SPAL - Semplici: "Cosa ci caratterizza? Non siamo mai contenti"
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SPAL - Semplici: "Cosa ci caratterizza? Non siamo mai contenti"

L'allenatore della squadra emiliana: "Dalla mia squadra voglio la conduzione della gara. Grazie alla Società per gli sforzi sul mercato".

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Alessandro Davani

Dopo l'avvio di campionato col botto grazie alla vittoria all'esordio nel derby emiliano contro il Bologna, Leonardo Semplici ha rilasciato un'intervista ai colleghi della Gazzetta dello Sport. L'allenatore della SPAL ha raccontato una curiosità riguardante la maniera in cui stimola un ottimo giocatore (ma spesso incostante) come lo sloveno Jasmin Kurtic: "In allenamento quando facciamo la sessione di tiri in porta, beh, gli grido spesso “zero a zero”. Perché non ci prende. Lo faccio spesso, ma sempre a fin di bene ovviamente. Provocare alla toscana significa motivare, scuotere, cercare perennemente quel che ci vuole: il miglioramento, quindi sempre un altro step".

Ha poi parlato della bella vittoria in campionato contro il Bologna"Scrivere un po' di storia? Beh, sì, ma adesso cerchiamo di non esagerare coi toni alti. Abbiamo vinto un derby a casa loro e non succedeva in A da cinquant’anni. Lo abbiamo voluto con forza e ha un valore grande: perché è la prima di campionato e l’autostima può crescere, perché Ferrara se lo meritava, perché i tifosi sono stati fantastici e li ho visti felicissimi, perché si vede che gli insegnamenti dello scorso anno sono stati praticati. Sapersi adattare: contro le big dovremo per forza saperlo fare, quindi cambiare modulo, leggere la gara, e per farlo servono anche passaggi come il successo a Bologna".

Non poteva mancare un pensiero al grande mercato operato dalla dirigenza biancoazzurra ed all'abbondanza che ora c'è nel reparto offensivo:  "Petagna, Antenucci, Paloschi, Moncini e Floccari hanno due peculiarità: possono coesistere nelle coppie che via via sceglierò e hanno qualità, di gioco e realizzativa. Per loro, e il resto del mercato, devo ringraziare la società: ha fatto sforzi mirati e importanti. Noi i rompiballe del campionato? No, no. A noi basta fare il nostro tragitto con convinzione e autostima ma soprattutto con la consapevolezza di dover prenderci la salvezza e poi si vedrà. Piedi per terra, grazie".

Infine una battuta sulla scuola toscana degli allenatori che nelle ultime stagioni sta andando alla grande: "In questo periodo storico del calcio noi toscani stiamo effettivamente vivendo di pulsazioni positive. Cosa ci caratterizza? Mai contenti. La società ha fatto un certo tipo di lavoro che ci permettesse proprio di crescere nella tecnica e nella forza fisica: un ottimo lavoro. Missiroli, Valdifiori e Petagna, per esempio, danno proprio un senso a tutto questo. Poi, però, serve sempre avere un’identità. Quella che voglio da anni e che ho sempre voluto nelle mie squadre è condurre la gara. So e sappiamo che ci sono tante squadre più forti di noi, quindi in alcune situazioni ci si dovrà adeguare. Ma dirigere il gioco è la cosa da fare e che voglio vedere".

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