Serie A al via, Spalletti è pronto: "La società ha messo in piedi una squadra forte, ora sta a noi prendere i punti in campo"

Luciano Spalletti parla nella prima conferenza stampa di questa nuova stagione pronta ad iniziare e in cui i suoi vogliono esprimersi al meglio

Serie A al via, Spalletti è pronto: "La società ha messo in piedi una squadra forte, ora sta a noi prendere i punti in campo"
Luciano Spalletti

Sembra ieri che l'Inter festeggiava all'Olimpico la Champions League  conquistata dopo una stagione complessa e invece siamo ad agosto, alla vigilia di un nuovo anno di Serie A: domani sera andrà in scena Sassuolo-Inter, prima giornata del nuovo campionato. 

Per Spalletti questo significa giorno di conferenza stampa; ecco quanto ha detto ai giornalisti presenti alla Pinetina. 

Queste le sensazioni del tecnico in vista di domani e dell'intera stagione: "Le condizioni sono buone. Usciamo dalla fabbrica senza dover usare ulteriori prove. Pronti per giocare contro chiunque e provare a vincere contro tutti. Lo score del passato dice che con il Sassuolo sarà durissima. Nel periodo estivo lo sarà anche di più.  Al di là del mercato, abbiamo più conoscenza di noi stessi sul percorso che vogliamo fare e sull'obiettivo che l'Inter vuole raggiungere. Quando viene a mancare qualche pedina, penso a Nainggolan domani, dispiace sempre. Sono elementi forti, non bisogna sbagliare sul suo recupero".

Dopo il mercato si può dire che i nerazzurri hanno obiettivi chiari per questa stagione, anche per essere l'anti-Juve:  "Io cerco di sbagliare il meno possibile. A meno che non si vuole dar vinto subito il campionato alla Juventus, bisognerà andare a giocarselo insieme a Milan, Roma, Napoli e Lazio. Tutte si sono rinforzate. Complimenti al colpo di coda finale di alcuni club. Ancelotti in Italia dopo nove anni è un bene importante. Noi ci siamo e vogliamo contendere lo scudetto ai bianconeri. Ci sono molte squadre che ci possono mettere in difficoltà".

Spalletti sa però che le pressioni sono tante e che sarà necessario rimanere sempre concentrati: "Ho imparate a gestire le pressioni da tempo. Ora sento solo eccitazione e piacere nel poter partire finalmente in questa nuova stagione. Eccitazione strozzata in seguito ai fatti di Genova. Siamo al fianco di tutte quelle persone che stanno soffrendo in questo momento. Obiettivi? Vincere quanto più partite possibili, rimanere in Champions, offrire uno spettacolo sia dal punto di vista comportamentale che di squadra. Quella della quarta posizione è una delineazione importante perché cambiano molte cose. Sappiamo che troveremo società forti e pronte che hanno preso calciatori formidabili. Il prodotto Serie A all'estero cresce e questo è un traguardo molto positivo".

Il mister si coccola i suo giocatori, vecchi e nuovi, dai quali si aspetta molto: "La società ha fatto un ottimo lavoro per mettere in piedi una realtà forte, però adesso si va in campo e bisogna andarsi a prendere i punti. L'anno scorso è successo tutto agli ultimi minuti. Ora sappiamo quanto è importante partire forti e giocare in modo serio fin da subito. Potrei scommettere su diversi calciatori, soprattutti sui nuovi arrivati. Poi c'è Brozovic: voglio vedere ciò che mostrato nel finale della passata annata. In mezzo è un leader".

Andando sullo specifico Spalletti si concentra su PerisicVrsaljko rientrati da poco dopo il Mondiale: "Il primo conosce bene la squadra, l'altro meno ma è pronto per la Serie A. Devono allenarsi di più per rimettersi in pari con il resto del gruppo"; passando per Skriniar, la sorpresa più bella della stagione scorsa che domani però non ci sarà: "Milan abbiamo preferito lasciarlo fuori per questioni di precauzioni"; terminando con Vecino: "Che mi aspetto? Che faccia meglio dell'anno scorso. Peccato per l'infiammazione dell'anno scorso, quest'anno troverà più continuità. È un calciatore che avrà potenzialità da far vedere con continuità. Tengo inoltre a dire che Joao Mario non è convocato per questioni fisiche e non tecniche". 

La conferenza termina con una riflessione sulla decisione di giocare nonostante i tragici fatti di Genova: "Non è fermarsi il problema, ma fare in modo che certe cose non accadano più. Se non giocare risolve quanto successo a Genova, si può anche stare fermi per mesi".