International Champions Cup: Favilli mattatore con una doppietta, Bayern Monaco al tappeto
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International Champions Cup: Favilli mattatore con una doppietta, Bayern Monaco al tappeto

Una doppietta nel primo tempo del giovane Favilli regala la vittoria alla prima uscita stagionale di una Juventus orfana di moltissimi titolari.

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Lorenzo Pietroletti

Diciotto anni dopo il rocambolesco 4-4 di Champions League tra Amburgo e Juventus, Niko Kovac incontra i bianconeri di nuovo ma nelle vesti di allenatore. Stavolta è costretto alla sconfitta, per quanto inutile, a causa di un super Favilli che "bagna" la sua prima uscita estera con la maglia della Juventus con una doppietta da puro centravanti.

Lutto al braccio e minuto di silenzio per la scomparsa prematura di Sergio Marchionne, prima del fischio d'inizio del piovoso esordio stagionale della Juventus al Lincoln Finacial Field di Philadeplphia.
Allegri manda in campo quasi tutti i neo acquisti sin dal primo minuto in un 4-3-3 dalle scelte obbligate, soprattutto davanti, complici le assenze dei numerosi giocatori impegnati nel mondiale. A protezione di Perin, la coppia Rugani - Chiellini, affiancati da De Sciglio ed Alex Sandro. Centrocampo con Marchisio mezz'ala e Pjanic in regia insieme ad Emre Can dirottato a sinistra. Bernardeschi Favilli e Cancelo, in posizione più avanzata rispetto al suo rulo naturale, completano l'attacco. Il nuovo Bayern di Niko Kovac risponde con un modulo speculare che vede Ulreich tra i pali. Johansson, Javi Martinez, Stanisic e Bernat in difesa. Sylla Will e Shabani in mediana. Davanti, il tridente Gnabry, Wagner, Ribery. Solo panchina per Arjen Robben e per l'ex Coman.

Due giri di orologio e il giovane Favilli costringe al miracolo Ulreich con una respinta su un tiro da distanza ravvicinata. Squadre subito aggressive con un pressing forsennato. Risponde il Bayern Monaco al sesto minuto, Ribery si accentra e scaglia un destro sul secondo palo dove Perin si fa trovare ancora una volta pronto. Il gioco del Bayern si sviluppa molto sulle fasce, come da previsione, zone del campo dove la Juventus sembra inizialmente accusare la velocità tedesca. Zylla spreca da buona posizione un'occasione d'oro dopo un buon cross di Gnabry. Il Bayern dà la sensazione di essere più in controllo del match nonostante la formazione rimaneggiata. La Juve si mostra più attendista, alla ricerca del contropiede o dell'errore, come accade al quarto d'ora, minuto in cui Johansson butta giù Emre Can dopo un controllo sbagliato della difesa tedesca. Pjanic tenta la battuta a rete da posizione ravvicinata ma Ulreich respinge. Ribery parte in contropiede e viene atterrato da Chiellini con un fallo tattico che costa il primo giallo del match. I ritmi sono alti ma le squadre coprono bene gli spazi concedendo pochissimo.

Rischia qualcosa la Juventus in due occasioni: De Sciglio strattona fallosamente Ribery quasi a fondo campo. Libera l'area con un certo affanno la Juventus. Poco dopo un cross al centro ma dall'altro lato del campo, impensierisce la retroguardia bianconera. Superata da poco la mezz'ora, l'atteggiamento attendista della Juventus trova i suoi frutti. Johansson costringe Ulreich, con un retropassaggio, ad un recupero difficile per evitare l'angolo. Marchisio si avventa sul pallone e mette in mezzo un cioccolatino da scartare per Favilli che non deve far altro che segnare a porta sguarnita. È suo il primo gol dell'anno per la Juventus.

Primo cambio al 36 per il Bayern, Alaba rileva Martinez. Raddoppia la Juventus al 39, con Favilli trova una prateria davanti a sé, ben imbeccato da Alex Sandro. Tutto solo davanti ad Ulreich, fa doppietta, replicando in toto il gol del due a zero di Higuain al Franchi. Sembra in bambola il Bayern Monaco, a differenza della Juventus che appare più sciolta e tranquilla rispetto all'inizio della partita. Al 43' Emre Can si accomoda in panchina facendo spazio al giovane Fagioli. Un minuto di recupero e le squadre vanno ad asciugarsi negli spogliatoi.

Girandola di cambi per il Bayern Monaco, entrano nomi di spicco Coman, Rafinha, Robben e Renato Sanches. Per la Juventus, Fernandes rileva Marchisio. Al quarantanovesimo, punizione interessante sul lato destro del campo per il Bayern. L'ideale per il sinistro di Robben che però calcia alto. Al 54' la Juventus rivoluziona la squadra con Beltrame che rileva Favilli in attacco. Cambio anche per la coppia centrale, Barzagli e Caldara prendono il posto di Chiellini e Rugani. Esordio anche per il giovane centrale scuola Atalanta. Cambia passo il Bayern e sfiora il gol in varie occasioni. Coman e Robben sulle fasce danno molta più vitalità alle corsie rispetto a Ribery e Gnabry. Al 57' Coman lancia in porta Wriedt ma l'uscita di Perin sventa il gol. La palla capita sui piedi Jeong che spreca calciando alto a porta vuota e da posizione centrale. Altro cambio per la Juve con Pereira che prende il posto di Bernardeschi.

Ci prova Beltrame ma la difesa del Bayern si fa trovare pronta, in quello che è l'unico squillo bianconero del secondo tempo. Il Bayern domina il campo ma la Juventus si copre bene. Impietose le statistiche che vedono i bavaresi con un possesso palla dell'80%. Solo brividi e pochi pericoli concreti per la retroguardia bianconera che ormai gioca di sola rimessa. Triplo cambio per la Juventus a venti minuti dalla fine con Pinsoglio, Macek e Kastanos che rilevano rispettivamente Perin, Cancelo e Pjanic. Continuano gli attacchi del Bayern ma risultano essere troppo sterili e di facile lettura per la difesa juventina, ben posizionata e attenta sui cross dal fondo di marca tedesca. Al Bayern non resta altro che tentare la botta da fuori ma i risultati sono tutti abbastanza scadenti. Cambia il portiere, Kovac, sostituendo lo sfortunato Ulreich con il giovane Hoffman. Ad un minuto dalla fine, Coman spreca una buona occasione. Disturbato da Caldara, calcia alto da ottima posizione. Troppal'imprecisione del Bayern che pur tenendo il pallino del gioco è rimasto imbrigliato nella rete della retroguardia bianconera. Buona prova quella della Juventus anche se risulta difficile dare un giudizio completo vista la formazione ampiamente rimaneggiata. Le risposte dei nuovi sembrano buone, così come quelle dei giovani primavera aggregati.

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