Udinese, senti Mandragora: "Qui per consacrarmi, amo dialogare con i compagni e verticalizzare"
source photo: twitter Rolando Mandragora

Udinese, senti Mandragora: "Qui per consacrarmi, amo dialogare con i compagni e verticalizzare"

Intervistato in esclusiva da La Gazzetta dello Sport, il centrocampista ex Juventus ha parlato di sé e della nuova avventura in Friuli. Ecco le sue parole.

antonio-abate
Antonio Abate

Rolando Mandragora non è un centrocampista come gli altri. Etichettato come uno dei migliori interpreti centrali del panorama calcistico italiano, il ragazzo classe '97 ha spesso dovuto fare i conti con brutti infortuni che gli hanno compromesso l'esplosione tecnica. Tornato a giocare e a convincere con la maglia del Crotone, l'ex Juventus ha intenzione, ora, di esplodere definitivamente con la maglia dell'Udinese: "Spero sia l’anno della mia consacrazione e del riscatto dell’Udinese" sentenzia in esclusiva a La Gazzetta dello Sport, sottolineando soprattutto la voglia di evitare altri e dolorosissimi infortuni. 

In seguito, Rolando Mandragora ha voluto dire la sua sugli allenatori che lo hanno seguito ed aiutato fin dagli esordi: "Ho avuto tanto dagli allenatori. Da quando sono cresciuto alla Mariano Keller a casa. A Gasperini che mi ha fatto esordire in A col Genoa, dove arrivai a 14 anni, devo molto, come a Oddo che ho avuto a Pescara, a Nicola e Zenga che ho avuto a Crotone. Venivo da un infortunio al piede, a Crotone ho trovato la continuità. Ora spero di ripetermi a Udine, in un ambiente che già mi piace". 

Passaggio importante, poi, sui venti milioni spesi dall'Udinese per prelevarlo dalla Juventus: "Cerco di non pensarci, ma è motivo d'orgoglio. L'infortunio? Nove mesi di inferno trascorsi a Torino per recuperare. Leo Bonucci è stato un amico vero. E ora spero che lui scelga il meglio, magari vuol riprovare a vincere la Champions. CR7 al fantacalcio? Ci provo, ma devo vendere Quagliarella o Belotti".

In ultimo, il ragazzo ha parlato delle sue caratteristiche tecniche: "Credo che l’intelligenza tattica sia fondamentale. Amo dialogare in campo con i compagni. Dobbiamo darci tutti una mano, è importante. A me piace verticalizzare. Ma soprattutto tenere bene le distanze tra i reparti. Qui ho Fofana e Barak che sono portati più a offendere, io copro di più la mediana, ma posso anche fare il play, pur giocando a due, andando a prendermi la palla dietro. Stiamo lavorando bene su tutto. Nazionale? - conclude - Ci penso, ma va bene anche l'under 21".

VAVEL Logo

Udinese Calcio Notizie

4 giorni fa
18 giorni fa
23 giorni fa
24 giorni fa
un mese fa
un mese fa
un mese fa
un mese fa
un mese fa
un mese fa
un mese fa