tas nei confronti del fondo Elliot ha dichiarato: "Non è questione di fiducia, ma di prove. Ben venga la dichiarazione pubblica di Singer che garantisce sulla continuità aziendale del Milan, ma servono nuove prove per convincere il Tas e l’UEFA che la sanzione comminata è eccessiva. C’è un solo precedente favorevole in questo senso, il Partizan Belgrado che l’anno scorso fu prima escluso dalle coppe per debiti pregressi poi dinanzi al Tas trovò l’accordo con l’Uefa per sospendere e rimodulare la sanzione". 

Ma il Milan denuncia una disparità di trattamento: "Ma non perché ad altri sia stato concesso il settlement agreement, le violazioni non sono tutte uguali. Piuttosto, ci si può appellare ad un’altra cosa ovvero: in molti casi l’Uefa ha dato fiducia ai club, concedendo il settlement. Poi, a seguito di un’ulteriore violazione dell’accordo, lo ha sospeso, aprendo un procedimento e irrogando una sanzione. Nel caso del Milan, invece, si è passati direttamente dalla prima e unica violazione alla sanzione. In questo senso, sì, il Milan può lamentarsi di essere stato trattato peggio degli altri". 

Non resta dunque che aspettare la sentenza del Tas che è attesa nella giornata di domani (giovedì 19 luglio 2018) tra le ore 17:00 e le ore 19:00, dopodiché sia Milan che Fiorentina potranno iniziare a programmare definitivamente la loro stagione ed il loro mercato.
 

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